Domenica, 18 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE – SALICE TERME «RESTITUIAMO LA NORMALITÀ AI BAMBINI PROBLEMATICI»

Compie un anno di attività la nuova “comunità educativa Casa Bellevue” di Salice Terme, che dal giugno del 2018 dà asilo a minori provenienti da famiglie con situazioni problematiche, nel tentativo di offrire loro una vita il più normale possibile e tutto il supporto medico e psicologico necessario. Situata in via Volta, nella parte alta del paese, la struttura è gestita da Educ@ Cooperativa Sociale Onlus e presieduta dal dottor Matteo Crivelli, psicologo esperto in interventi per l’età evolutiva. La comunità educativa Casa Bellevue è cronologicamente l’ultimo servizio a completamento di un modello di accoglienza e accompagnamento alla crescita che la cooperativa già mette in atto in altre strutture sul territorio come l’asilo nido Giochiamo Insieme di Casteggio, la comunità famigliare per minori “La Betulla” di Voghera, dove una famiglia affidataria accoglie nella propria abitazione fino ad un massimo di quattro minori.

Dottor Crivelli, quanti bambini ospita Casa Bellevue?

«Fino a un massimo di 10, di età compresa tra i 3 e i 12 anni, anche se l’età degli ospiti potrebbe essere diversa per lo sviluppo di specifiche progettualità».

Che tipo di utenza ha questa struttura?

«I beneficiari diretti del progetto sono minori di età compresa tra tre e dodici anni che necessitano di essere temporaneamente collocati in ambiente protetto, caldo ed accogliente, in cui poter vivere come se fossero in famiglia. Famiglie temporaneamente in difficoltà, per varie ragioni, a svolgere la loro funzione genitoriale, che potranno continuare a collaborare attivamente all’educazione dei propri figli. Famiglie affidatarie selezionate dai Servizi Pubblici preposti che potranno prendere contatto con il minore già all’interno della struttura».

Chi sono le persone ospitate e che tipo di problematiche hanno?

«I bambini ospitati generalmente provengono da famiglie che stanno attraversando un periodo di particolare difficoltà per cui generalmente è intervenuto a tutela il Tribunale dei Minori che stabilisce le linee guida dell’intervento. Ogni bambino o preadolescente ha una propria storia e viene accolto attivando un percorso educativo che ne rispetti e valorizzi l’originalità e l’unicità, riconoscendone i peculiari bisogni evolutivi, le caratteristiche e le difficoltà».

Come si entra in questa struttura?

«La richiesta di inserimento in Comunità avviene generalmente da parte del Servizio Sociale dell’ente affidatario (Comune di provenienza). La richiesta è valutata dall’equipe educativa in tempi brevi. In caso di valutazione positiva seguirà un incontro preliminare tra il coordinatore della Comunità e l’assistente sociale per la presentazione del caso».

A carico di chi sono i costi per il soggiorno?

«I costi sono a carico dell’Ente affidatario del minore».

Per quanto tempo si resta in “cura”?

«I tempi dell’accoglienza sono definiti dai singoli progetti educativi individualizzati di ogni minore, concordati ed elaborati insieme all’Assistente Sociale di riferimento. Auspicabilmente ogni progetto dovrebbe completarsi entro due anni dall’ingresso».

C’è una lista d’attesa molto lunga?

«Fortunatamente no. Spesso le richieste hanno carattere d’urgenza ed in caso di indisponibilità di posti si indirizzano i richiedenti verso altre strutture in rete».

Quali metodi educativi vengono impiegati?

«Il modello di accoglienza di Educ@ Cooperativa persegue l’obiettivo di privilegiare forme di accoglienza ad elevata caratterizzazione familiare. La comunità educativa “Casa Bellevue” è una casa a tutti gli effetti. E’ inserita nel contesto residenziale di Salice Terme ed organizzata in riferimento alle esigenze della famiglia allargata che la abita. Dispone di una cucina, un soggiorno, le camere da letto personalizzate dagli ospiti, lo spazio per i compiti, per i giochi compreso un ampio parco esterno, spazi personalizzati ad uso e consumo dei bambini».

Che ruolo hanno gli adulti?

«Gli adulti si prendono cura della gestione della routine quotidiana, stimolando la collaborazione dei minori in base alle loro capacità (gli educatori cucinano in una cucina domestica, fanno la spesa insieme ai bambini, riordinano gli spazi, ecc.). Gli ospiti possono accogliere amici, festeggiare i compleanni, stare in relazione con gli altri (oratorio, parrocchia, scuola, scout, centri sportivi, palestre)».

Qual è l’obiettivo finale?

«Si interviene sulla fascia della popolazione più sensibile alle influenze ambientali nella speranza che l’intervento affettivo ed educativo possa contribuire alla riduzione del danno ambientale e alla riabilitazione per una crescita integra e ben strutturata dei bambini accolti, adulti di domani. L’accompagnamento, la riabilitazione ed il potenziamento della genitorialità saranno obiettivi realisticamente raggiungibili anche per le famiglie d’origine affinché possano riappropriarsi al più presto della loro funzione educativa e sociale».

Che tipo di attività svolgono i ragazzi?

«I bambini svolgono tutte le attività adeguate alla loro età. Frequentano le scuole pubbliche e/o corsi di formazione professionale, si inseriscono in gruppi di coetanei nelle scuole sportive e culturali del territorio, frequentano i compagni di scuola o gli amici nel tempo libero».

Collaborate con altre associazioni del Terzo Settore?

«In ambito socio/assistenziale si lavora necessariamente in rete e sinergia con altri enti pubblici e privati. Nello specifico il progetto di Casa Bellevue nasce da una convenzione a tre siglata tra Educ@ Coop. Sociale Onlus, il Comune di Godiasco Salice Terme e l’Associazione di Volontariato Futura Infanzia che ha sostenuto l’iniziativa con un’attività di raccolta fondi contribuendo all’allestimento della struttura.

Anche i singoli cittadini interessati ad attività di volontariato potranno partecipare al progetto contattandoci per reciproca conoscenza all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.».

  di Christian Draghi

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