Sabato, 17 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE – “LA PROVINCIA DI PAVIA È FANALINO DI CODA IN LOMBARDIA ED È UNA TRA LE PROVINCE PIÙ DEPRESSE DEL PAESE”

L’Onorevole oltrepadano Cristian Romaniello, del Movimento 5 Stelle, interviene  con una nota stampa in merito all’attuale e dibattuto tema delle autonomie regionali.

“Sull’autonomia, in Consiglio dei Ministri si è ai passaggi finali per trovare un accordo definitivo. Per noi del Movimento 5 Stelle (e per la Costituzione) – scrive Cristian Romaniello - che siamo d’accordo sulle autonomie, ci sono due punti irrinunciabili: il fondo di perequazione e i livelli essenziali delle prestazioni.

I livelli essenziali delle prestazioni garantiscono uno standard minimo a cui tutte le regioni debbono fare riferimento in modo che sulla garanzia di ogni servizio non esistano persone di serie A o di serie B.

Voglio ricordare che la nostra provincia di Pavia è fanalino di coda in Lombardia ed è una tra le province più depresse del Paese. Se i ragionamenti che stanno toccando le regioni toccassero le province, la stessa mancanza di tutele che gli autonomisti radicali intendono portare all’interno della riforma porterebbero il nostro territorio al collasso. Non potremmo permetterci nemmeno di mettere a posto una strada in dissesto. Ecco perché la Costituzione prevede delle tutele!

Anche il fondo di perequazione, che costituzionalmente ha il suo significato, è da interpretare nel contesto in cui si inserisce. Moltissimi imprenditori del mezzogiorno d’Italia pagano le tasse a Milano, in quanto pongono la sede legale nella cosiddetta capitale economica del paese, ma producono al Sud. Ad oggi, questi imprenditori sanno che le tasse pagate a Milano sono pagate in Italia. Domani, in assenza di un fondo di perequazione, questi imprenditori non riceverebbero nei rispettivi territori di residenza i servizi per cui pagano le tasse. Il problema dell’origine della produzione del reddito è molto rilevante. Il fondo di perequazione consente anche alle regioni del nord di mantenere un alto livello di prosperità. Se si togliesse, per quanto già costituzionalmente non sia possibile, non è detto che questi imprenditori continuerebbero a pagare le tasse al Nord. Questo porterebbe ad una riduzione della ricchezza prodotta nelle regioni che vogliono un’autonomia radicale.

Le critiche che stanno montando nelle ultime settimane sono ingenerose nei confronti del lavoro svolto dai ministri del Governo negli ultimi mesi. Se queste critiche, mosse anche da ministri dello stesso Governo, servono ad alzare la tensione per arrivare ad una crisi di Governo lo si dica subito. Evitiamo tanta fatica e tante noie.

Insomma, l’autonomia la vogliamo tutti – conclude Romaniello - cerchiamo di farla in modo intelligente."

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