Mercoledì, 17 Luglio 2019

OLTREPÒ PAVESE – I 7 COMUNI DISSIDENTI: «DISCONTINUITÀ O RESTAURAZIONE? UNA COMUNITÀ MONTANA SENZA IDEE E NON RAPPRESENTATIVA DEI TERRITORI IN OSTAGGIO DI RANCORI E PERSONALISMI»

Giovanni Palli guiderà la Comunità Montana dell’Oltrepò per i prossimi cinque anni. Ad affiancarlo nel suo ruolo, la nuova Giunta Esecutiva, che vede nel ruolo di Presidente dell'Assemblea Mattia Franza, attuale sindaco di Bagnaria, Fabio Riva – Vice Presidente con delega a Turismo, Sport e Attività Produttive
Andrea Gandolfi all’ Agricoltura, Cultura e Sviluppo locale, Massimo Accoliti delegato per Ambiente, Territorio, Protezione Civile, Difesa del Suolo e Paolino Giuseppe Donato Bertorelli al Welfare, servizi sociali e trasporti. 

Dei 18 Comuni che fanno parte dell’ente montano, 7 non hanno condiviso la scelta di questa nuova Giunta Esecutiva - «Crediamo che il Sindaco di Varzi, a cui facciamo fin da subito un grande in bocca al lupo per l’ardita sfida in cui ha scelto di correre, non abbia fino in fondo compreso la portata epocale del cambiamento di cui questo territorio ha bisogno e che non può certo essere asservito a logiche spartitorie e cambi di casacca repentine» -  Pier Luigi Barzon -  sindaco di Rocca Susella, Ilaria Bono – delegata in Assemblea Cmop per il Comune di Colli Verdi, Carlo Ferrari – sindaco di Montesegale,  Sergio Lodigiani – sindaco di Colli Verdi (Ruino, Canevino Valverde),  Andrea Milanesi – sindaco di Cecima,   Fabio Molinari – sindaco di Borgoratto Mormorolo,    Celestino Pernigotti – sindaco di Ponte Nizza, e Paolo Prè – sindaco di Borgo Priolo,  attraverso una nota stampa spiegano le motivazioni del loro dissenso. 

«Apprendiamo con stupore la scelta del gruppo guidato dal Presidente Giovanni Palli, Sindaco di Varzi, di concludere un percorso di dialogo pluriennale tra tutti i comuni della Comunità Montana basato sulla territorialità e l’unità dell’Alto Oltrepò Pavese. Il percorso che ci ha visto, negli ultimi 5 anni, a fianco dell’amministrazione guidata da Gianfranco Alberti si è contraddistinta per un governo condiviso volto ad affermare l’autonomia dell’Alto Oltrepò pavese da segreterie di partito e da interessi personali che poco hanno a che vedere con lo sviluppo e l’evoluzione del nostro territorio.

Un percorso, condiviso fino all’ultimo momento, che grazie a tale governo unitario ha portato ad importanti risultati in chiave progettuale come quello della Strategia nazionale per le aree interne che, tra i propri prerequisiti, prevede proprio quello di costruire un governance locale unita e coesa. Restiamo pertanto esterrefatti dal leggere le dichiarazioni di sedicenti portatori d’acqua della nuova compagine guidata da Palli che invocano una spaccatura, cosa di cui l’Oltrepò ha tutt’altro che bisogno e che, soprattutto, contraddistingue questo territorio ad alta litigiosità e scarsa capacità di agire con un profilo e voce unitario.

Crediamo che il Sindaco di Varzi, a cui facciamo fin da subito un grande in bocca al lupo per l’ardita sfida in cui ha scelto di correre, non abbia fino in fondo compreso la portata epocale del cambiamento di cui questo territorio ha bisogno e che non può certo essere asservito a logiche spartitorie e cambi di casacca repentine. La Comunità Montana, così come nel precedente mandato, ha bisogno di una governance unitaria a partire dallo sviluppo della Strategia Nazionale per le Aree interne (18,7 ml euro), al rilancio del comparto agricolo e produttivo, alla costruzione di modelli di innovazione sociale al passo con i nuovi bisogni territoriali, allo sviluppo di innovazioni di processo e di filiera passando per un tema chiave come quello dell’ambiente.

Di tutto questo, sebbene molto sia stato fatto e programmato nella precedente amministrazione, non abbiamo visto traccia nel programma senza idee presentato dal Gruppo guidato da Palli. Un programma che ricalca puntualmente le analisi portate avanti in questi anni, ma che non lascia intravedere nessuna risposta politica nè progettuale. Ci chiediamo dove ed in quale caminetto siano tali risposte e tali progetti, che forse non ci sono e mai ci saranno poiché troveranno un Ente solido, in salute, con importanti progetti in corso di esecuzione e con la capacità, dopo tanto tempo, di attrarre nuovo capitale umano e professionalità.

Dal nuovo che avanza ci aspettiamo trasparenza e lungimiranza e non la mera volontà di migrare verso altri lidi preservando la restaurazione di un vecchio modo di far politica. Al nuovo Presidente garantiremo la massima collaborazione ogni qual volta si tratterà di sviluppare e rilanciare il territorio con coraggio e determinazione a partire da una non più rinviabile revisione delle gestioni associate e della conclusione di un percorso di Unioni dei Comuni presentata, come pre-requisito, nell’ambito della Strategia aree interne. Garantiremo altresì un serio, documentato e puntuale conflitto, in ogni sede questo si renda necessario, ogni qualvolta che mancherà trasparenza e partecipazione nelle scelte strategiche per il territorio».

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