Sabato, 24 Agosto 2019

SANTA MARGHERITA STAFFORA - MANCANO GLI ISCRITTI, ADDIO ALLA SCUOLA DI MONTAGNA

La piccola scuola elementare di Casanova Staffora chiuderà i battenti il prossimo anno. Troppo pochi gli iscritti per dare continuità a un servizio che ad oggi conta otto bimbi-alunni. Inutile dire che si tratta di un ulteriore pezzo di Oltrepò montano che si sgretola. Il pensionamento della piccola realtà del Comune di Santa Margherita Staffora andrà a braccetto con quello dell’insegnante che oggi la gestisce: Elena Quatromo.

La chiusura del plesso andrà inevitabilmente a impoverire l’offerta di un territorio che già in ginocchio a causa dello spopolamento. «La nostra scuola è una piccola realtà “domestica”, capisco che la legge sia la legge, ma credo andrebbe trattata in modo diverso dalle altre perché è speciale». Al danno si aggiunge la beffa: l’edificio che la ospita è stato oltretutto ristrutturato da poco.

Elena, lei da quanti anni insegna a Casanova Staffora?

«Mi trasferii qui sette anni fa da Milano, dove abitavo e insegnavo e lo feci perché mio marito, originario di queste zone, andò in pensione e questo era il paese anche della mia famiglia.

Venimmo qui ad abitare e fu un caso che proprio quell’anno, l’amministrazione comunale, stesse ultimando la ristrutturazione di un edificio che sarebbe stato adibito a scuola primaria del paese. Incominciai ad insegnare qui e mi trovai da subito a mio agio. Oggi sono ancora l’insegnante fiduciaria e la referente del nostro plesso scolastico che lavora sotto l’Istituto comprensivo di Varzi».

Lei è qui da setti anni, ma da quanti però funziona la scuola di Casanova?

«Praticamente da sempre e ha sempre funzionato bene con anche numeri di alunni maggiori di quelli di oggi».

Quanti alunni ci sono oggi alla vostra scuola e quante insegnanti?

«Ad oggi gli iscritti sono solo otto. Abbiamo otto bambini che coprono un’unica pluriclasse di seconda, quarta e quinta. In tutto siamo quattro insegnanti compresa me, più un’insegnante di sostegno; io però sono l’unica che lavora solo su Casanova, le mie colleghe lavorano anche in altri plessi».

Davvero pochi. Come mai secondo lei? Solo una conseguenza naturale dello spopolamento?

«La popolazione è senz’altro diminuita, è composta da abitanti di età prevalentemente anziana e i loro figli sono andati a stabilirsi in altre zone dell’Oltrepò o in altre città. Qui rimangono alcune coppie giovani che per qualche motivo hanno preferito tornare a vivere in montagna, forse proprio per scappare dalla città, ma sono davvero poche. Ad ogni modo, penso che manchino proprio le nascite, ci sono poche coppie e al giorno d’oggi si fanno molti meno figli di un tempo».

Questo, secondo lei, è l’unico motivo per cui mancano gli iscritti?

«Certamente no, ci sono altri motivi probabilmente. In molte altre frazioni e zone vicino a noi abitano famiglie con bambini, che vanno però a scuola nella vicina Varzi, dipende molto dalla scelta delle famiglie. Comunque per ora, esistono 5 plessi della scuola primaria e sono: Varzi, Casanova, Romagnese, Ponte Nizza e Zavattarello».

E’ quindi sicuro che la scuola non resterà aperta?

«Sì, sappiamo che l’anno prossimo mancherà il numero minimo di iscritti e per questo motivo non sarà possibile mantenere aperta la scuola. La legge è sicuramente un po’ rigida e forse non rispetta appieno le esigenze di comuni particolari e piccoli come il nostro: siamo una realtà un po’ atipica che dovrebbe essere preservata invece che trattata come gli altri».

Sarà un disagi pesante per chi oggi va ancora a scuola a Casanova?

«La mancanza del nostro plesso andrà a gravare su quelle famiglie che abitano ancora qui e dovranno portare i figli a Varzi o in altre scuole, anche se sono sicura che il comune fornirà un servizio di trasporto. Io andrò in pensione quest’anno, ma le maestre comunque ci sarebbero. Verranno solo spostate in altri plessi».

Ha definito la vostra una “scuola atipica”. Cosa la rende diversa dalle altre in Oltrepò?

«Noi siamo una scuola piccola e, anche se il programma ovviamente è lo stesso istituzionale di tutte le scuole elementari, dedichiamo moltissima attenzione ai bambini e otteniamo risultati davvero soddisfacenti e spesso sopra la media; sono infatti orgogliosa di dire che dalla nostra scuola escono bambini molto preparati che poi si vanno ad unire a tutti gli altri bambini delle scuole secondarie di primo grado, ottenendo ottimi risultati.

Che ci distingue sono molto cose: nei giorni in cui abbiamo il pomeriggio, siamo ospitati nella pausa pranzo da due ristoranti del nostro comune che ci cucinano un ottimo pranzo; non siamo obbligati a rispettare militarmente le campanelle e gli stacchi orari delle altre scuole; portiamo i bambini a visitare le campagne della zona e le aziende agricole; il rapporto che si crea con i bambini e i genitori diventa molto famigliare. Siamo una scuola un po’ casalinga e viviamo bene il nostro territorio! Poi siamo anche molto attenti a non far sentire i bambini diversi dagli altri a scuola, quindi organizziamo laboratori artistici e li portiamo in piscina a Voghera a seguire corsi di nuoto.

Il Rotary Club della Valle Staffora ha recentemente donato una lavagna LIM alla nostra scuola che quindi ora è dotata di tutta la tecnologia necessaria: aderendo al loro programma “Scuola a Km 0” siamo anche collegati con le altre scuole dei plessi di Varzi tramite lezioni in videoconferenza».

di Elisabetta Gallarate

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