Sabato, 25 Maggio 2019

CASTEGGIO - «CALLEGARI ARROGANTE, MA TACE LE SUE MAGAGNE»

Chiamato in causa e sentitosi denigrato dal sindaco Lorenzo Callegari nell’intervista apparsa sullo scorso numero del nostro giornale, il consigliere di minoranza di Casteggio Francesco Arnese replica alle affermazioni del primo cittadino, partendo proprio dall’ironia utilizzata nei confronti del titolo onorifico di Cavaliere della Repubblica di cui l’ex maresciallo si fregia. “Data la statura può cavalcare giusto un ippocampo” aveva detto Callegari in un passaggio dell’intervista in cui si riferiva ad Arnese. «Con questa affermazione infelice e puerile il sindaco dimostra non solo la sua arroganza ma anche lo scarso rispetto per le istituzioni – replica l’esponente della minoranza –. Il titolo mi è stato conferito dal Presidente della Repubblica e non si riferisce certo all’equitazione. Forse Callegari non sa che nella mia attività di carabiniere ho combattuto la mafia e ho dovuto anche lasciare la Sicilia anni or sono per mettere al sicuro la mia famiglia». Tolto il primo sasso dalla scarpa, Arnese prosegue: «Passando a cose più concrete, ritengo che nell’autoglorificarsi in quanto amministratore capace abbia omesso di parlare delle sue défaillance e di tutti gli episodi che hanno messo in luce la sua gestione dell’Ente come fosse cosa privata».

Il primo punto oggetto di contestazione è la ricostruzione della vicenda del plesso scolastico di viale Montebello. Le cosiddette “scuole fantasma”.

«Callegari afferma che all’inizio del suo attuale mandato aveva riscontrato una situazione economica disastrosa generata dall’ assurda ed inutile costruzione di una scuola e di una  palestra. Il danno conseguente è stato da lui calcolato prossimo ai 300 mila euro l’anno. Non ha però detto che gli immobili erano stati costruiti a “scomputo degli oneri di urbanizzazione” e che in virtù di una legge regionale vigente dovevano essere di proprietà del Comune di Casteggio.

Il che non si è verificato perché, per aggirare la citata legge i Lottizzanti avevano chiesto ed ottenuto che il Comune di Casteggio autorizzasse, con apposita delibera di Consiglio, una convenzione “capestro” che permetteva loro di riscuotere un canone mensile pari a 180mila euro annui a partire dall’ 8 maggio 2009 (data della stipula), somma che ammontava ad € 300mila per l’aggiunta di spese correlate. Tutto ciò a prescindere dall’onere di aver provveduto alla consegna dei manufatti. Per effetto di questa convenzione – continua Arnese –  il Comune non ha percepito né gli oneri di urbanizzazione e neppure la proprietà delle scuole. Anziché segnalare il tutto sterilmente alla Corte dei Conti l’Amministrazione avrebbe dovuto rivolgersi alla magistratura per denunciare i responsabili di un tale disastro economico. Non si capisce perché non l’abbia fatto, se non forse per evitare che possibili avvisi di garanzia potessero portare al commissariamento della sua amministrazione, dato che alcuni consiglieri protagonisti di quella precedente hanno finito per farne parte».

Arnese poi sposta l’attenzione sul riacquisto di Palazzo Battanoli da parte dell’Amministrazione Callegari. Secondo il sindaco “un affare”, secondo l’ex maresciallo invece un’operazione scriteriata.

«I conti di Callegari  - attacca Arnese - sembrano un gioco da illusionista. L’amministrazione aveva ceduto palazzo Battanoli per il valore di 750mila euro, che in questo modo entravano, seppure virtualmente, nelle casse del Comune. Quando Callegari ha riscontrato che la ditta non aveva eseguito i lavori pattuiti per 400mila euro, anziché riacquisire il palazzo avrebbe dovuto cercare di recuperare anche quei soldi a vantaggio delle casse comunali, andando così a scalare il debito enorme che abbiamo contratto. L’operazione Callegari ha invece peggiorato la situazione, perché oggi potevano esserci in cassa 1 milione e 100mila euro (i 750 mila della vendita più i 400mila “recuperati”) che invece, per via di un’operazione scriteriata non ci sono. La decisione è stata oltretutto presa senza delibera del consiglio comunale, per tanto in modo irregolare».

A supporto dell’accusa di gestione “privata” dell’Ente che contesta, Arnese porta alcuni esempi di decisioni amministrative. «Nel lontano ’96, con la prima Amministrazione Callegari appena insediata, l’edificio che è contiguo a palazzo Battanoli, (e mi riferisco a quello che ora contiene l’ambulatorio medico del Dr. Callegari stesso), di proprietà del Comune di Casteggio, quindi patrimonio dei Casteggiani era stato alienato e posto in vendita mediante asta pubblica. Ad aggiudicarsi l’asta, mediante offerta segreta, era stata una persona molto vicina a Callegari che non avrebbe potuto partecipare dato che la legge vieta, per ovvie ragioni, che alle aste possano prendere parte parenti, amici o prestanome di chi gestisce le aste stesse.

Il palazzo è poi stato  immediatamente venduto  ad un imprenditore edile del luogo, con una parte destinata ad ambulatorio medico. Tutto quello che dico – afferma l’ex maresciallo - è documentabile e fu in verità già oggetto di denuncia a suo tempo».

Arnese rievoca poi l’episodio della “sparizione” di un rivestimento in marmo pregiato di un camino murale collocato in un appartamento ricavato all’interno di Palazzo Battanoli che era stato occupato dal segretario Comunale Ferretti.

«In quell’occasione – ricorda Arnese – Callegari fu smentito dai Vigili Urbani stessi: disse che il Comando dei Vigili aveva presentato denuncia di furto al Comando stazione Carabinieri (di cui tra l’altro io facevo parte). Peccato che i vigili stessi dissero che non era così, precisando che qualora ci fosse stata notizia di furto avrebbe informato direttamente la Magistratura senza avere l’onere di informare i Carabinieri del luogo.

Del destino di quel rivestimento in marmo non si è più saputo nulla».

Arnese cita anche il caso di Largo Colombo. «Una piazzetta prospicente allo studio medico del sindaco Callegari già destinata ad area mercatale e poi anche a parcheggio auto, ma trasformata in altro senza i previsti consensi maturati in sede di pubblico consiglio comunale. La piazzetta è stata dotata delle cosiddette “vele”, il cui costo di impianto e le spese di manutenzione di circa 5000 euro annuo  prevedevano per essere approvate una delibera di Consiglio e non di Giunta. Orbene, in tale area il Callegari ha fatto installare una specie di gazebo con sei colonne in ghisa che se fosse stato utilizzato come vespasiano avrebbe avuto un senso, ma così com’è non serve a niente. Per tale opera sono stati spesi circa 50mila euro, versati a un fabbro locale che a sua volta l’aveva acquistata da una donna amica del Callegari stesso. Altro episodio questo che avevamo segnalato alla Guardia di Finanza».

La maggiore nota di demerito che il consigliere di minoranza riconosce al primo cittadino è però la gestione del caso AB Mauri e il problema dell’inquinamento del torrente Coppa.

«Il processo – attacca Arnese - si è concluso con una sentenza che escludeva le responsabilità del legale rappresentante dell’ASM Voghera SpA, società che gestiva il depuratore all’epoca, ma con chiare e precise responsabilità dell’A.B.Mauri SpA e del Comune di Casteggio, colpevole di essere rimasto “sordo” alle segnalazioni che inoltrava il responsabile della gestione del depuratore. Segnalazioni che rendevano evidente come i liquami della lavorazione industriale avessero parametri di inquinamento che superavano i limiti tabellari consentiti e che, per effetto  di una “deroga” a lei concessa, il depuratore si collassava ed inquinava così il Coppa».

di Silvia Colombini

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