Lunedì, 14 Ottobre 2019

OLTREPÒ PAVESE - COMUNITÀ MONTANA E LE RAGIONI DELLO STRAPPO: FERRARI SPEGNE LA POLEMICA

Gli organismi di governo della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese sono stati di recente rinnovati e, come ogni volta in cui gli amministratori dell’Oltrepò sono chiamati a decidere per i ruoli chiave, non si è riusciti a trovare una chiave unitaria. Se da una parte la candidatura di Giovanni Palli, neosindaco di Varzi, aveva trovato un certo consenso, non si può ignorare come sette comuni su diciotto abbiano effettuato valutazioni diverse e non abbiano partecipato al voto. Si tratta di Rocca Susella, Colli Verdi, Cecima, Borgoratto Mormorolo, Ponte Nizza, Borgo Priolo e Montesegale. Il sindaco di quest’ultimo, Carlo Ferrari, era il candidato in pectore di questa compagine.

L’amministrazione Alberti, di cui lei è stato vicepresidente, è riuscita a portare a casa risultati importanti e ha lasciato una linea di progettualità per il futuro. La Strategia Nazionale per le Aree Interne è il progetto principe e il più importante degli ultimi vent’anni almeno. Ora, in seguito all’elezione di Palli, parrebbe sorgere la ricerca di una discontinuità. Quali le ragioni di quello che, secondo alcuni player, sarebbe un vero e proprio “strappo’’?

«Un progetto strategico per il territorio ed un percorso unitario non potrà certo essere strappato da qualche tentativo interno alla compagine della nuova amministrazione della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese di avere ed ottenere rendite di posizione. Ogni qualvolta si parlerà di progetti unitari ed associati per il bene del territorio noi ci saremo.»

La sua scelta di non concorrere per l’esecutivo della Comunità Montana come è maturata?

«Tornare indietro e rinfocolare divisioni e tutelare rendite di posizione del passato sono le ragioni che ci distanziano, almeno in questa fase, dalle scelte del presidente nell’impostare il suo mandato ed il nuovo corso dell’amministrazione. Abbiamo percorso la strada fino all’ultima curva di un percorso unitario, non abbiamo visto però il coraggio di tenere unito un territorio, come peraltro fatto negli scorsi cinque anni che ci ha permesso di raggiungere un importante risultato. Ci auguriamo si cambi direzione, ed al più presto, per il bene del territorio e l’enorme responsabilità che abbiamo in campo con la Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese.»

Con l’assemblea del 26 luglio sono stati ratificati i primi atti concreti della nuova amministrazione: la variazione di bilancio e il Documento Unico di Programmazione che - nonostante in molti casi somigli molto a un “libro dei sogni” - rappresenta il passo formale con cui un’amministrazione traccia la linea che intende perseguire nei prossimi tre anni. Un commento sulle linee presentate da Palli?

«Nell’Assemblea del 26 luglio è stato presentato un Documento Unico di Programmazione più completo e realistico rispetto al programma di mandato che riteniamo essere privo di idee e di interventi significativi.

Crediamo che su questo atto, di concerto con gli uffici, un passaggio di coerenza e continuità rispetto al passato sia stato fatto. In ogni caso prendiamo atto che il DUP dell’Ente Montano è un documento di continuità e non di rottura con la precedente Amministrazione, infatti contiene tutta la programmazione realizzata negli scorsi 5 anni e che è giunta, oramai, alla fase di piena attuazione a partire dalle aree interne (18,7 milioni di euro con parecchie risorse a favore dei privati), dalla costituzione di un unico Piano di Zona di Voghera e della Comunità Montana (17 comuni su 18 vi aderiscono), al Piano Forestale, al progetto sul salame di Varzi, ai servizi associati con la creazione di 4 unioni di comuni. Prendiamo atto anche che il presidente ha espresso parole di apprezzamento per l’amministrazione precedente per il cospicuo avanzo di amministrazione. Speriamo si prosegua in una strada di programmazione ed associazione dei servizi piuttosto che di divisioni e personalismi.»

Ci sono anche dei bandi in corso da seguire con attenzione, uno riguarda le start up. Ma accelerare in questo senso non può prescindere dall’adeguamento infrastrutturale; oltre alle ‘’solite’’ strade occorre pensare alla rete digitale. La Banda Ultra-larga è in ritardo...

«Sicuramente il tema della banda larga è importante non solo per le start-up ma anche per servizi. Nell’ultimo incontro che abbiamo avuto presso l’Ufficio Territoriale Regionale di Pavia abbiamo chiesto un aiuto dalla regione affinché il ritardo sugli interventi infrastrutturali relativi alla banda larga sia colmato il prima possibile. Perché, per prima cosa, aiuterebbe queste nuove imprese; secondo, migliorerebbe i servizi dei comuni; terzo, permetterebbe di creare servizi come la telemedicina. Potremmo dare servizi al territorio senza far muovere persone, dato che noi abbiamo poche persone su un territorio vasto.»

Parliamo della telemedicina, con riferimento alla Banda Ultra-larga.

«Si tratta di un supporto specialistico con l’A.S.S.T. (capofila), il Mondino e il Policlinico San Matteo, che sono i tre attori cui è demandato il progetto di telemedicina per le aree interne. Bisogna riallineare i progetti in corso, in modo che i progetti delle start-up e i servizi della telemedicina possano prendere forma avendo già a disposizione la connessione veloce. Secondo noi si tratta di servizi importanti, non possono essere penalizzati dal fatto che non c’è un servizio efficiente di banda ultra-larga.»

Quali dovrebbero essere, a suo parere, le altre priorità concrete della nuova Comunità Montana?

«La Comunità Montana ha bisogno di una governance unitaria a partire dallo sviluppo della Strategia Nazionale per le Aree interne, al rilancio del comparto agricolo e produttivo, alla costruzione di modelli di innovazione sociale al passo con i nuovi bisogni territoriali, allo sviluppo di innovazioni di processo e di filiera passando per un tema chiave come quello dell’ambiente: queste sono le caratteristiche principali dove battere in continuità con la nostra azione amministrativa con risultati importanti come il progetto su salame di Varzi DOP, un unico piano di zona, il progetto sull’osservatorio di Cecima, la necessità di una nuova governance dei consorzi forestali.»

Le elezioni della comunità montana sono riuscite a creare malumori anche all’interno del PD, dato che il sindaco di Fortunago Pier Achille Lanfranchi, fino a poco tempo fa vicino al partito, si è accodato alla nuova amministrazione Palli (è stato peraltro nominato capogruppo). In sua difesa, tuttavia, sono scesi in campo alcuni big dell’area dem, come Daniele Bosone. Lei, che nella sua attività politica è considerato da molti un “pontiere” e indipendente dalle logiche di segreteria, che opinione si è fatto di questi riposizionamenti nella politica provinciale? Che effetti possono avere nei confronti della Comunità Montana?

«Penso che al di là dei riposizionamenti della politica locale non si sia fino in fondo compreso la portata epocale del cambiamento di cui questo territorio ha necessità. Bisogna costruire una governance locale unita e coesa con amministratori responsabili e capaci che operino nel solo interesse dello sviluppo del territorio. Stiamo parlando dell’Oltrepò, un territorio ad alta litigiosità e scarsa capacità di agire con un profilo e voce unitario.

Non è certamente un vanto, né un merito volersi intitolare la spaccatura della Comunità Montana. Senza contare che un’azione di tale portata che toglie alla C.M.O.P. stessa la rappresentatività territoriale di tutti i Comuni, metterà in crisi la funzione stessa di raccordo sovracomunale ed interistituzionale che secondo noi invece questo ente dovrebbe avere.»

Bosone era stato, peraltro, il grande escluso nella partita delle nomine al CDA dell’IRCCS San Matteo, nel dicembre scorso. Poma, nella veste di Presidente della Provincia, scelse lei, per “la sua formazione professionale, ma anche amministrativa, oltre che il legame fortissimo con il territorio”. Come valuta i primi mesi di questa importante esperienza?

«Sono molto onorato della mia nomina, voglio ringraziare i molti sindaci e amministratori del territorio che mi hanno candidato a questa importante carica ed il presidente della provincia Vittorio Poma che mi ha nominato. Ci sono tutte le condizioni per lavorare bene e ottenere miglioramenti significativi nei servizi a favore degli utenti e del territorio. Far parte del CDA del San Matteo per me è una grandissima opportunità, poiché è la realtà sanitaria più importante della nostra provincia con oltre 3.600 dipendenti, 900 posti letto, un bilancio di esercizio di oltre 410 milioni di euro. È uno dei 5 grandi ospedali pubblici lombardi ed è la più grande azienda del territorio pavese.»

Quali sono, in questo ambito, le novità in progetto che avranno ricadute sul territorio?

«Come ha annunciato il 18 luglio il Presidente Venturi durante la celebrazione dei primi 570 anni di vita del San Matteo, questo CDA si è posto come obiettivo di rendere il Policlinico nei prossimi tre anni un punto di riferimento a livello europeo. Un centro rinnovato grazie a quattro progetti importanti: polo oncoematologico, elisuperficie con medicina d’urgenza, acceleratori e cell factory. Il polo oncoematologico prevede un finanziamento di 31 milioni per effettuare adeguamenti strutturali e impiantistici. La Regione ha destinato un milione per la realizzazione di un’elisuperficie che sarà disponibile alla fine del prossimo anno. Anche grazie all’elisuperficie la medicina d’urgenza e il pronto soccorso saranno al pari degli altri cinque grandi ospedali lombardi.  A breve (entro settembre il primo) saranno sistemati e aggiornati gli acceleratori per la radioterapia. Il San Matteo possiede inoltre un’officina farmaceutica che produce cellule utilizzate in progetti adottati sui pazienti oncoematologici. L’idea è quella di far diventare la cell factory una struttura di riferimento italiano. Il Bambin Gesù ne ha una, il San Matteo sarà la seconda.»

Lo scorso 26 maggio lei è stato rieletto sindaco di Montesegale. La sua amministrazione è un “gruppo di amici” che lavorano per il bene della comunità locale; è anche grazie al buon clima all’interno del gruppo che riuscite a fare di Montesegale un esempio di virtuosità e di pratiche di buona amministrazione. Quali sono i primi atti concreti di questa nuova legislatura?

«Abbiamo sempre scelto di porre particolare attenzione all’applicazione di una politica urbanistica innovativa (progetti di riqualificazione delle borgate, applicazione volontaria del Piano del Colore, adozione di precise Linee guida e relativi incentivi per il recupero del patrimonio immobiliare). Stiamo, perciò, lavorando per rifinanziare il bando finalizzato ad erogare contributi a fondo perduto e/o incentivi di tipo fiscale per lavori di tinteggiatura, recupero e riqualificazione di parti del patrimonio edilizio di proprietà privata delle borgate (frazioni) di Montesegale e per l’applicazione di nuovi incentivi per il recupero del patrimonio edilizio.

Vogliamo creare, poi, una cooperativa di comunità, un modello innovativo di impresa finalizzato all’interesse generale delle comunità locali che punta, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione dei beni comuni, un concetto innovativo, di crescita comunitaria, che può aprire nuove frontiere lavorative e occupazionali. L’Amministrazione Comunale dovrà approvare la costituzione di una Cooperativa di Comunità affidando ad un comitato promotore il compito di raccogliere e scegliere i fabbisogni più importanti sui quali far agire la cooperativa, predisporre lo statuto e un piano operativo, raccogliere adesioni e giungere alla costituzione legale.»

In quanto a paesaggio ed ambiente?

«Il paesaggio, l’ambiente e l’energia sono sempre stati e saranno sempre alla base delle nostre azioni di governo e, in particolare, inizieremo il nostro nuovo mandato come ‘’Unione di Comuni Lombarda Borghi e Valli d’Oltrepò’’ con le azioni e l’aggiornamento del PAES adeguandolo gli obiettivi al nuovo PAESC (Piano di Azione delle Energie Sostenibile e il Clima) per contribuire alla strategia energetica e climatica europea e per migliorare, tra l’altro, l’accesso alle opportunità finanziarie per i progetti sul tema energetico e di adattamento climatico.»

E per quanto concerne le strade?

«Abbiamo appena concluso lavori di messa in sicurezza ed asfaltatura di gran parte delle strade comunali (circa 100.000 euro di intervento) ed a breve avvieremo a seguito dell’assestamento di bilancio lavori di miglioramento della viabilità pedonale ed abbattimento delle barriere architettoniche in frazione Case del Molino per circa 60.000,00 euro.»

È notizia di pochi giorni fa l’inserimento all’interno del “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela del valore ambientale” di un intervento molto sostanzioso sul territorio del suo comune. Sono stati infatti assegnati ben 724.421 euro per la messa in sicurezza dei versanti sopra l’anello viario determinato dalle Strade Provinciali 36 e 184. In cosa si sostanzia questo intervento e quale importanza riveste per il territorio di Montesegale?

«La Provincia di Pavia ha presentato il progetto riferito alla SP 36 (frazione Sanguignano di Montesegale) e alla SP 184 (Montesegale-Fortunago) alla DG Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, richiedendo l’inserimento dei medesimi nel Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo (ReNDIS). Il Progetto è stato approvato e prevede una quota di euro 170.190,00 a carico della provincia di Pavia e di euro 554.131,84 a carico del Ministero dell’Ambiente. I lavori saranno effettuati dalla Provincia di Pavia; è un segnale importante per il territorio in quanto riguardano strade Provinciali molto utilizzate e di collegamento tra i comuni della Valle Ardivestra. Gli interventi sulla viabilità nei comuni della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese devono essere accompagnati da interventi di difesa del suolo, per non vanificare la buona riuscita dei lavori stradali di asfaltatura.»

di Pier Luigi Feltri

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