Lunedì, 17 Giugno 2019

VARZI – ELEZIONI COMUNALI «NON HO AMBIZIONI POLITICHE O MIRE PERSONALI, SAREI IL SINDACO DI TUTTI»

Mariarosa Angela Rebollini, per tutti semplicemente Mariangela, è la “prof” che contenderà a Giovanni Palli il titolo di primo cittadino di Varzi. 54 anni, laureata in matematica, dopo tanti anni di insegnamento a Milano e qualche parentesi presso la sede staccata di Varzi dell’Ipsia Calvi, è attualmente in servizio presso il liceo scientifico Galilei di Voghera. Da sempre attiva nel mondo del volontariato e mai schierata in alcuna competizione elettorale, è a tutti gli effetti una “donna nova” nel panorama politico oltrepadano. Vive a Varzi da quando è nata: «Conosco quasi tutti e tutti mi possono avvicinare e parlare in qualsiasi momento, anche per strada». La sua lista è civica ed eterogenea: uomini e donne di diversa età, esperienza (alcuni anche politica, come Giuseppe Fiocchi) e provenienza.

Rebollini, che cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto?

«Penso che potrei essere il sindaco giusto perchè sarei un sindaco sempre presente durante tutto il mandato, senza ambizioni politiche personali, disponibile al dialogo, all’ascolto, sempre alla ricerca del confronto, determinata a compiere scelte condivise, sempre alla ricerca del bene comune, impegnata a valorizzare ciò che unisce piuttosto che a enfatizzare ciò che divide».

Perché la popolazione dovrebbe votare lei e la sua squadra e cosa c’è di differente in contrapposizione agli altri?

«Solo guardando la composizione delle due liste, balza all’occhio la pluralità di Partecipiamo per Varzi, sia in termini di genere (le donne sono ben cinque tutte di grande competenza) che anagrafici, nonché di innovazione e rinnovamento. è proprio avere proposto per la gran parte volti nuovi che non si sono mai affacciati alla politica e alla amministrazione che sarà garanzia di entusiasmo e determinazione con esclusivo interesse il bene comune. Come qualcuno diceva “il potere logora” e la nostra non è certamente una lista costruita con logiche di potere. Il nostro è un programma concreto, fatto di progetti realizzabili nel breve e medio termine: tutto subito è impossibile, ma piccoli passi concreti e una visione strategica del futuro sono la nostra prerogativa».

Tre priorità della sua futura azione amministrativa in caso di vittoria

«Salvaguardia e implementazione degli ormai pochi posti di lavoro rimasti sul territorio (Ospedale, Call Center, Casa di Riposo), salvaguardia del territorio (completamento bonifica Ilva ed inizio bonifica area ex Vallestaffora in località Carro), rilancio del turismo con il rapido completamento della Greenway  e con la creazione di un brand territoriale. Occorre poi avviare e portare a termine gli interventi finanziati a valere sul progetto “Aree interne” (con la realizzazione del museo Malaspina e della Resistenza al Casone, nuova localizzazione scuole medie presso il polo di Piazzale Marconi, realizzazione punto di accoglienza ciclisti presso la Casa dei Servizi Giovanni Azzaretti, manutenzione straordinaria del sentiero VASP Varzi-Monteforte primo tratto della Via del Sale)».

Viviamo in un periodo complesso, la ripresa dalla crisi è difficoltosa e molte famiglie faticano a tirare avanti. In questo contesto, quanto e cosa crede che un’amministrazione comunale possa fare per migliorare concretamente la vita dei cittadini?

«è indubbio che il periodo di crisi che stiamo vivendo penalizzi in modo drastico tante famiglie ed è altrettanto chiaro che per l’Amministrazione Comunale, per quanto riguarda i Servizi Sociali, la situazione è sempre più onerosa. Ma la solidarietà non deve unicamente ridursi ad elemosina o beneficenza, deve tradursi in politiche di inclusione rivolte ai più deboli che potenzialmente possono essere risorse per il nostro Comune. La condivisione di esperienze è momento empatico di crescita. Dialogo aperto e sostegno concreto quindi alle numerose associazioni di volontariato impegnate nel sociale. Ma non solo. è necessario dialogare con le fondazioni bancarie e le banche etiche al fine di sfruttare ed attivare i fondi disponibili per il microcredito. Situazioni di indigenza temporanea possono essere superate e risolte con piccoli aiuti concreti».

Da tempo si insiste sul fatto che il turismo debba essere il fulcro del rilancio del paese. Eppure l’unico albergo è occupato dai migranti. Crede che la ricettività in paese sia sufficiente?

«La ricettività in paese non è certo sufficiente ed è auspicabile che altre attività vengano aperte da nuovi imprenditori, meglio se giovani, in modo da poter ospitare i turisti che ci auguriamo ritornino a popolare il nostro territorio. Per quanto l’unico albergo occupato dai migranti si dovrebbe riflettere sulla situazione in cui si è trovato l’imprenditore che ha magari dovuto preferire questo tipo di ospiti piuttosto che lasciare vuota la sua struttura, in mancanza di altro tipo di richiesta».

Per permettere alle persone alle persone di poter restare a Varzi occorre che ci sia lavoro. Esiste un piano per portare posti di lavoro in paese che non sia semplicemente legato a fondi derivati da qualche bando?

«Bisogna prima di tutto difendere a spada tratta i posti che già ci sono e in particolare penso alla situazione delle attività del Call Center nelle more del processo di fusione per incorporazione del gruppo LGH oggi principale committente, in A2A. Poi l’ospedale e la Fondazione San Germano devono interagire tra di loro per poter strutturare una offerta di servizi in grado di valorizzare i professionisti che lavorano in quelle strutture e di attrarre utenza anche da altri territori. Anche la prossima infrastrutturazione con fibra ottica realizzata da Open Fiber tramite fondi pubblici ministeriali e regionali che garantirà connettività digitale a “banda ultralarga” potrebbe favorire l’insediamento di attività “green” nella zona e, in particolare, nella area ILVA attualmente in fase di bonifica, potenziare le attività e i servizi dell’ospedale e sviluppare le possibilità di telelavoro».

Si parla da tempo della famosa fiera del salame. Avete programmi al riguardo?

«Ricordo benissimo la Festa del salame e della torta di mandorle, oltre che quella della frutta che si svolgevano a Varzi quando io ero piccola e credo che il ripristinarle sarebbe auspicabile oltre che doveroso nei confronti delle eccellenze gastronomiche della nostra zona. Di certo è necessaria una sinergia tra Comune, produttori, associazioni dei commercianti e sarà nostra cura valorizzare la DOP del salame continuando il “dialogo” con Fondazione Cariplo che recentemente ha finanziato un progetto di filiera per l’utilizzo di suini allevati sul territorio allo stato semibrado e un evento promozionale di ampio respiro».

A luglio 2020 l’Oltrepò ospiterà l’Olimpiade della moto, la Famosa Sei Giorni di Enduro. Ad un anno di distanza non sono mancate le polemiche tra chi vede nell’evento un’occasione che “cozza” con la tipologia di vocazione turistica dell’Oltrepò. Qual è e quale sarà la sua posizione in merito?

«Attualmente nessuno ha ancora visto alcun programma dettagliato di tale evento e quindi non posso esprimere con sicurezza il mio giudizio. Se da una parte la manifestazione potrebbe essere un buon volano per il turismo, quello che mi lascia perplessa è l’impatto sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista degli eventuali danni alla viabiltà agro-silvo-pastorale. La CMOP ha istituito recentemente un tavolo con Istituzioni, Organizzatori dell’evento e associazioni ambientaliste, credo questa sia una giusta modalità di lavoro per capirne di più e per prendere una decisione condivisa».

Che destino avete previsto per la maxi struttura che ospita l’ex mercato coperto?

«La struttura esistente intitolata a Giovanni Azzaretti dovrà sicuramente essere rimodulata. Il progetto sarà finalizzato a trasformare gli spazi esistenti, poco funzionali, inadeguati alle attività sinora svolte, in sale dedicate al teatro, alle proiezioni, all’organizzazione di eventi, alle conferenze, ai concerti, alle esposizioni di mostre-mercato di generi che abbracciano le varie espressioni artistiche, di manufatti dell’artigianato e di prodotti agroalimentari locali, soprattutto nei fine settimana con la possibilità per i turisti di degustare in loco i nostri prodotti ed acquistarli sfruttando piattaforme per il commercio online. Il primo intervento però riguarderà un adeguamento per ovviare alla mancanza di acustica che ha finora penalizzato la resa della comunicazione di conferenze, di saggi scolastici e di spettacoli».

Pensa che al suo eventuale insediamento troverà un Comune “sano”? Come giudica l’operato del sindaco precedente?

«Ho assistito la settimana scorsa all’ultimo consiglio comunale con l’approvazione del rendiconto 2018 che prevede un avanzo libero di oltre 280mila euro. Dal punto di vista economico pare che il bilancio sia “sano”, come peraltro dovrebbero essere tutti i bilanci. Per quanto riguarda l’operato del sindaco precedente bisogna dire che ha amministrato per dieci anni avendo scelto validissimi Assessori e collaboratori e avendo garantite grandi opportunità di  finanziamenti derivanti da una alleanza politica ed istituzionale ampia dove tutti contribuivano ad un obiettivo comune. Finanziamenti che ora vanno trasformati in opere concrete con maggior piglio e determinazione. Noi ci prefiggiamo di ripercorrere quel modello di ampia alleanza istituzionale, ma con un nuovo metodo di lavoro basato su condivisione e rinnovata motivazione. Sinceramente non ho compreso la sua timidezza nel non voler governare personalmente un processo di transizione amministrativa con un obiettivo unitario».

Un sogno nel cassetto per il suo paese?

«Un paese con tanti posti di lavoro, tanti turisti, i bambini che giocano felici, i nostri ragazzi che crescono sereni, lontani dai pericoli che spesso associamo alle grandi città (criminalità, droghe, atti di bullismo, etc). Le nostre famiglie senza alcun tipo di affanno economico, i nostri anziani che si godono tranquillamente la pensione non solo stando sulle panchine ma anche impegnati a tramandare la propria saggezza ed esperienza alle giovani generazioni. Purtroppo i sogni spesso sono destinati a restare tali e a dissolversi al risveglio. Il mio impegno sarà quello di cercare di realizzare il nostro programma elettorale e di non fare passare inutilmente cinque anni di mandato».

di Silvia Colombini

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