Lunedì, 17 Giugno 2019

SANTA MARIA DELLA VERSA - «OGNI VOLTA CHE CI SONO LE ELEZIONI MI RIPROMETTO DI RESTARNE FUORI, MA POI...»

Daniele Maggi, classe 1958, è un veterano della politica locale. Cresciuto a Santa Maria della Versa, insegnante e  consulente per un’azienda della grande distribuzione, in più di quarant’anni ha ricoperto diverse cariche amministrative in vari comuni dell’Oltrepò. Nel 2015 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal prefetto di Pavia.

Maggi, quando ha iniziato il suo percorso politico? Come si è avvicinato a questo mondo?

«Ho iniziato il mio percorso a 18 anni, quindi più di 40 anni fa, nelle fila degli studenti della Democrazia Cristiana su sollecitazione di compagni di scuola e amici».

Quali ruoli ha ricoperto in passato?

«Dal punto di vista amministrativo, nel 1990 sono stato Consigliere comunale a Broni, per poi passare a fare l’Assessore ai Lavori Pubblici a Lirio, Consigliere comunale a Cigognola ed infine Assessore all’Urbanistica, Commercio, Turismo, Cultura, Sicurezza e Pubblica Istruzione a Santa Maria della Versa, dal 2009 al 2014. Dal punto di vista politico sono stato Segretario Provinciale del CCD (Centro Cristiano Democratico) prima e poi dell’UDC, dove ho ricoperto anche l’incarico di Vicesegretario nazionale e membro della direzione nazionale. Nel 2013 sono stato candidato alla Camera dei Deputati al secondo posto nell’allora collegio elettorale Lombardia-Sud (Pavia-Lodi-Cremona-Mantova), sempre per l’UDC».

Attualmente qual è la sua posizione politica?

«Attualmente sono sempre sulle posizioni di Pier Ferdinando Casini con il CPE (Centristi per l’Europa), pur non condividendo alcune sue scelte di politica nazionale».

L’Oltrepò oggi naviga in una grande crisi. A suo parere, quali possono essere state le cause?

«La crisi dell’Oltrepò è sicuramente data da una serie di concause, principalmente il settore vitivinicolo che subisce l’attacco di diverse altre zone d’Italia e delle vicissitudini di alcune cantine sociali che poi sono state acquisite. Certamente la viabilità non aiuta questo settore. L’Oltrepò dovrebbe puntare sull’enogastronomia, dato che abbiamo un territorio eccezionale con prodotti di qualità. Un grosso problema è anche la rete commerciale che al momento, se non in alcuni casi, non c’è. Infine, un’altra grande pecca è la mancanza di strutture ricettive, mentre abbiamo però ottimi ristoranti».

Ritiene che ci sia una soluzione a questa situazione critica?

«Qualcosa di positivo si sta muovendo. Ultimamente diversi imprenditori giovani stanno attuando una politica commerciale secondo me buona. Bisogna sostenere questi imprenditori, giovani ma anche non, che sono bravi e lo stanno dimostrando producendo vini di ottima qualità. Anche le cantine sociali vanno però sostenute, perché sembra che ci sia stato un cambiamento di rotta anche in quel settore. Per cui l’Oltrepò, a mio parere, si sta risvegliando. Manca però un marchio globale dell’Oltrepò che riesca ad entrare nei mercati. Abbiamo territorio, ottimi prodotti e ottimi imprenditori. Il problema vero è l’immagine e si fatica a collocare il prodotto oltrepadano anche solo in giro per l’Italia».

Secondo lei gli enti hanno fatto abbastanza per evitare questa situazione?

«Non credo. Sono stati abbastanza latitanti. Attualmente sembra che la Regione sia più attenta a queste problematiche. La Provincia, che ormai ha funzioni ridotte, ha una grossa pecca: quella della viabilità».

A livello locale, dov’è mancata la politica?

«La politica sicuramente ha le sue colpe in questa situazione. Regione e Provincia dovevano fare da traino e non l’hanno fatto. Attualmente le situazioni politiche, se si ha la volontà, ci sono. In Regione ci sono persone valide, come il Presidente di Commissione Agricoltura Invernizzi e, a livello nazionale, c’è un Ministro dell’Agricoltura oltrepadano. Questi, se hanno attenzione per l’Oltrepò, possono realmente dare una svolta a questo territorio. Secondo me è un’occasione non dico unica ma importante».

Lei è residente a Stradella. Per l’amministrazione tutto sembrerebbe andare bene, per l’opposizione la situazione è disastrosa. Da cittadino, come vede la sua città?

«Io onestamente credo che a Stradella si possa fare di più, però la situazione non è disastrosa. Molte cose sono state fatte. è una città in cui tutt’ora si vive ancora bene e mi sembra che alcuni servizi funzionino. Certo, come in tutte le cose, ci si può migliorare. Il mio giudizio personale però non è di sicuramente negativo, anzi positivo. Forse dovrebbe essere un pochino più curata e l’amministrazione dovrebbe avere più attenzione su alcune situazioni, tipo la sicurezza. Naturalmente cercano di fare quello che riescono, perché penso che comunque anche Stradella soffra dei tagli agli enti locali avvenuti negli ultimi anni».

Dal 2009 al 2014 è stato Assessore a Santa Maria della Versa. Cosa ricorda di quell’esperienza?

«Sicuramente il ricordo è molto positivo. Mi è piaciuto tanto. Abbiamo portato avanti alcune iniziative sviluppando ciò che era già in atto, piuttosto che partire da zero. Durante il mio incarico abbiamo creato il Distretto del Commercio, che ha coinvolto 10 comuni. Questo poi ha portato anche a far collaborare i comuni anche sul piano della vigilanza e sicurezza, con l’installazione di telecamere. Abbiamo inoltre avviato e inaugurato l’asilo nido e messo le basi per l’Infopoint, poi inaugurato dall’amministrazione successiva. Nel 2013, grazie anche all’ottimo impegno del Segretario Comunale Torriero, abbiamo partecipato al bando per il “Progetto 6000 Campanili”, ottenendo un cospicuo finanziamento statale lasciato poi in dote all’attuale amministrazione. Diciamo di cose ne abbiamo fatte parecchie anche se, col senno di poi, forse si poteva fare qual cosina di più. L’esperienza però è stata di certo positiva».

Come vede Santa Maria della Versa oggi?

«Santa Maria della Versa io la vedo sempre bene, perché ci sono affezionato. Certo che, come gli altri comuni di dimensioni limitate, subisce problemi di spopolamento e di attività che scompaiono senza essere più rimpiazzate. Anche a questo non è di certo facile trovare soluzioni. Dal punto di vista amministrativo vedo che alcuni lavori e interventi sono stati fatti. Come per Stradella la situazione la vedo comunque migliorabile. Dipende poi chi avrà la voglia di impegnarsi per il bene pubblico e sarà un impegno dei prossimi amministratori fare questo».

Negli ultimi mesi si è parlato molto della fusione dei comuni della Valle Versa. Ruino, Canevino e Valverde hanno portato a termine con successo la fusione, dando vita a Colli Verdi. Questo non si può dire invece per il progetto del sindaco di Santa Maria della Versa, Ordali, che voleva un comune unico insieme a Volpara, Montecalvo e Golferenzo, con Santa Maria della Versa stessa capofila. L’amministrazione dice che la Valle Versa ha perso l’ultimo treno. Cosa pensa di questo progetto?

«Le situazioni cambiano. Capisco che molti hanno la loro idea del loro paese, che è sacrosanta e rispettabilissima. Il mondo che cambia ci porta però a dei cambiamenti, a delle modifiche. Credo che prima o poi questa debba essere la strada. Magari adesso è rinviabile ma questa sarà la strada, dettata da una situazione economica in recesso, tagli agli enti pubblici e fatica a far quadrare i bilanci pubblici. Questo porta chiaramente a dei disservizi per i cittadini. Personalmente, se fossi un abitante di questi piccoli comuni, mi spiacerebbe perché certamente la fusione porta a una perdita di identità e di riconoscimento. è una situazione che va mediata, ma non è di certo facile. Di conseguenza, dal punto di vista umano\campanilistico\emotivo uno tiene al suo comune, ma dal punto di vista amministrativo l’unione sarebbe più funzionale. Che poi volendo molti servizi sono già stati centralizzati, come le scuole e la sicurezza».

Tra poco si entra in periodo elettorale. Progetti per il futuro?

«Qui la passione resta. L’impegno politico per me è una passione. Ogni volta che ci sono delle elezioni mi riprometto di restarne fuori, ma poi alla fine sistematicamente mi ci ritrovo sempre dentro. Come mi ci ritroverò dentro questa volta non lo so, come non so quali saranno le opportunità e le possibilità che mi si presenteranno. Sicuramente non credo di restare solo spettatore».

di Manuele Riccardi

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