Venerdì, 13 Dicembre 2019

VAL DI NIZZA - NUOVA COMUNITÀ MONTANA «PALLI UNA SPERANZA E UNA RISORSA»

Il caldo torrido di questi giorni ha asciugato l’acqua, ma con i danni causati dal nubifragio del 25 maggio scorso il comune di Val Di Nizza dovrà fare i conti ancora per un po’. Il sindaco Franco Campetti è a caccia di fondi per riparare i danni: alcuni li ha ottenuti, altri li sta cercando. Intanto, in vista dell’elezione del nuovo direttivo della Comunità montana, il suo comune si schiera con Palli, “homo novus” che potrebbe chiudere i conti con il passato e rilanciare l’Ente.

Campetti, iniziamo dal nubifragio che vi ha colpito. La conta definitiva dei danni a quanto ammonta?

«I danni provocati dal nubifragio sono quantificabili in circa 500.000 euro, di cui almeno 50.000 subiti dai privati. In particolare preoccupa la situazione del torrente Nizza, che è esondato in molti punti e la furia delle acque ha rimosso alcune difese spondali creando pericolo per l’incolumità pubblica. La Regione Lombardia, che ha la competenza sul torrente, è intervenuta prontamente per ripristinare le difese spondali compromesse, ma rimane ancora molto da fare. Nell’immediato la Regione è intervenuta con circa 40.000 euro ma occorrerebbero almeno 200.000 per sistemare il torrente dalla foce sino alla confluenza con lo Staffora, in opere di prevenzione per evitare danni in occasione delle prossime piogge».

Come Comune siete intervenuti?

«Come comune siamo intervenuti sulla strada Poggio Ferrato Molino, chiusa al traffico per una frana e l’esondazione del fosso a Molino Cassano, inoltre sono previsti lavori sul fosso di Serzego, dove una abitazione è stata allagata, con una spesa prevista di circa 48.000 euro. Anche in questo caso si tratta di lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della strada e della abitazione. Per ripristinare i danni complessivi subiti è stata inoltrata una richiesta di fondi a regione Lombardia per ulteriori 300.000, in particolare per rimuovere e consolidare i numerosi smottamenti riscontrati sia sulla strada di Poggio Ferrato, Molino Cassano, che sulla strada di Cassano Superiore, di Marnago e sui fossi del reticolo idrico minore. Purtroppo il nubifragio ha allagato anche una decina di case private ed una attività artigianale che ha subito ingenti danni: come Comune oltre ad aver attivato la protezione civile, abbiamo segnalato il fatto alla Regione per l’eventuale risarcimento dei danni subiti».

I danni alle colture sono stati ingenti?

«Anche il settore agricolo ha subito molti danni, la violenta grandinata che ha accompagnato il nubifragio del 25 maggio ha provocato ingenti danni sia al frumento che alle coltivazioni frutticole in particolar modo visibili in questo periodo di raccolta ben visibili sulle albicocche».

Passare da un nubifragio a parlare di siccità può sembrare un paradosso, ma visto il caldo di questi giorni val la pena fare la domanda: il suo comune ha più volte in passato avuto problemi legati alla mancanza d’acqua. Com’è la situazione al momento?

«Effettivamente passiamo da nubifragi a periodi di siccità intensa e quindi in un modo o nell’altro siamo spesso in emergenza. In collaborazione con pavia Acque e ASM Voghera abbiamo predisposto alcune migliorie all’acquedotto, nell’ottica di migliorare il servizio e garantire una omogeneità di distribuzione. In questi giorni si sono conclusi i lavori di collegamento del pozzo a Casa Schiavo con il serbatoio del Monte, che dovrebbe garantire omogeneità di distribuzione, evitando interruzioni di erogazione durante l’arco della giornata nella bassa valle. Mentre a Sant’Albano sono stati assegnati e dovrebbero partire a giorni i lavori di una nuova linea con il posizionamento di un torbimetro per risolvere il problema dell’erogazione dell’acqua sporca di fango soprattutto dopo i forti temporali. è un problema che si ripete da tempo e che ho più volte segnalato ai vertici degli enti preposti (Pavia Acque e ASM) sollecitando una soluzione risolutiva, mi auguro che con questo intervento sia la volta buona per evitare spiacevoli e fastidiose erogazioni di acqua torbida, considerato che dalle analisi effettuate regolarmente l’acqua risulta potabile».

Parliamo della situazione dello sportello Poste, di cui mesi fa si era ventilata la chiusura. Com’è la situazione oggi?

«Come ho avuto modo di dire anche in altre occasioni, ho percepito una inversione di tendenza nel rapporto tra i piccoli comuni e sia l’attuale Governo che Poste Italiane al convegno del 26 novembre 2018 organizzato da Poste italiane a Roma e al quale ho partecipato. In quella occasione L’amministratore di Poste ci ha rassicurato che non avrebbe chiuso nessun ufficio postale, ma non solo, ho avuto conferma che in questi giorni sarà installato nei pressi del Municipio uno sportello Postamat per fornire un ulteriore servizio ai cittadini del nostro Comune e non solo, in quanto lo sportello sarà posto in prossimità della strada provinciale 7 e quindi fruibile anche agli utenti di passaggio, avendo a disposizione anche il parcheggio pubblico».

Presto si eleggerà il nuovo direttivo della Comunità montana. è sfida a due, così si dice, tra Palli e Ferrari per la carica di presidente. Chi appoggerete?

«Il rappresentante del Comune di Val di Nizza nell’assemblea della Comunità Montana è Paolo Culacciati, attuale vice sindaco, che in passato è stato più volte Assessore dell’Ente. Paolo si è schierato a sostegno della candidatura di Palli, ritenendolo, in discontinuità con il passato,  una speranza e una risorsa per la montagna, anche per il suo rapporto diretto che ha con il Governo Nazionale e la Regione Lombardia».

Secondo lei quali dovranno essere le priorità del nuovo presidente?

«Sicuramente la sfida è restituire quel ruolo politico che un Ente come il nostro merita, per la rappresentanza che le spetta nella difesa e valorizzazione della montagna e dei suoi abitanti. La Comunità Montana è di fatto una unione di comuni, quindi dovrò verificare e potenziare una serie di funzioni e servizi sovracomunali, verificare il rapporto con il GAL Oltrepo e capire ciò che in questo momento non sta funzionando».

Greenway. La statale del Penice è una strada a percorrenza molto lenta e difficoltosa... qualcuno potrebbe pensare: “prima di investire in una ciclabile non era il caso di mettere a posto la strada normale?”. Lei come la pensa? Crede che la greenway sia davvero quella irrinunciabile opportunità di sviluppo che molti dipingono?

«Non condivido la logica secondo cui non bisogna fare una iniziativa in quanto ci sono cose più importanti. Occorre ricordare che gli Enti pubblici fanno programmazione su più anni, pensare che con i fondi della Greenway si potrebbe migliorare la viabilità della ex statale è un ragionamento sbagliato. La Grenway ha una sua importanza per lo sviluppo di una parte del turismo, sono anni che è stata programmata, si sta realizzando a lotti, reperendo di volta in volta fondi provenienti da Enti diversi e con finalità proprie e destinate a questo tipo di struttura».

Il problema della viabilità però rimane…

«Le problematiche sono note: una strada Voghera Varzi vecchia e insufficiente, la mancanza di una tangenziale Sud a Voghera, collegamenti con l’autostrada difficoltosi, le strade provinciali che si diramano dalla direttrice Voghera Varzi in condizioni pietose. Utilizzare i pochi fondi della Greenway per la viabilità ordinaria avrebbe come risultato di non risolvere i problemi di viabilità e soprattutto di non avere la greenway. Molti comuni stanno investendo in strutture e percorsi sia per le bici da strada che quelle di Montanbike, e su questo filone di turismo dobbiamo puntare, così come territorio dovremo fare squadra e programmare una serie di interventi da sottoporre agli enti competenti (Provincia Regione) per riqualificare la viabilità del nostro territorio, non solo in chiave locale, ma soprattutto di collegamento con la rete autostradale».

 di Christian Draghi

  1. Primo piano
  2. Popolari