Martedì, 16 Luglio 2019

PIZZALE, CERVESINA, PANCARANA - AI FERRI CORTI DOPO LA SENTENZA DEL TAR

Restano agitate le acque che separano i Comuni di Pizzale, Cervesina e Pancarana. Da quando a partire dal 2016 Pizzale ha abbandonato l’Unione di cui faceva parte, denominata Micropolis, tra gli enti è stata battaglia legale: abbandonare l’Unione avrebbe costretto Pizzale a un esborso di circa 230 mila euro, in quanto per legge avrebbe dovuto restituire delle spese e dei finanziamenti ottenuti per entrare a farne parte. Dal canto suo il sindaco Sonia Grazioli si è sempre opposta all’idea di dover versare questa somma, ritenendo che le spese in questione non fossero state documentate in maniera chiara e trasparente. Nei giorni scorsi il Tar lombardo si è espresso con una sentenza e le due parti sono riuscite a dividersi persino sull’interpretazione della medesima, che entrambi vedono come a loro favore. Al punto che la Grazioli prima e Maurizio Fusi (presidente di Micropolis) poi hanno emesso due comunicati di segno opposto.  La prima a esprimersi, subito dopo la sentenza del Tar, è stata il sindaco di Pizzale.

«Il Comune – scrive Grazioli - all’indomani del recesso, operato per la scarsa trasparenza contabile dell’Unione e l’assenza di ogni reale trasferimento di funzioni, aveva chiesto invano all’Unione sia la restituzione dei beni conferiti, sia i giustificativi dei crediti e debiti reciproci. Di fronte alla pretesa dell’Unione di non restituire nulla, e di contestare persino al Comune il diritto di recedere conservando la proprietà di beni e attrezzature di propria competenza, Pizzale aveva fatto ricorso al TAR chiedendo in primo luogo l’accertamento del diritto di recesso, e quindi l’accertamento delle poste di dare e avere tra gli enti, anche con l’ausilio di eventuale perizia contabile.

L’Unione, oltre a resistere nel ricorso, ne promuoveva un secondo, riunito al primo in cui pretendeva che il Comune di Pizzale le riversasse somme maggiori di quelle portate dalle deliberazioni relative al recesso, per oltre € 218.000. Con la sentenza il TAR accerta la piena legittimità del recesso esercitato dal Comune di Pizzale, escludendo che il Comune debba essere chiamato a rinunciare a beni o conferimenti, in quanto parte da oltre i “dieci anni” dalla assunzione del vincolo, che nella fattispecie è poi coinciso con la costituzione dell’Unione (con atto del 25 settembre 2001, approvato dal Comune in data 20 settembre 2001)». Grazioli ribadiva poi come il Tar avrebbe condannato l’Unione al pagamento delle spese legali e concludeva esprimendo soddisfazione per la sentenza, che vedeva –secondo la sua interpretazione – il suo Comune “vincente”. 

Maurizio Fusi ha replicato con un parere di segno opposto: «Il Tar ha riconosciuto in favore del Comune di Pizzale solo la non operatività dell’indennizzo dovuto per l’uscita anticipata dall’Unione dei comuni Micropolis, mentre ha ritenuto valide le delibetazioni dell’Unione che hanno quantificato in 202mila euro quanto dovuto da Pizzale in relazione al rimborso delle spese del personale e dei finanziamenti ottenuti per il suo funzionamento». L’unica “vittoria” sarebbe la condanna dell’Unione a versare i 5mila euro di spese legali, ben poco rispetto alla cifra in ballo.  «Dei cinque motivi di ricorso proposti da Pizzale, solo uno è stato quindi accolto, gli altri sono stati tutti respinti – prosegue Fusi – il giudice inoltre ha stigmatizzato la condotta contraria agli obblighi di buona fede e correttezza da parte dello stesso Comune». In parole povere, il presidente dell’Unione e sindaco di Pancarana si dice soddisfatto a sua volta, in quanto creditore di una somma notevole nei confronti del comune “rivale”.

di Christian Draghi

agierre-marzo TecnoSerramenti-copia lidobuca-copia studio-medico-tagliani panificio-santa-maria-AGOSTO-copia

  1. Primo piano
  2. Popolari