Lunedì, 21 Ottobre 2019

CALVIGNANO - «IL NOSTRO PAESE È BELLO, ACCOGLIENTE, ORDINATO, UN BORGO TUTTO DA VIVERE»

Il nome di Marco Casarini è legato indissolubilmente al paese di Calvignano. L’attuale primo cittadino, infatti, ha un passato da assessore dal 1997 al 2002 e poi ha iniziato il primo mandato da sindaco fino al 2012. Dopo una pausa forzata causa secondo mandato di fila, Casarini è tornato al timone di Calvignano due anni fa.

Sindaco ne avrà di cose da raccontare in questo suo lungo percorso, cosa le piace ricordare di quanto fatto?

«Prima di tutto la Sala Consigliare. Appena insediati abbiamo subito pensato di dotare il comune di una sede dignitosa per le attività del consiglio comunale. Là dove c’era un magazzino abbiamo ricavato l’attuale sala consigliare, inaugurata di fronte ad una significativa partecipazione di cittadini e di amministratori anche di comuni confinanti. è stato il primo vigoroso segnale di “voglia di fare e cambiare”. Abbiamo contemporaneamente voluto sistemare con arredi appropriati e funzionali gli uffici comunali. Al cimitero abbiamo  tinteggiato ed effettuato la messa in opera di siepi interne ed esterne. Abbiamo inoltre terminato da poco il rifacimento del tetto».

Anche la Chiesa ha avuto la vostra attenzione…

«Il centro del paese da sempre ed ovunque simbolo di aggregazione della comunità doveva ritornare ad essere lo specchio della nostra gente: ordinato e fruibile. La prima attività da fare era la sistemazione completa della Chiesa, dal campanile con il suo orologio e con le campane che dovevano ritornare a scandire il tempo della vita quotidiana della popolazione, al riscaldamento, all’impianto elettrico. Con tenacia e determinazione iniziammo un lungo lavoro di contatti e riunioni con la Curia di Pavia per l’acquisto della ex canonica e del terreno adiacente. Era questo l’obiettivo forte del programma amministrativo largamente condiviso dalla popolazione. L’acquisto e la successiva ristrutturazione della ex canonica, poi, hanno richiesto tempo, capacità di iniziativa e di relazionarsi costruttivamente con le Istituzioni. I finanziamenti, rapportati al nostro comune furono elevati, ma vennero trovati . L’idea-progetto che avevamo condiviso con tutti i cittadini, era non solo possibile ma anche interessante, meritevole di attenzione. E così la Fondazione della Banca regionale Europea, la Fondazione Cariplo, la Provincia, la Comunità Montana, la Regione Lombardia, hanno co-finanziato in diversa misura il progetto. Non è stato solo un recupero-ristrutturazione di un bene materiale che meritava di  andare in rovina, ma è stato come ricostituire i caratteri distintivi del nostro paese: bello, accogliente, ordinato, “un borgo tutto da vivere” per le sue qualità ambientali-naturalistiche, per le sue eccellenze delle produzioni tipiche come i vini rossi e riesling,  per il carattere ospitale della sua gente. Con la sistemazione della piazza, della realizzazione del marciapiede, dell’ illuminazione pubblica, con la nuova sistemazione del monumento ai caduti il nostro borgo è ancora più bello!».

Il paese di Calvignano è stato dotato anche di un sistema di videosorveglianza…

«Certo, un sistema di video-sorveglianza integrato da disposizioni per il traffico con divieti di sosta ai lati della strada per garantire lo scorrimento “sicuro” dei mezzi agricoli e delle auto».

E infine anche un bel sito web.

«Devo dire che abbiamo realizzato, e in questi ultimi anni notevolmente migliorato, il sito web del nostro Comune. La casa del Comune si può dire è aperta e quello che le avviene in seno è trasparente, visibile a tutti. Il Comune è più vicino alla sua gente e voi, cittadini, potete sentirvi parte attiva, informata sulla vita amministrativa. Potete partecipare segnalando anche mancanze, disservizi, o necessità, esprimere opinioni e valutazioni su atti e decisioni del Comune: insomma potete partecipare responsabilmente essendo sicuri di dare un contributo al miglioramento della vita nella nostra comunità».

Per il Piano di Governo del Territorio cosa può dire?

«Dopo anni di lavoro è stato predisposto il Piano. è lo strumento più importante, più incisivo che il Comune ha per governare il territorio nei prossimi anni. I pilastri, largamente condivisi, su cui si è retto tutto l’impianto del PGT sono stati il tutelare l’ambiente rurale in cui, ben posizionato, si trova il paese e tutelare i suoi insediamenti abitativi sparsi e privilegiare le iniziative, per residenze nuove, per recupero fabbricati, piuttosto che individuare nuove aree di espansione che avrebbero penalizzato e sottratto suolo agricolo, realizzando una crescita poco compatibile con la vocazione naturale del territorio comunale e  snaturando la storia del nostro paese diviso fra tante piccole frazioni e un piccolo centro. E poi ancora incentivare  la crescita dell’urbanizzato nelle aree che possono essere considerate di completamento del centro e delle frazioni. In questo modo non si stravolge l’attuale, già dispersivo, assetto dell’urbanizzato. Il Piano di Governo del Territorio è stato largamente condiviso dai cittadini. Segno indubbio di un lavoro svolto in sintonia con la voce dei cittadini che hanno compreso che con questo strumento si disegna il nostro paese, come deve continuare ad essere, operando per la valorizzazione delle sue indiscutibili qualità. Il comune e diffuso sentire su questi temi può essere tradotto in questo modo: vogliamo che queste risorse di cui è dotato il nostro Comune continuino ad essere il bene a cui bisogna dedicare il nostro impegno ed il nostro lavoro per difenderle e migliorarle. Infine, come ultimo grande sforzo profuso come gratitudine per il mio mandato posso comunicare che tra pochi giorni partiranno i lavori per piastrellare con il porfido la parte antistante la piazza, il rifacimento del giardinetto e  del marciapiede posteriore e la sistemazione della fascia dietro la canonica».

Il programma del nuovo mandato invece cosa prevede?

«Il programma con il quale, con la mia nuova squadra, ho di nuovo vinto le ultime elezioni è ricco di obiettivi: la realtà della finanza locale è però molto peggiorata per la drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali degli ultimi anni, anche l’IMU sulla prima casa e sui terreni agricoli è stata abolita. Di conseguenza i piccoli comuni fanno molta fatica a sopravvivere.  Per migliorare i servizi ed incrementare le entrate abbiamo deciso di costituire l’Unione dei comuni Oltrepò Lombardo con il comune di Fortunago che ci ha consentito di realizzare alcuni progetti come la videosorveglianza che è associata anche a telecamere per lettura targhe per verificare la regolarità della revisione e dell’assicurazione delle auto migliorando anche la sicurezza sul territorio. Particolare cura è stata data alla manutenzione del verde pubblico ed alla segnaletica stradale ed è stato sistemato l’archivio al primo piano che si trovava in uno stato di grande disordine».

Calvignano è un paese difficile da amministrare? Ci sono problematiche particolari?

«Dobbiamo fare i conti con la scarsità di risorse finanziarie e con una condizione storica legata alla presenza di un’importante azienda vitivinicola qual è Travaglino che, se da una parte con il suo marchio ha fatto conoscere il nostro piccolo comune, dall’altro essendo proprietaria della maggior parte del territorio e degli immobili ne condiziona il suo sviluppo ed evoluzione, con particolare riferimento al recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente che potrebbe ospitare nuove attività ecocompatibili riducendo lo spopolamento del territorio».

è un paese sicuro?

«Fortunatamente sì, ad oggi non vi sono stati episodi di criminalità per furti o droga. La videosorveglianza installata di recente ha sicuramente aiutato come deterrente per i malintenzionati».

Lei come vede l’Oltrepò attualmente?

«Con poche idee e molte potenzialità non sfruttate a dovere. Gli operatori economici e le istituzioni non fanno rete e non cooperano come dovrebbero per migliorare l’immagine del territorio all’esterno».

Che differenze nota rispetto ad anni fa?

«Meno entusiasmo e voglia di investire e rischiare, ci siamo seduti sui pochi allori conquistati, non abbiamo politici importanti di riferimento sul territorio, speriamo nei giovani ed in coloro che dall’esterno vorranno investire, perché apprezzano le bellezze e le peculiarità del nostro territorio a cui noi siamo abituati e a cui prestiamo purtroppo sempre meno attenzione»

Cosa servirebbe secondo lei per rilanciare il territorio e quali sono le caratteristiche su cui puntare?

«Occorre puntare sul turismo enogastronomico, promuovendo un territorio collinare splendido in un contesto naturalistico unico. La sfida è quella di trovare nuove idee per portare gente, valorizzando le bellezze naturalistiche e la produzione vitivinicola d’eccellenza».

Progetti per questo 2019?

«In primavera partiranno i lavori di risanamento e sistemazione esterna della sede municipale mediante la costruzione di un drenaggio a monte che dovrebbe risolvere anche il problema dell’umidità. Sulla chiesa parrocchiale sarà eseguito il rifacimento degli intonaci e tinteggiatura esterne ammalorate per una spesa di circa 40.000 euro. Intendiamo inoltre organizzare un importante evento enogastronomico culturale ed un momento di incontro e discussione, da ripetere anche nei prossimi anni, per valorizzare il tessuto socioeconomico dei paesi collinari attraversati dalla S.P. 188, ripetendo e migliorando un’analoga manifestazione a livello sperimentale tenutasi la scorsa estate nella piazza municipale che ha avuto un inaspettato successo».

 di Elisa Ajelli

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