Lunedì, 17 Giugno 2019

CASTEGGIO – ELEZIONI COMUNALI «PORTEREMO AVANTI IL LAVORO DELL’AMMINISTRAZIONE CALLEGARI»

Lorenzo Vigo, vicesindaco uscente è l’uomo che rappresenta la continuità con l’amministrazione Callegari. Medico, 34 anni, ha in lista alcuni membri della giunta uscente come Milena Guerci, Anna Raffinetti e Andrea Mussi, insieme al presidente del consiglio comunale Andrea Tagliani.

Vigo che cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto?

«Non ho la presunzione di considerarmi giusto, ma sono molto sicuro del buon lavoro fatto in questi 10 anni. La macchina amministrativa è complessa, ma con un impegno costante si possono ottenere ottimi risultati. Penso di averlo dimostrato come assessore, senza mai risparmiarmi, amministrando onestamente e avendo messo in cantiere decine di iniziative per Casteggio. Quello che voglio fare è trasferire questo concetto sull’amministrazione della città. Arriviamo da 10 anni di buon governo, tante opere, conti in ordine: dobbiamo continuare quella strada con convinzione».

Perché la popolazione dovrebbe votare Lei e la sua squadra e cosa c’è di differente in contrapposizione agli altri?

«Partiamo da un fatto, anche se non molto noto: diversi candidati sindaci e consiglieri a noi contrapposti, hanno chiesto di far parte della nostra lista nei mesi scorsi, o si sono mossi per “appianare divergenze”. Se avessimo governato così male non ci avrebbero provato penso. Questa è una squadra compatta, che non ha cambiato bandiera per interesse personale, che ha acquisito esperienza e competenze, che non si improvvisa, che può mescolare esperienza di assessori uscenti ad entusiasmo di nuove leve. Amministrare è complicato, e oggi sento tanti programmi strampalati che sono dei sogni senza speranza di realizzazione. Non bisogna prendere in giro i cittadini ma spingersi fino a dove un comune può arrivare».

Tre priorità della sua futura azione amministrativa in caso di vittoria?

«Si parte dai servizi alla persona, che già oggi sono la parte più consistente del bilancio comunale. Abbiamo creato negli anni una fitta rete di servizi a chi ha più bisogno, rete magari poco visibile ma estremamente attiva e che comprende Casteggio, come capofila, insieme a più di 20 comuni limitrofi. Ambiente e decoro, declinato nei vari aspetti che lo compongono. Sicuramente dal 2021 vogliamo attivare una nuova raccolta differenziata, ancora più moderna ed efficiente, un Piano Parchi per rammodernare le aree verdi comunali, un piano di efficientamento energetico degli edifici comunali e controlli molto più stringenti sul decoro del comune, sia la parte di competenza pubblica che quella privata. Casteggio come centro attrattivo. Poi ci sono eventi, promozioni, potenziamento dell’area fieristica, partecipazione a progetti comunitari: sono tutti piccoli passi che abbiamo già fatto ma su cui ancora dobbiamo lavorare. Se l’Oltrepò riuscisse a potenziare la sua forza attrattiva ne gioverebbero tutti, gli operatori vitivinicoli, le somministrazioni, si troverebbe slancio per nuovi insediamenti turistico ricettivi e quindi per nuovo lavoro. Se immaginiamo un territorio oltrepadano che evolve non possiamo immaginarlo senza Casteggio al centro: serve un nuovo patto territoriale».

Viviamo in un periodo complesso, la ripresa dalla crisi è difficoltosa e molte famiglie faticano a tirare avanti. In questo contesto, quanto e cosa crede che un’amministrazione comunale possa fare per migliorare concretamente la vita dei cittadini?

«Casteggio già fa moltissimo per chi è in difficoltà, ma se immaginiamo che potenziare l’assistenzialismo possa essere il futuro ci troveremo presto costretti a fallire, i comuni come lo stato. Dobbiamo guardare altrove, dobbiamo creare opportunità. Noi siamo già al lavoro con un piano di sviluppo economico che avrà il compito di provare a riattivare gli investimenti sul territorio, dagli insediamenti produttivi alle piccole botteghe, provare a creare opportunità per i nostri giovani mettendoli in condizioni di vivere il proprio territorio. Casteggio ha fatto già un primo passo, aderendo al progetto ATTRACT di regione Lombardia con 5 aree produttive promosse a livello internazionale e che potranno godere di agevolazioni su futuri sviluppi produttivi. Dobbiamo andare in questa direzione».

Tema sicurezza: si è a lungo parlato e discusso su cosa e come fare per far fronte a quella che per un certo periodo a Casteggio si è trasformata in una vera e propria emergenza. Su questo punto la sua squadra ha le idee chiare?

«Non ho inserito la sicurezza nelle tre priorità perché questa è una necessità assoluta e non negoziabile. Le idee chiare le abbiamo sempre avute, e infatti i risultati ci sono stati. Prima di tutto il comune non è l’esercito, noi siamo a disposizione delle forze dell’ordine e da sempre ci muoviamo su loro indicazione. Anche durante quel brutto periodo che abbiamo attraversato a Casteggio sapevamo perfettamente che chi indagava aveva la situazione sotto controllo e sarebbe intervenuto, dovevamo solo collaborare. Abbiamo assistito a vergognosi tentativi di cavalcare quel problema, a chi si voleva improvvisare sceriffo da ronda, salvo poi non aderire al sistema di controllo di vicinato che il comune ha concordato con la prefettura di pavia. Le azioni da fare le abbiamo già chiare: aggiornamento e potenziamento della videosorveglianza, che ad oggi abbiamo portato a 32 telecamere e siamo pronti a potenziare ulteriormente, prosecuzione del Controllo di Vicinato con la Prefettura già attivato, supporto di vigilanza privata che abbiamo riconfermato. Ma la cosa più importante è la collaborazione con chi fa la sicurezza nei nostri territorio, senza improvvisarsi giustizieri perchè si rischia di fare più danno che guadagno».

Fiera dei vini, per diversi anni manifestazione principe di Casteggio. è tra le vostre priorità ripristinarla?

«è sempre stata tra le nostre priorità, ma va detta una cosa chiara: il Comune non può organizzarla da solo. Negli anni il mondo del vino è cambiato molto, le esigenze delle aziende sono diverse e per molti la Rassegna era anacronistica e superflua. Per noi rimane un pezzo di storia a cui siamo legati e ci piacerebbe ripartire, ma senza fare l’errore di guardare a quello che è stato, piuttosto immaginare insieme un qualcosa di nuovo. Detto questo faccio un paragone: negli anni 80-90 il comune poteva permettersi di spendere 500 milioni delle vecchie lire solo per la Rassegna, oggi ci sono circa 20.000 euro per tutti gli eventi e le iniziative del comune, organizzazione e promozione compresa. Non si deve fare l’errore di promettere senza fare i conti con la realtà che poi deve gestire chiunque amministri un comune».

Pensa che al suoi eventuale insediamento troverà un Comune “sano”? Come giudica l’operato del sindaco precedente?

«La domanda fatta a me ha una risposta molto semplice: il sindaco ha fatto molto bene, tutto il possibile con le finanze a disposizione. A questo proposito bisogna stare attenti quando si parla di bilancio, perché si tende spesso ad usare la parola “debito” per far credere ai cittadini, quando si è in minoranza, che il comune sia in difficoltà: niente di più falso! Il comune non fa debito perché non arriva a fine mese, ma perché accende mutui per investimenti. In particolare il comune di Casteggio oggi ha un indebitamento per investimenti che è meno della metà di quanto possa essere sostenuto dai nostri bilanci senza sofferenze. In questi anni abbiamo sempre ottenuto ottimi risultati negli indici che mostrano la salute dei conti, addirittura facendo importanti avanzi e, cosa più importante, senza alzare le tasse!».

Un sogno nel cassetto per il suo paese?

«Difficile immaginarne uno solo, ma come già detto in altre occasioni mi piacerebbe trasformare il Campo Venco in un bosco urbano, un’area verde vincolata e dedicata al tempo libero e allo sport e di cui già abbiamo delle bozze di progetto. Logicamente questo solo dopo aver ottenuto una nuova area dedicata al FBC Casteggio per gli allenamenti. Sono convinto che investire in aree di “vivibilità” non sia mai sbagliato e sempre necessario e possa davvero riportare Casteggio al centro di un progetto di sviluppo di tutto il territorio».

di Silvia Colombini

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