Sabato, 14 Dicembre 2019

VOGHERA - «CAOS ASM? SUCCEDE QUANDO SI DÀ SPAZIO AD AMICI E PARENTI»

Questionari, appuntamenti nei quartieri, una capillare opera di ascolto della popolazione. Il 2019 di Pier Ezio Ghezzi e del centrosinistra che rappresenta si apre all’insegna di una sfida che a Voghera, da anni, è più proibitiva che ardua: raggiungere e superare i consensi dell’amministrazione di centrodestra. «Di fatto tra la gente abbiamo già sostituito l’Amministrazione comunale da sempre assente e grazie alla nostra opera di ascolto entro l’estate avremo la mappatura completa dei bisogni della città» dice Ghezzi, che punta poi il dito su quello che chiama il «disastro Asm» dovuto al caos bollette, a suo dire nefasta conseguenza del nepotismo in azienda.

Ma andiamo per ordine. Iniziamo da “casa vostra”, Ghezzi: il PD è un partito con i suoi bei problemi, soprattutto interni e non lo si può negare.

Alessandra Bazardi è stata appena riconfermata al vertice della segreteria vogherese e le voci sul fatto che fra di voi i rapporti non siano idilliaci si rincorrono. “Basta un po’ di zucchero” per addolcire il caffè (la metafora si riferisce al commento della Bazardi stessa nell’intervista rilasciataci per lo scorso numero) oppure la situazione è più complicata?

«Io ho votato Alessandra Bazardi come segretario cittadino che ha raccolto, di fatto, l’unanimità.  Non vi sono mai state tra noi posizioni differenti sui temi politici che hanno segnato la strategia del PD (referendum, elezioni nazionali), sulle iniziative locali (quartieri, raccolta firme, …), né sull’attività  in Consiglio Comunale. Le attività del Partito sono condivise in segreteria e coordinamento. Esistono, ovviamente, diversità personali che hanno però sempre trovato una sintesi nei fatti concreti».

Il 2019 sarà un anno decisivo per la costruzione di un team che possa in qualche modo ambire a sfidare il centrodestra nel 2020. Voghera però è una roccaforte azzurra. Quante e quali chance vi date di sovvertire i pronostici?

«Voghera è stata città del centrodestra con un largo margine di consenso che nel ballottaggio del gennaio 2017 è venuto a mancare. Barbieri, pur con l’appoggio di Lega e Fratelli d’Italia ed uno schieramento di mezzi senza precedenti ha prevalso per 200 voti: un’inezia. La fotografia politica cittadina è cambiata. Da allora la distanza tra città e Giunta è ulteriormente aumentata, non diminuita. Barbieri, con decine di migliaia di metri quadri commerciali del Parco Baratta, ha sepolto il centro storico, che sta in piedi per la resistenza dei commercianti. Nei quartieri la Giunta non si è più vista: “passata la festa, gabbato lo santo”. Esistono forze civiche, stanche di questa Giunta, come la lista Torriani, che non demordono. Quando faccio vedere la fotografia degli assessori, la gente mi chiede chi sono. Potremmo essere alla vigilia di un grande cambiamento».

Sta dicendo che i commercianti non sono nelle priorità di Barbieri?

«Quei commercianti di Voghera che hanno avuto il solo torto di fidarsi, ancora una volta, delle promesse di questa coalizione facciano i conti con la realtà. Come nel passato, alle promesse elettorali non sono seguiti fatti. Anzi, non esistono iniziative che portino le persone a frequentare le vie del centro. Non c’è nessuna idea di come attirare turismo e ricchezza alla città e ai commercianti e non mi riferisco a programmi di intrattenimento. Mi riferisco ad un piano cittadino di rilancio a lungo termine».

Passiamo ad ASm. Lei ha più volte criticato l’azienda per il caso del caos bollette. Quali sono le cause di quanto accaduto e perché secondo lei è successo quel che è successo?

«La gestione di ASM è lo specchio della “delinquenza politica” del centro-destra. Non escludo che nei prossimi mesi intervenga la Corte dei Conti. Il Gruppo è stato ed è saccheggiato con continuità. Ad oggi circa un milione di euro sono andati in fumo per la loro irresponsabilità. La causa è sotto gli occhi di tutti.  La Direzione generale ha reso la “vita impossibile” a quattro dipendenti storici di alta professionalità per sostituirli con figli e figlie di consiglieri comunali o amici della campagna elettorale. Risorse senza alcuna esperienza, se non quella della diffusione dei santini per le elezioni.

Le conseguenze sono state tremende per gli utenti. Ne avremo ancora per dei mesi. Abbiamo chiesto le dimissioni del direttore generale di ASM e del Consiglio di Amministrazione della società di vendita. Il Sindaco ha risposto che “va tutto bene”. In una azienda privata sarebbero già stati licenziati con richiesta di danni. Centinaia di famiglie che non hanno i soldi per pagare tre bollette al mese, non sono un problema per Barbieri. Per noi e i pensionati invece sì. Un patrimonio depredato dalla superficialità degli amministratori».

Del nuovo manager pro-tempore di Vendita e Servizi cosa ne pensa? Una persona sola saprà riordinare un puzzle tanto complesso?

«Il puzzle non è per niente complesso, è molto semplice. ASM Vendita & Servizi è una piccola società, gestita da sempre con dieci persone. Basta essere responsabili e la società funziona bene. Un nuovo manager era indispensabile: non si poteva farne a meno, visto il disastro. Chi lo ha assunto deve proteggerlo». 

Lei, da ex manager, come si sarebbe mosso?

«Avrei fatto il contrario di ciò che hanno fatto. Avrei difeso i dipendenti, tenuto lontano la politica dalla società e lavorato a favore degli utenti».

Parliamo della raccolta differenziata con i cassonetti “intelligenti”, sulla quale il Comune ha investito molto. Dopo questi primi mesi come le sembra stia andando il servizio?

«La raccolta differenziata è partita male: girando la città ce ne accorgiamo subito. Tre mesi di ritardo, tessere non ancora consegnate a centinaia di famiglie, sacchetti dell’immondizia accatastati all’aperto. ASM non esprime più da anni efficacia. Il modello scelto è il più costoso e il più complicato: lo dicono tutti gli esperti.  Nonostante queste premesse abbiamo dato il nostro appoggio alla nuova raccolta. Voghera ha la maglia nera della percentuale di raccolta differenziata di tutta la Lombardia: 36%. Siamo responsabili e non vogliamo che i nostri figli vivano in una città senza rispetto per l’ambiente. La raccolta deve funzionare bene e le responsabilità sono solo del Comune. Controlliamo giorno per giorno l’andamento».

Un altro tema scottante è costituito dal gioco d’azzardo. Voghera, con circa 80 milioni di euro giocati ogni anno, ha il triste primato di Las Vegas Italiana. Si può porre rimedio?

«Certo: basta volerlo. Il Comune deve approvare il regolamento che metta fine all’apertura di nuove sale e limiti gli orari di apertura e la vicinanza a luoghi sensibili. Siamo forse la sola città lombarda senza regolamento. Abbiamo, come partito, presentato la nostra proposta in Consiglio comunale. Nessuna risposta dalla Giunta. Avanti di questo passo installeranno le slot anche a Palazzo Gounela!»

Quando si parla di Voghera ultimamente sono 3 i temi più citati: città dormitorio, piazza San Bovo (e questione sicurezza in generale), Teatro Sociale. Un pensiero e una proposta su tutti e tre.

«Teatro Sociale. Il Teatro è l’investimento più importante di dieci anni di Giunta. Una struttura risanata di tali dimensioni e storia deve “fare la differenza” per la città, altrimenti abbiamo buttato al vento milioni di euro. Stiamo aspettando il progetto culturale che accompagni quello edilizio e prepari la comunità al suo utilizzo: ad oggi non è pervenuto. Piazza San Bovo: è un luogo sensibile della città come la stazione ferroviaria. I cittadini che ci vivono sono esasperati. I luoghi si risanano facendoli vivere, riempiendoli di iniziative e controllandoli con la vigilanza quotidiana. I proclami non servono. Città dormitorio. Turismo, facilitazioni per l’industria, finanziamenti dalla Comunità Europea, fronte comune con gli 80 sindaci dell’Oltrepò. Da anni Barbieri annuncia gli Stati generali del Territorio, ma non riesce a realizzarli perché non ha credibilità. Le ultime elezioni provinciali lo hanno testimoniato: fuori da Voghera non lo vogliono».

Giochi all’analista politico. Che scenario immagina per le elezioni 2020 a livello di alleanze? Spera che il centrodestra possa correre di nuovo il rischio di dividersi?

«Le previsioni si fanno con gli elementi oggi disponibili. Osservo un grande attivismo della Lega, baldanzosa dei risultati elettorali. Suppongo che la Lega rivendichi la carica di Sindaco. Oggettivamente non le si può dare torto. Ha raddoppiato dal 2015 al 2018 i suoi voti in città con 5000 suffragi alle politiche di marzo. Non bisogna essere politologi per constatare che è, anche in città, la forza trainante del centro-destra. Aggiungo due variabili: gli accordi provinciali e l’esito delle elezioni a Pavia e Varzi».

La Lega ha un nome forte per la carica di Sindaco?

«Forza Italia non vuole cedere la poltrona e questa contesa va risolta al loro interno. Non sta a me, ovviamente, dare indicazioni. Oggi rilevo che il capogruppo Albini è molto attivo contro Barbieri e si pone, di fatto, come suo alter ego nel centro-destra».

E delle vostre strategie cosa dice? Cosa farà il PD per guadagnare consensi in città?

«La mia posizione personale è che serva un ampio, esteso e forte “Patto Civico per Voghera” che raccolga, indipendentemente dal posizionamento politico nazionale, le migliori intenzioni per la città.  Un’alleanza che accomuni singoli cittadini, associazioni, organizzazioni sociali e culturali. L’alleanza tra PD e “Lista Civica Ghezzi Sindaco” ha funzionato ed ha raccolto l’adesione di altre forze, laiche e cattoliche, anche dopo le elezioni. Ritengo che vada sviluppata questa azione da subito, condividendo i temi centrali, per realizzare una “grande e bella alleanza” tra soggetti che vogliano dare una nuova speranza alla città. Serve un raggruppamento alla pari tra alleati, senza preclusioni e steccati. Credo fortemente in questa strategia».

di Christian Draghi

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