Mercoledì, 22 Maggio 2019

«FUSIONE? LA FAREI GIÀ TRA BRONI E STRADELLA, FIGURARSI TRA PICCOLI COMUNI»

Quella di Pietro Gramegna, sindaco di Zenevredo da tre mandati ma con un excursus politico ancora più lungo, è una voce importante nel coro di chi vorrebbe le fusioni tra Comuni. Non soltanto la auspicherebbe per il proprio, ma addirittura la consiglierebbe a Broni e Stradella. La sua filosofia è semplice. «Risorse in Comune significano migliori servizi». La realtà è invece diversa e troppo spesso progetti di questo genere si arenano sui campanilismi di Provincia. Per lui amministrare il suo piccolo paese di 486 anime è una vera e propria missione: in questa intervista ci parla e ci spiega il suo punto di vista su diverse questioni.

Sindaco, da quanto è alla guida di Zenevredo?

«Da molto molto tempo! Sono al terzo mandato consecutivo come primo cittadino. Ma ho davvero una lunga permanenza in comune, in quanto ero presente già da prima».

Una vita per il comune, quindi. Il suo è un comune piccolo: come si trova ad amministrarlo?

«Diciamo che negli anni la situazione si è evoluta nel senso più complicato del termine. Le incombenze sono quelle dei comuni più grandi con risorse ben più ridotte, sia a livello di risorse umane che economiche. Al cittadino bisogna assicurare i servizi a prescindere ed è quindi complicato. Di sicuro c’è il fatto che il rapporto con le persone è bellissimo, sicuramente differente dalle grosse metropoli dove non si sa neanche con chi si sta parlando. Però bisogna essere in grado di assicurare ai cittadini quei servizi essenziali».

Lei è un sostenitore delle Fusioni tra Comuni, ma finora in Oltrepò se ne sono viste davvero pochissime. Come mai secondo lei?

«Credo che siano difficili da accettare per la testa della gente e magari degli stessi amministratori dei comuni che si hanno a fianco. Io sono favorevolissimo perché ritengo che se si uniscono le risorse si riescono a dare migliori servizi. Parlo delle risorse economiche ma non solo. Può essere una gran cosa anche sotto il profilo delle risorse umane interne nei vari comuni: si potrebbe erogare un miglior servizio. è complicato, soprattutto, ribadisco, nella testa della gente che magari fa fatica a non avere più il “comune” sotto casa: ma basta pensare che anche solo per fare due passi prendiamo la macchina, quindi potrebbe non essere un problema prenderla per spostarsi nel comune vicino se si hanno bisogno di determinati servizi».

Secondo lei l’Oltrepò avrebbe bisogno di molte Fusioni?

«A mio parere è troppo frazionato e dovrebbe unirsi in pochissimi comuni. Nella mia visione di insieme credo che ci sia già poca logica nell’avere distinti Broni e Stradella, figurarsi con i comuni più piccoli».

Pensa che il fatto di avere il Ministro Gian Marco Centinaio a capo del Ministero dell’Agricoltura possa essere un vantaggio per il territorio?

«Più che pensarlo lo spero. è un ministro della zona, che conosce il territorio e credo che possa aiutare a modificare l’assetto dell’Oltrepò e quello che concerne il livello infrastrutturale, perché in questo campo siamo messi parecchio male. Quando mi muovo per l’Italia e vedo le colline toscane o umbre sinceramente non penso che si possano trovare molte differenze a livello di ambiente e paesaggi rispetto a noi. Si vedono invece a livello di infrastrutture e di servizi erogati. C’è quindi la grossa differenza che altri attraggono turismo e noi no».

Tornando al suo paese, Zenevredo, per questo 2019 cosa avete in programma?

«Abbiamo messo in campo una serie di interventi sulle strade, con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione che era stato congelato dalle leggi nazionali di bilancio. Da fine 2018 si è potuto riutilizzare. Siamo riusciti a non sperperare soldi prima e a metterne da parte, così adesso riusciamo a fare un po’ di lavori. Le nostre strade ad essere sincero non sono conciate malissimo, ma siamo riusciti comunque a fare dei progetti grazie anche allo stanziamento dei quaranta mila euro dati dal governo ai comuni sotto i duemila abitanti per i recuperi stradali. Così nella tarda primavera/inizio estate dovremmo andare a mettere mano alle nostre strade».

Visto che lei governa il suo paese da tanto tempo, ci può svelare qual è il segreto per avere sempre l’entusiasmo per continuare ed amministrare bene?

«La vedo sotto un altro aspetto: fare il sindaco di un paese come questo è una missione! Quindi nel momento in cui si decide di farlo, si deve amministrare come se fosse casa propria solo un po’ più in grande. Bisogna ragionare con la stessa filosofia e cercare di ottenere il massimo, con le poche risorse che si hanno, per avere un paese decoroso».

di Elisa Ajelli

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