Giovedì, 27 Giugno 2019

STRADELLA - «IO PRIMO CITTADINO? NO. IO PENSO CHE SIA GIUSTO LASCIARE LO SPAZIO AI GIOVANI»

Il consigliere di minoranza stradellino Ettore Brandolini tira le somme in vista della scadenza del mandato. Non si candiderà a sindaco perché «bisogna lasciare spazio ai giovani» e si augura che dalla nuova tornata elettorale si spossa trarre un po’ di energie fresche per ravvivare una cittadina che, tra negozi chiusi e strade poco affollate, ha l’aria di essere «un po’ spenta».

Consigliere, mancano ormai solo pochi mesi alle elezioni amministrative. Sarà un periodo duro? Ci saranno sorprese?

«Grosse sorprese non penso. Da un lato c’è già la certezza di uno schieramento che è quello di Torre Civica con Piergiorgio Maggi, dall’altro onestamente non so. Si potrebbe anche pensare a una lista che comprendesse le minoranze, quindi Prima Stradella e Strada Nuova. Non so se ci saranno le condizioni per arrivare a questo, perché ci sono anche altri soggetti, come Lega e Forza Italia che devono decidere cosa fare. Prima Stradella nel 2014 era formata da indipendenti, ma era sostenuta anche quei due partiti, quindi dipenderà un po’ da quelli che saranno gli orientamenti delle prossime settimane…».

Lei pensa ad una carica da primo cittadino?

«No. Io penso che sia giusto lasciare lo spazio ai giovani. Dipenderanno senza dubbio tante cose, c’è chi è in consiglio comunale da quarant’anni, c’è chi come me lo ha fatto per cinque anni: ritengo che debba provare altra gente adesso, anche per portare idee nuove. Fondamentalmente i comuni al giorno d’oggi, aldilà degli schieramenti politici, hanno delle grosse difficoltà e secondo me va un po’ ripensato il modello dell’ente locale.

Le risorse sono poche, vari servizi non possono essere sempre garantiti…quindi servirebbero forze nuove che portino idee innovative. E questo può arrivare da persone più giovani che con un po’ di fantasia potrebbero trovare soluzioni più efficaci».

Come giudica i suoi cinque anni da consigliere di minoranza?

«Devo dire che non c’è sempre stato “muro contro muro”, sono onesto. Alcune nostre proposte, mie e di Dino Di Michele, hanno avuto accoglimento. Si tende ad andare avanti con lo stesso sistema, come dicevo prima, quando forse servirebbe qualcosa di più innovativo. Bisognerebbe trovare un po’ di entusiasmo per una città come Stradella che adesso mi sembra spenta…».

è così che vede la sua città?

«Ho fatto due passi in giro lo scorso weekend: vedere la strada nuova con parecchi negozi chiusi e la via Trento con pochissimi esercizi aperti, non dà l’idea di una città che sta vivendo un grandissimo momento. Logicamente non succede solo a Stradella. Qui resistono i bar e i locali pubblici in genere, però il resto sta cambiando. Bisognerebbe mettere “in pista” qualcosa di diverso, di più coinvolgente per tutti».

Cosa le dice la gente? è in linea son il suo pensiero?

«Diciamo che gli stradellini, per natura, sono un po’ lamentosi. Qualcuno la pensa come me, qualcosa vorrebbe cose diverse, non rendendosi però conto che i tempi sono cambiati. Tutto sommato però non ho mai trovato grandissime lamentele e grandissimi problemi o disagi particolari. I giovani li vedo abbastanza convinti sul fatto che sia una buona città. Certo è che vengono sempre meno dei servizi che prima c’erano».

A cosa si riferisce?

«Io sono uno che usa molto i mezzi pubblici ed effettivamente la stazione è da migliorare. Forse i pendolari sono habituee, ma per chi ci capita per caso o perché ha una coincidenza da prendere non è il massimo. Non è una colpa del Comune, ma bisogna trovare una soluzione. Penso poi all’Inps che riceve solo trenta persone al giorno e bisogna prenotarsi, mentre prima c’era il libero accesso. Questo disorienta soprattutto gli anziani…».

Ci sono ancora degli argomenti che intende portare in consiglio prima della fine del suo percorso da consigliere?

«Ci sarà a fine mese un nuovo consiglio comunale per l’approvazione del bilancio. Quello del 2019 sarà un po’ particolare perché l’attuale amministrazione lo gestisce per pochi mesi e poi ci saranno le elezioni e bisogna poi vedere come andranno. Non dovrebbero esserci grandi novità, anche se potrebbero nascere problematiche, perché il comune fa fatica a garantire tutto quello che dava prima e bisognerà dare delle priorità».                    

 di Elisa Ajelli

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