Venerdì, 06 Dicembre 2019

STRADELLA «HO NOTATO L’ESIGENZA DI UN RINNOVAMENTO»

Alessandro Quaroni, classe 1998, è il più giovane consigliere eletto della lista vincente di Alessandro Cantù, neo sindaco della città di Stradella. Figlio di Amedeo, primo cittadino di Montù Beccaria, ha respirato politica fin da piccolo e ha poi deciso di candidarsi con il gruppo “Cambiamo Stradella” che ha trionfato lo scorso 26 maggio.

Alessandro, da quanto tempo si interessa di politica?

«Praticamente da sempre. Della pura amministrazione locale fin da piccolo, quando mio papà è diventato Sindaco nel 2006. A lui facevo sempre domande su come funzionavano le questioni della macchina amministrativa: io allora ne capivo poco e lui mi spiegava in modo molto semplice le cose. Poi, verso i 16 anni, ho iniziato a interessarmi ancora di più, anche alla politica nazionale e ai vari partiti…per poi poter essere pronto, una volta raggiunti i 18 anni, a votare».

Suo papà Amedeo è stato importante in questo suo percorso?

«Decisamente sì. Lui è stato anche fortunato…io lo dico sempre…perché molti miei coetanei vedono la politica come una cosa brutta e lontana, mentre io l’ho sempre percepita come qualcosa di molto vicino, come una persona che fa questo mestiere con passione per i propri concittadini».

Lei quindi ha masticato politica da sempre…le sue tappe quali sono state?

«Sono state poche. A 19 anni mi sono iscritto a Forza Italia e poi mi sono candidato come consigliere per queste ultime comunali a Stradella».

Come mai ha deciso di candidarsi proprio adesso?

«Non pensavo che mi sarei mai candidato a dir la verità! Ma vedendo la situazione di Stradella, che secondo me si stava un po’ adagiando e con le manifestazioni che, seppur belle, erano sempre quelle, ho deciso di fare questo passo. Ho notato l’esigenza di rinnovamento. Ho visto che il commercio fa fatica. E nel frattempo mi è arrivata la richiesta di far parte del gruppo di Cantù: nella lista non c’erano giovani e quindi ho accettato».

Lei intanto nella vita cosa fa?

«Studio fisioterapia all’Università di Pavia e sono al secondo anno».

è consapevole che con questo ottimo risultato ottenuto dovrà dedicare molto del suo tempo alla politica?

«Sì sì…dovrò fare una valutazione sui miei vari impegni. Già l’anno scorso facevo due sport e adesso dovrò vedere come fare…».

Si aspettava questo risultato?

«Ci speravo tanto, nel senso che speravo che i giovani come me mi dessero fiducia nel poter ‘parlare per loro’. Penso che i giovani si debbano battere e proporre in prima persona per combattere i bisogni e le necessità, perché altrimenti nessuno lo fa per loro. Sapevo che mio papà è molto conosciuto e grazie a lui ho incontrato tante persone durante la campagna elettorale: da loro vedevo sensazioni positive. Non mi aspettavo forse un risultato così eclatante, ma pensavo comunque di poter fare una bella figura».

Come valuta tutto il percorso della campagna elettorale?

«è stato un periodo molto bello, un’esperienza arricchente. Ho visto come fare le cose e ho anche capito certi errori che ho fatto e quindi situazioni che rifarei in un altro modo. Ho avuto comunque tante persone accanto che mi hanno aiutato ed instradato e tanti amici che mi hanno supportato, facendo passaparola e standomi vicino quando avevo più bisogno».

Adesso cosa si aspetta?

«Mi aspetto di imparare tanto e quello che imparerò di poterlo investire nel consiglio comunale e nelle eventuali cariche che mi verranno date da adesso in poi. Punterò sul dare qualcosa ai giovani, che in questo periodo sono il capro espiatorio per tante cose…e forse sono anche loro che a volte non fanno nulla per non meritarsi queste “accuse”: la società in effetti finora non li ha aiutati molto e io spero di poter fare qualcosa di bello. Anche per lo sport, che è un tassello fondamentale per la crescita di ogni ragazzo».

Prima ha parlato anche di eventi per la città

«Lavoreremo molto anche su quello, cercando naturalmente di tenere tutto il buono che finora è stato fatto. Vorremmo rinnovare le manifestazioni, facendo cose nuove, magari utilizzando anche il palazzetto dello sport, anche all’esterno…può essere un posto dove poter fare eventi…ma vedremo bene più avanti».

Come vede il neosindaco Cantù?

«Io l’ho conosciuto molto prima di queste elezioni, perché veniva in oratorio ad aiutare: è stato fondamentale anche in quel ruolo. Poi ho imparato a conoscerlo anche dal punto di vista istituzionale ed è stato bravissimo ad essere sia l’amico che incontri per strada, sia la figura più ‘politica’. Già nel suo primo intervento qualche giorno fa è stato molto elegante e di impatto».

Cosa vi siete detti dopo questa vittoria?

«Ce l’abbiamo fatta e adesso al lavoro!. Il sindaco ci ha subito messo al corrente delle prime azioni da fare e abbiamo imbastito le prime questioni».

Suo papà come ha reagito?

«Lui è stato davvero fondamentale per me. Un punto di appoggio adesso e lo sarà sicuramente nei prossimi anni. è molto felice anche lui ed è orgoglioso di me».

Ha un po’ di timore per quello che lo aspetta nei prossimi anni?

«Forse il timore di poter deludere chi ha creduto in me, ma credo che sia un’ansia positiva che mi può aiutare a fare sempre meglio. So che dovrò studiare molto ma lo farò molto volentieri».

di Elisa Ajelli

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