Mercoledì, 17 Luglio 2019

VOGHERA - CAOS ASM, «AZZERATE IL CDA DI VENDITA E SERVIZI»

Bollette “pazze”, esposti in Procura, il rischio concreto di andare incontro a una vertenza sindacale per mancato rispetto di accordi con Cgil, Cisl e Uil. Asm Voghera e la sua controllata, Asm Vendita e Servizi, sono ormai da tempo nella bufera. In attesa dell’assemblea soci e del consiglio comunale che a fine mese potrebbe dare indicazioni sul destino della municipalizzata di via Pozzoni il Comune e i vertici aziendali non prendono posizioni ufficiali ma incassano critiche e malcontento da varie parti. La gatta da pelare per la giunta Barbieri che, ricordiamo, è l’azionista di maggioranza di Asm, resta quindi brutta. Andando per ordine, il caos è iniziato con il cosiddetto “caos bollette”, con problemi seri nella fatturazione: ritardi nell’emissione delle bollette, importi sbagliati, alcuni solo stimati, altri di un intero anno con la conseguente difficoltà dell’utente costretto a correre per pagare cifre anche di ventimila euro, bollette emesse con la scadenza il giorno successivo con ritardi nel accreditamento del Bonus. Che cosa è accaduto? Tutto ha avuto inizio con il pensionamento o la “fuga” di alcuni dipendenti esperti. «Gente che conosceva molto bene la macchina comunale e sapeva gestirla in modo adeguato» spiega Federico Taverna, consigliere comunale ex Forza Italia, che è stato anche vicepresidente di Asm Tortona. Taverna è stato anche tra i firmatari per la richiesta all’Amministrazione di una commissione d’inchiesta su Asm (bocciata dalla maggioranza).

«Abbiamo fatto questa richiesta non per manie di protagonismo o per “commissariare l’azienda” ma per dare un segnale di volontà, da parte della politica, di approfondire la questione, peccato che la maggioranza abbia preferito fare muro e respingere questa richiesta, ma il problema resta e il malcontento dei cittadini pure». Il rischio, per alcuni, poteva essere danneggiare l’immagine dell’azienda. «Se l’azienda oggi offre un’immagine di pressappochismo e poca trasparenza – replica - non è di certo per colpa di chi chiede la commissione speciale, tutt’al più di chi la sta gestendo. La politica non può abdicare e la gente per strada identifica Asm e Comune, per cui pretende risposte».

Risposte che da palazzo Gounela ancora non arrivano. «La cosa che non ha alcuna spiegazione logica è che nonostante tutto il polverone intorno alla vicenda il sindaco e i vertici non abbiano fatto nulla per risolvere la faccenda» attacca il leghista Pierfelice Albini, che auspica un azzeramento immediato del cda: «Per risolvere in tempi rapidi la situazione sarebbe opportuno azzerare il consiglio d’amministrazione di Vendita e Servizi e nominarne uno tecnico e competente per migliorare il servizio ai cittadini, evitare un danno di immagine per tutta Asm e la perdita di numerosi clienti che stanchi di questo disservizio si stanno spostando su altri fornitori».

Come lui, sull’azzeramento del cda, la pensa Pier Ezio Ghezzi del PD. «Bisogna nominare manager distanti dalla politica e togliere le deleghe al Direttore Generale riorganizzando la società. Nominare una Commissione di Lavoro di tutti i capigruppo del Consiglio comunale, che verifichi le condizioni di ASM e controlli i nuovi amministratori» dice l’ingegnere dem, che punta il dito contro la giunta e fa la conta del danno economico: «La responsabilità del saccheggio di ASM è della giunta di centro-destra: ha nominato sia amministratori sia un direttore generale incapaci di gestire il Gruppo. Il danno a carico dei vogheresi di ASM Vendita & Servizi è di circa un milione di euro. L’organico è stato raddoppiato con assunzioni clientelari di figli di consiglieri comunali e attivisti delle campagne elettorali».

Di segno analogo l’intervento della consigliera a 5 Stelle Caterina Grimaldi. «Quello che accade in ASM Vendita e Servizi riguarda l’idoneità di alcune figure professionali con le conseguenti criticità nell’ordinaria emissione delle fatturazioni, gli alti costi delle consulenze, le possibili negative ripercussioni sui flussi di cassa dovuti ai numerosi rimborsi. L’unica mossa seria del Sindaco sarebbe quella istituire la commissione d’inchiesta votata dalla minoranza in Consiglio Comunale e l’azzeramento dei vertici aziendali».

Sulla qualifica del personale che dovrebbe gestire le fatturazioni pesa l’ombra di un richiamo arrivato all’azienda Asm Vendita e Servizi da una nota ufficiale dei sindacati in cui si chiede di smettere con le assunzioni interinali e di indire dei concorsi. «Ben 17dipendenti in VeS  su 22 sono assunti con contratto interinale» dice il leghista Albini. «Sarebbe opportuno assumere personale qualificato per evitare quello che sta succedendo in questo momento nella partecipata VeS».

Al problema delle bollette e del richiamo del sindacato se ne aggiunge uno che coinvolge la magistratura: contro Vendita e Servizi pendono due esposti in Procura. In questo caso a rendere ancora più singolare la situazione concorre il fatto che uno di essi (l’altro sarebbe di un comune cittadino presentato in relazione all’assunzione del manager Chiappa) venga dal direttore generale di Asm Piero Mognaschi, che –  in apparenza senza comunicarlo ai vertici dato che l’amministratore unico Daniele Bruno si è dichiarato estraneo alla vicenda – ha di fatto proceduto a denunciare una sua controllata, per presunti favoritismi nella gestione dei crediti verso alcuni soggetti. «Legittimo e doveroso il suo esposto alla magistratura – sostiene Ghezzi - ma inaccettabile che non lo abbia condiviso con gli Amministratori e i Soci da cui ha ricevuto le deleghe. Mognaschi ha sfiduciato i suoi datori di lavoro. La domanda da farsi comunque è: non se ne è mai accorto nessuno?». Marco Sartori, oltre che capogruppo di Fratelli D’Italia è anche avvocato. «Se il dg di Asm si è esposto cosi tanto, verificando i pro e i contro di una tale azione, significa che la situazione è veramente poco chiara». Dal punto di vista politico, per Sartori si sta assistendo a un «regolamento di conti interno. L’immobilismo del Comune, su questa vicenda, è dettato da una idea di fondo sbagliata del tipo “meno se ne parla meglio è”. Credo sia un grave errore nascondere la polvere sotto il tappeto. Se, poi, nel calderone ci mettiamo anche il fenomeno delle “bollette pazze” il danno elettorale in vista del 2020 è potenzialmente enorme». Tornando sulla questione “bollette pazze” mette poi in guardia: «Credo che a livello pratico sia difficile, se non impossibile, per l’azienda, recuperare tutti i dati corretti sulle bollette che gli utenti devono pagare... ci vorrà del tempo. Una situazione mai vista, che li pone a rischio di eventuali azioni legali da parte degli utenti stessi». Come a dire che non tutti i nodi potrebbero già essere venuti al pettine. In attesa del consiglio comunale che a fine giugno dovrebbe gettare un po’ di chiarezza sulla strategia del Comune per riuscire dall’impasse (possibile rinuncia all’amministratore unico e nomina di un nuovo cda a 5 elementi sarebbe una possibilità che le voci di corridoio accreditano) la situazione resta calda. Non solo per il clima.

   di Christian Draghi

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