Giovedì, 27 Giugno 2019

BRONI - PENDOLARI E SINDACI, NASCE IL FRONTE COMUNE CONTRO I DISSERVIZI

La situazione dei pendolari è ormai tristemente nota. Ogni giorno tantissime persone percorrono la tratta Stradella-Milano a bordo di treni sporchi, vecchi e puntualmente in ritardo.  Nell’ultimo periodo però, grazie alla tenacia dei pendolari stessi, stanchi del perdurare della situazione critica, i sindaci oltrepadani si sono messi in moto per aiutarli facendo fronte comune e impegnandosi a portare in Regione le loro istanze. Tra i promotori dell’iniziativa c’è il sindaco di Broni Antonio Riviezzi.

Sindaco, com’è nata l’dea di farsi portavoce di un’azione condivisa con gli amministratori locali dell’Oltrepò in difesa dei pendolari del territorio?

«I disagi e le difficoltà quotidiane che i pendolari affrontano purtroppo sono sempre più frequenti: credo che il sindaco di una città, anche se non ha poteri o competenza in merito al trasporto ferroviario, debba sempre avere a cuore il benessere dei cittadini, per cui ho deciso di fare tutto quello che è nelle mia possibilità per perorare la loro causa presso gli enti gestori».

Qual è stato il primo passo?

«La prima cosa che ho fatto è stato di incontrare in Comune una delegazione di pendolari del territorio, per approfondire i problemi relativi al trasporto ferroviario locale, in special modo sulla tratta Piacenza – Pavia – Milano, nell’ottica di progettare un’azione condivisa di sensibilizzazione nei confronti della Regione e degli enti gestori. Lo scorso mese ho ricevuto in Comune le due portavoce Anna Musselli e Valentina Salvini».

Com’è andato quel primo incontro?

«è stato un incontro molto utile per andare a fondo dei problemi che affliggono il  sistema di trasporto locale. Mi hanno riferito di un grandissimo numero di pendolari che, stanchi dei continui disagi patiti, si sentono abbandonati al proprio destino.  D’ora in poi non saranno più soli nella battaglia per avere un sistema di trasporti più dignitoso e decoroso: alle soglie del 2019, credo fermamente che non sia più ammissibile che centinaia di pendolari, studenti, genitori con bambini ed anziani siano costretti a viaggiare quotidianamente in convogli sporchi, sovente in ritardo e super affollati. Insieme ai Sindaci del territorio, ho accolto la loro richiesta di aiuto per aprire un dialogo con le società che si occupano del servizio di trasporto pubblico ed affrontare insieme a loro le criticità esistenti».

Quali sono i maggiori problemi che riguardano in particolare la tratta ferroviaria oltrepadana e i collegamenti con Milano?

«Il problema maggiore è il ritardo dei treni, ormai all’ordine del giorno: sia sulle tratte mattutine che su quelle serali, dove ogni giorno si accumula un ritardo standard di venti minuti. I ritardi sono poi aggravati dal problema di precedenze in prossimità del passaggio a livello di Pinarolo Po, che sembra non possa risolversi; un’ulteriore criticità è costituita dal fatto che il treno in partenza da Stradella alle 7,24 e diretto a Bressana, che dovrebbe consentire di prendere il treno della tratta Asti – Milano, è costantemente in ritardo, facendo perdere ai pendolari la coincidenza».

Di quali altre criticità le hanno riferito i pendolari?

«Mi hanno fatto presente che ci sono problematiche non indifferenti riguardanti le carrozze e il materiale rotabile. La capienza dei treni delle tratte mattutine è insufficiente a contenere il numero di pendolari che usufruiscono del servizio; chi sale da Stradella in poi viaggia costantemente in piedi fino alla stazione di Pavia. Senza dimenticarci della sicurezza dei viaggiatori e degli operatori: purtroppo capita sempre più spesso di viaggiare su treni senza luce, con porte rotte, senza riscaldamento d’inverno e aria condizionata d’estate. La situazione sembra non avere una soluzione, visto che ogni giorno si verificano le stesse e reiterate criticità».

Qual è stato il passo successivo?

«Dopo aver ricevuto la delegazione dei pendolari, mi sono fatto promotore per incontrare in Comune tutti i Sindaci del territorio, una prima volta il 24 ottobre, ed una seconda, insieme a Consiglieri regionali, lo scorso 13 novembre. è stata una serata molto proficua, che ha visto la partecipazione di numerosi Sindaci, amministratori locali e dei Consiglieri regionali eletti nella nostra Provincia, al termine della quale abbiamo deciso all’unanimità di pianificare un’azione condivisa volta a sensibilizzare la Regione e le società che gestiscono il servizio in merito alle istanze poste dai pendolari».

C’è qualche buona notizia per loto?

«Una molto piccola per ora: alcuni treni nuovi saranno operativi a partire dal 2020».

Come mai gli enti gestori non riescono a garantire un servizio decente?

«I nostri consiglieri regionali non hanno mancato di sottolineare alcune criticità emerse durante i vari incontri che si sono svolti tra Regione Lombardia e il gestore Trenord. La principale problematica emersa riguarda la mancanza di personale, che influisce negativamente sia sulle corse che rispetto alla comunicazione con gli utenti, che il più delle volte non sanno a chi rivolgersi per chiedere informazioni in caso di problemi o guasti. Ci sono poi gli investimenti effettuati per Trenord, considerati insufficienti e non bilanciati tra gli attori coinvolti, considerato che Regione Lombardia ha investito circa 3 miliardi e 600 milioni mentre Trenitalia solo 170 milioni».

Voi sindaci cosa avete chiesto?

«Sono state sollevate diverse problematiche e posti dei quesiti. Franco Provini, assessore allo sviluppo economico del Comune di Stradella, ha proposto di allargare il bacino dell’iniziativa estendendolo a tutto il territorio oltrepadano, non solo ai Comuni che hanno una stazione sulla linea interessata. Maria Teresa Torretta, sindaco di Bressana Bottarone, ha sottolineato come i paesi in cui è presente un passaggio a livello vivono una situazione di disagio doppia perché i disservizi della linea ferroviaria creano problemi anche alla circolazione su strada, oltre a sollevare la questione relativi ai rimborsi: visto che è stato stimato che ogni 100 abbonamenti, ci sono 40 rimborsi, si è chiesta come possa sopravvivere una società che ogni mese deve coprire una spesa così ampia. Alessandro Zocca e Michele Pini, sindaci di San Martino Siccomario e Cava Manara, hanno fatto presente come la stazione dei treni rappresenti un asset strategico per i cittadini non solo dei Comuni che le ospitano, ma anche dei comuni limitrofi. Per questo motivo entrambi hanno fatto significativi investimenti per migliorarne l’accessibilità e favorire il trasporto ferroviario, e di conseguenza si aspettano che anche la Regione e gli enti gestori si muovano di conseguenza per migliorare il servizio ed adattarlo alle esigenze dei pendolari». 

Quali saranno le prossime mosse?

«Abbiamo concordato all’unanimità di presentare una richiesta di incontro ufficiale con l’assessore regionale ai trasporti Claudia Terzi per discutere delle criticità del trasporto ferroviario nel nostro territorio. In questi giorni stiamo terminando la raccolta delle adesioni dei sindaci e degli amministratori, oltre che dei comitati dei pendolari che hanno dato la propria disponibilità. Successivamente, tramite i consiglieri regionali che hanno dato la propria disponibilità, invieremo la richiesta di incontro ufficiale all’assessore. La buona notizia, per tutti coloro che ogni giorno prendono il treno, è che all’iniziativa intrapresa stanno aderendo anche sindaci di comuni che non avevano partecipato all’incontro del 13 novembre. Il fronte si sta allargando».

di Elisa Ajelli

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