Domenica, 18 Agosto 2019

OLTREPÒ PAVESE - «L’EVENTO 1° GIUGNO È DIVENTATO L’EVENTO DI TUTTA SALICE TERME»

Le idee son tutte belle, un po’ come la teoria che spesso affascina ed è bella, poi c’è la triste realtà: le idee devono essere trasformate in fatti concreti e solo così acquistano in pieno la loro completezza. Mettere in pratica le idee non è cosa da tutti. Leo Santinoli ha avuto l’idea di organizzare a Salice Terme la festa d’inaugurazione della stagione estiva salicese. Ha avuto anche l’intuito di “piazzarla” in una data strategica, il primo Giugno che sarà sempre una data prefestiva, essendo il giorno prima della festa della Repubblica. L’idea è nata nell’ambito dei locali da lui e dalla sua famiglia gestiti e anno dopo anno è cresciuta finchè da quest’anno l’ha messa a disposizione della località di Salice Terme. Il Primo giugno a Salice se opportunamente sviluppato, capito e partecipato, può essere veramente la bandiera a scacchi per il via di ogni stagione estiva salicese che verrà

Santinoli come è nata l’idea dell’evento Primo giugno?

«è nata perché circa dieci anni fa era già qualche stagione che organizzavo eventi per i ragazzi delle superiori e dei primi anni di università. La data è sempre stata favorevole perché è alle porte dell’estate e prefestiva. La festa funzionava anche se non aveva ancora il nome di “Primo giugno”. Così io e Samuele Fioretta, amico e collaboratore, abbiamo deciso di creare qualcosa di più strutturato, che coinvolgesse non solo i ragazzi delle superiori o dei primi anni di università».

I primi anni l’evento si svolgeva nella discoteca “La Foresta”, è corretto?

«è stato il primo locale che ci ha ospitato, nel 2008, location congeniale in quanto ci serviva un locale di grande metratura. Abbiamo creato un logo che si sposasse bene con la location e con i colori della Foresta che aveva questo storico logo bianco e verde. Nel 2009  non è stato più possibile farlo alla Foresta e così ci siamo spostati, non senza rischio, alla Buca».

Il rischio qual era?

«Era legato alla natura del posto, legato storicamente al ballo di coppia per adulti. Pensare di organizzare lì un evento per tutti, soprattutto per i giovani, poteva sembrare azzardato. Invece ha avuto successo, e abbiamo mantenuto anche il logo bianco e verde perché ben si sposa con il contesto del parco di Salice».

Perché il 1° giugno?

«Non tutti i prefestivi hanno lo stesso valore, questo di solito funziona più di altri, anche se a dire il vero quest’anno era in concomitanza con l’Ascensione di Voghera».

Cosa è cambiato per questa edizione rispetto alle precedenti?

«Diciamo che prima si cercava di concentrare le persone in una stessa location, mentre quest’anno ho voluto creare un evento che coinvolgesse tutto il paese. Ho contattato altri operatori di Salice e ho programmato la giornata in modo che potesse coinvolgere altri esercizi. In 13 hanno aderito e ognuno ha potuto fare la sua proposta, artistica o commerciale. Tutti però sotto lo stesso cappello, quello di un evento unico che potesse dare maggiore visibilità a più persone, articolato tra l’altro su tutti gli orari della giornata e non concentrato solo sulla sera».

Appoggio da parte delle Istituzioni locali?

«Ho lanciato l’idea in una situazione condivisa, ad una riunione comunale alla presenza del sindaco e ho dato disponibilità a fare in modo di estendere l’iniziativa ad altre attività. Ho trovato buona partecipazione e anche l’interesse a fare in modo che si propagasse. Con l’amministrazione ho trovato terreno fertile. Se però parliamo di altri tipi di aiuti, diciamo che quest’anno non ci sono state le tempistiche per poter concertare iniziative anche con l’Amministrazione, ma c’è la massima disponibilità per gli anni prossimi se si vorrà fare qualcosa di congiunto che riguardi anche altre zone di Salice».

Che tipo di aiuti crede che le istituzioni dovrebbero dare agli imprenditori?

«Credo che il loro compito sia innanzitutto quello di permetterci di fare il nostro lavoro snellendo le procedure burocratiche ingombranti e rendendosi disponibili a facilitare il nostro operato dal punto di vista logistico. Tutto quello che arriva in più poi è ben accetto, in coerenza con le finanze dei Comuni che però mi pare non stiano benissimo. Non si può pretendere che investano sul divertimento quando magari mancano risorse per altre necessità più urgenti».

Benefici?

«Ha portato un messaggio di più ampio respiro. In questa località ci sono delle eccellenze che è bene far conoscere e che sia interesse di tutti gli esercizi proporle. Se a Salice Terme c’è qualcuno che fa un panino molto buono vale la pena di farlo conoscere. Bisogna ragionare in sinergia, non è detto che chi viene per il panino poi non possa magari scoprire che c’è anche una discreta discoteca o altri locali da visitare. Il senso del co-marketing è questo, non bisogna solo condividere le polemiche ma anche la passione per le eccellenze».

I suoi locali e quelli della sua famiglia, dopo il nome hanno il suffisso Salice Terme. Come mai?

«Oggi che la comunicazione avviene soprattutto attraverso i social ho pensato di associare i nomi delle mie attività al nome del paese. L’idea è di far capire che a Salice Terme ci sono più esercizi commerciali e, con la piccola presunzione di gestirne alcuni appetibili, ho pensato che per un potenziale cliente leggerne su internet i nomi potesse fargli capire che ci sono diverse offerte nel medesimo paese. Questo può essere un vantaggio non solo per me ma anche per le altre attività».

Il suo sforzo per migliorare il marketing territoriale è encomiabile. Intanto però Salice Terme, per la geolocalizzazione di facebook, è in Liguria…

«Lo so. Da subito ci siamo trovati a confronto con questo bug. Ormai sono talmente tanti anni che è così che per noi è diventato motivo di ilarità. Anche se in realtà c’è poco da sorridere, perché dal punto di vista della comunicazione è qualcosa che crea confusione e non va bene. Credo serva un’azione comune per far cambiare questa dicitura errata».

Atti vandalici nel parco…

«Devo dire la verità. All’inizio non credevo nella soluzione di chiudere con lucchetti gli accessi al parco nella stagione invernale con la vigilanza che gira per i controlli. Invece poi mi sono ricreduto, visto che il numero degli atti vandalici è diminuito sensibilmente. Nella stagione estiva poi la riapertura dei locali funge da deterrente naturale. Certo bisogna accettare il fatto che dove ci sono molte persone, come accade quando i locali funzionano, ci siano in percentuale degli stupidi che possono fare danni. Noi come operatori riteniamo che il servizio di vigilanza sia importante, tant’è che lo finanziamo insieme al Comune, anche se ci tengo a specificare che i vandali non vengono necessariamente dalla discoteca, anzi. Il mio lavoro è preservare la nostra attività,  e gli investimenti che faccio sulla sicurezza nei locali sono veramente alti».

di Silvia Colombini

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