Mercoledì, 17 Luglio 2019

CASTEGGIO - «LA NOSTRA VITTORIA? PER ME SCONTATA LA LEGA HA FATTO DUE GRANDI ERRORI»

L’effetto Callegari a Casteggio si è fatto sentire forte e chiaro, e ha di fatto annullato l’effetto-Lega che, anche in molti comuni dell’Oltrepò, ha consentito ai candidati appoggiati da quello schieramento di incrementare il proprio bacino di voti. Callegari, del resto, è stato un sindaco molto apprezzato dai suoi concittadini durante i numerosi anni di mandato. E la candidatura di Lorenzo Vigo, già vice-sindaco dell’amministrazione uscente, era una scelta naturale.

Ciò nonostante, ha destato sorpresa il fatto che la lista vincitrice abbia sfondato il 50% delle preferenze. Un risultato schiacciante, che però deve essere di sprone anche alle opposizioni. E Callegari, ora, cosa farà? Dopo molti anni ha deciso di ritirarsi a vita privata. Lo abbiamo incontrato per un’analisi del voto e per fare un bilancio finale dei suoi anni da amministratore.

Le recenti elezioni amministrative hanno manifestato un desiderio di continuità da parte dei cittadini di Casteggio. Il risultato è stato netto: oltre il 50% di voti a favore, nonostante la presenza di quattro liste. Come commenta questo risultato?

«Molto spesso il tempo si annuvola e minaccia pioggia, poi in realtà arrivano due gocce che bagnano solo la polvere... La gente, al di là di tutto, ancora si vuole bene e sa che certe strade non vanno nemmeno intraprese. Mi sarei stupito del contrario, ovvero che avessero qualche chance le opposizioni. Mi sembrava davvero un’elezione non difficile.

Negli anni passati abbiamo avuto momenti aspri. Quest’anno gli altri candidati che si proponevano, pur con tutto il rispetto per le persone, non erano molti credibili per la carica in gioco. Uno per cercare di affermarsi ha cercato l’appoggio di tutti i partiti dell’arco costituzionale, l’altro – Cinque Stelle – non era conosciuto. In alcuni casi sarebbe stato meglio lasciare alcuni candidati dov’erano; persone degnissime, che però probabilmente non avrebbero saputo reggere l’amministrazione. Sono rimasto stupito e un po’ dispiaciuto per i risultati di La Cognata, perché immaginavo che avesse preso più voti. Pensavo che lei potesse arrivare seconda, o per lo meno che se la potesse giocare con l’altro candidato.»

Il primo pensiero di Vigo, nel post-voto, è stato dedicato a lei. Queste le sue parole: “Il mio primo pensiero va a Lorenzo Callegari, che con decisione ed esperienza ha guidato il gruppo per anni. Come ho già detto in passato, Lorenzo è stato per me una guida e da 10 anni mi sento parte di una famiglia politica e amministrativa anche e soprattutto grazie a lui. Avendolo conosciuto soprattutto come uomo, oltreché come Sindaco, non posso che riservare a lui un affetto speciale, quello che si prova per le persone che si stimano profondamente’’. Si sente di rispondere a queste parole?

«Lo ringrazio, io ho sempre cercate di essere equanime e di comportarmi al meglio. Gli anni mi hanno un po’ modificato il carattere, una volta ero più irruento, più impulsivo, più aggressivo; adesso ho cercato di trasmettere la necessità di essere una squadra. Amministrare non è così semplice, anche in piccole realtà è abbastanza impegnativo. Ci vuole tanto consenso e tanta pazienza. Non dimentichiamo che per due anni e mezzo ho avuto la Guardia di Finanza in comune, inviata dai soliti noti che per fortuna la storia ha cancellato definitivamente dalle realtà comunali e oltre, tre personaggi che hanno semplicemente sempre dato fastidio in Consiglio Comunale con improperi, ingiurie, insulti. Comunque non avevamo nulla da nascondere, e i risultati sono lì da vedere.»

La Lega ha fatto incetta di voti quasi ovunque in Oltrepò, e spesso, secondo molti, ha fatto da traino anche a quei candidati alla carica di sindaco, pur non espressamente leghisti, che comunque godevano di un qualche tipo di appoggio da parte del Carroccio o di suoi esponenti. Qui non è successo, nonostante il 48% incassato dalla Lega alle europee e nonostante il candidato sindaco appoggiato dal partito fosse a sua volta membro dell’amministrazione uscente. Perché?

«Tenendo presente che è alleata di Forza Italia, anche se io personalmente non condivido molto alcuni pensieri della Lega, a Casteggio loro hanno fatto due grandi errori. La segreteria ha imperniato tutto contro Callegari, e hanno assoldato persone, una in particolare, che erano abbastanza discutibili... Già con quella scelta i leghisti veri e propri non li avrebbero mai votati, come poi è successo. Il risultato è che la gente sceglie la strada vecchia molto spesso, perché sa benissimo dove va a parare, contro gli avventurieri dell’ultimo momento.

Il risultato è che il segretario cittadino della Lega il giorno dopo le elezioni si è dimesso, in contrapposizione alle scelte fatte da qualcuno.»

Che Casteggio lascia il sindaco Callegari?

«Un Casteggio ahimè, purtroppo, sofferente. Con tanti sacrifici siamo riusciti a mantenere alcune realtà, ma altre sono andate perse. È difficile creare qualche cosa che vada contro la tendenza nazionale. Negli anni si sono chiusi stabilimenti, attività artigianali e commerciali. Abbiamo tentato tutto il possibile per farvi fronte, ma non ci siamo sempre riusciti. Bisognerebbe avere più fondi, ma se lo stato invece di darmi dei contributi me ne porta via, se abbiamo un saldo passivo di oltre 200mila euro, non ci viene data una mano, anzi.»

Sono tanti, per il bilancio di una città come Casteggio.

«Tanti in funzione degli investimenti. Noi stiamo giocando la carta della Legge regionale ‘’Attract’’ per cercare di attrarre nuovi investitori a Casteggio, nuove realtà produttive; è partito alcuni mesi fa il programma per cercare di attrarre queste persone, e speriamo che dia buoni frutti. Certo se la volontà è quella di costringere i comuni ad aumentare le tasse ai cittadini... dico solo che i cittadini sono già abbastanza malmessi. Io mi vanto, nonostante tutte le cose che ho fatto, in tutti questi anni di non aver mai toccato il portafoglio della gente.»

Un sogno rimasto nel cassetto, a livello di opere pubbliche?

«Già nel 2004 avevamo ottenuto avuto i fondi per mettere a posto Palazzo Battanoli, ma l’allora sindaco Manfra aveva deciso di rinunciare a quella sovvenzione, per cui il problema rimane ancora lì. Adesso, proprio nell’ultimo mese e mezzo prima delle elezioni, si è mosso qualcosa: la Soprintendenza ha dato il placet al ripristino del palazzo, e speriamo che questo vada a buon fine.

Se invece di investire su delle chimere come è successo in tutti questi anni in Oltrepò, leggi: Enoteca Regionale, leggi: Riccagioia, leggi: auditorium di Fortunago... se questi soldi fossero spesi meglio forse avremmo tutti qualcosa di più redditizio. È vero che per buona parte si tratta di finanziamenti di Fondazione Cariplo, ma anche loro dovrebbero capire quali sono le necessità maggiori del territorio. L’enoteca, per esempio, ha richiesto una spesa enorme e non ha prodotto nulla.»

E per quanto riguarda la Certosa Cantù? Il discorso è collegato a quello di Palazzo Battanoli...

«Tutto sommato siamo riusciti a farla reggere, con un onere importante per il comune di Casteggio. Una volta messo a posto Palazzo Battanoli sarebbe importante fare un giro di Monopoli e spostare varie realtà. Il Comune in Palazzo Battanoli, che sarebbe certamente la collocazione più vocata; dove c’è attualmente il municipio mettere biblioteca e museo, e poi cercare di affittare in toto Certosa Cantù, per riuscire ad abbattere i costi e sviluppare una potenzialità che finora è solo parzialmente espressa. Questa però è una mia opinione, la nuova amministrazione vedrà bene come e cosa fare e non fare. Anche se di queste cose se ne era già parlato negli anni passati. Resta il fatto che non ci sono più interlocutori politici, non ci sono più i partiti di una volta. Ai tempi del tanto vituperato Giancarlo Abelli avevamo a chi rivolgerci per parlare delle cose buone che si potevano fare. Anche ai tempi non è detto che venissero soddisfatte tutte le richieste, però c’era modo di parlarne.»

Pensa che continuerà in qualche modo ad avere un ruolo pubblico? Nuovi progetti all’orizzonte?

«No. Direi che ho buttato via il cinquanta per cento della mia vita a occuparmi della cosa pubblica... alla fine uno guarda il suo tornaconto e vede che non ha fatto per niente il proprio interesse personale. Chi pensa di amministrare e avere un tornaconto personale non ha capito niente. Vero è che io sono stato gratificato in questi 34 anni, perché i miei cittadini mi hanno sempre dato soddisfazioni.»

Era così anche quando ha iniziato? Si aspettava un’attività con più oneri che onori?

«Avevamo altri ideali. A tutti i livelli, a sinistra, a destra, al centro. Oggi non c’è più un’identità o nemmeno la volontà di avere un’identità. Un po’ di amarezza ti resta. Soltanto pensare che esistano certi candidati è veramente offensivo per la dignità di tanti concittadini. Questa è la vexata questio: se tutti i cittadini ed elettori abbiano la stessa dignità o no.»

di Pier Luigi Feltri

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