Martedì, 22 Gennaio 2019

STRADELLA - «LISTA RINNOVATA, MA SERVONO PIÙ GIOVANI»

A maggio Stradella rinnoverà il consiglio comunale e il sindaco uscente Piergiorgio Maggi sarà regolarmente alla guida della coalizione che punta al bis, con una lista rinnovata al 50%. Attaccato sullo scorso numero dal segretario della Lega Andrea Scagni, restituisce al mittente le critiche. Il numero uno del Carroccio stradellino aveva definito la sua giunta “pessima” e politicamente inconsistente.

«Noi siamo una forza civica, lui fa politica mentre noi facciamo amministrazione» dice Maggi. «Torre Civica si impegna da anni per il bene di Stradella, e Scagni non ha dimostrato né savoir fare né fair play, un po’ come il suo leader nazionale. Dire che la giunta è pessima è un giudizio pesante, ma è comunque un’opinione che ci può stare. Dire invece che chiunque ci farà opposizione ha la possibilità di vincere è un po’ esagerato».

Scagni ha anche azzardato dei pronostici basandosi sui dati nazionali. Cosa si sente di dire?

«Gli direi di evitare di fare pronostici, perché a volte ci si azzecca, ma a volte no. Fare le sommatorie con i voti delle elezioni politiche del paese non ha senso: un conto sono le elezioni politiche, un altro le amministrative. Un conto sono le liste civiche, un conto sono gli schieramenti con i simboli. Noi da cinque legislature abbiamo fatto la scelta della lista civica. Capisco che qualcuno faccia fatica a capire questi ingranaggi».

Parliamo invece di quello che sta facendo lei per la sua città. Da tempo ormai ha iniziato incontri con la popolazione…

«Abbiamo iniziato con le assemblee per spiegare la differenziata porta a porta: da lì i cittadini hanno ovviamente chiesto anche altre cose che riguardano la città e ho proseguito con questi incontri. I nostri incontri si articolano in due momenti: prima si parla dei problemi, delle cose fatte e si cerca di capire il grado di soddisfazione. Poi ci sono  delle domande che faccio io a loro e chiedo cosa vorrebbero che venisse fatto in città e per la città».

E riuscite ad accontentare la popolazione?

«Il problema purtroppo è sempre di risorse, se avessimo quelle di dieci anni fa sarebbe diverso e sarei per tutti un sindaco molto più bravo! Ma purtroppo non è così. Non si può fare tutto e servono delle priorità. Logicamente in questi anni abbiamo fatto dei lavori e messo le basi per il futuro: una legislatura sola non basta più per portare a casa risultati soddisfacenti perchè non ci sono le risorse adeguate».

Dagli incontri fatti ha percepito soddisfazione per il suo operato?

«Da quello che vedo io, le scelte che ha fatto questa amministrazione sono condivise. Come ho detto prima, cinque anni sono un tempo breve, bisogna saper impostare il lavoro anche per gli anni successivi».

Vi rimane qualche punto del programma da attuare?

«A voler vedere, l’area sgambamento per i cani. Ne avevamo individuate due ma le persone che abitavano vicino si sono un po’ risentite e quindi abbiamo dovuto cercare altrove».

Tornando sulla raccolta differenziata, Scagni della Lega l’ha definita un vero disastro…

«Questa me la deve spiegare. Siamo a partiti a marzo con un 30% di differenziata e siamo a novembre al 60%...lo chiamiamo disastro? Non direi proprio. Abbiamo già raggiunto l’obiettivo che era prefissato per il secondo anno. Ma questo non è un merito mio, è un merito dei cittadini. Non tutti, certo, ma la maggioranza collabora e lo fa nel migliore dei modi».

Per le prossime elezioni sono previsti molti volti nuovi?

«Assolutamente sì. Rinnoveremo almeno il 50% la lista».

Punterete sui giovani?

«Per quanto riguarda i giovani, devo dire che sono sempre i primi che cerco di contattare, ma non è semplice. Agli incontri ne ho visti due, solo due. I giovani interessati alla vita amministrativa della città sono davvero pochissimi…ma spero che capiscano che le scelte e il futuro della città di Stradella sono nelle loro mani. Se hanno amore per la loro città devono dimostrarlo e mettersi in gioco.

Non si chiede loro di candidarsi a sindaco, ma di iniziare un percorso che magari un domani potrà portarli a quello».

Pensa che lo scarso interesse sia una colpa da imputare ai giovani?

«Faccio fatica a criticarli, perché in realtà penso che sia stato fatto loro un grande torto a livello di scelte politiche in generale dal dopoguerra ad oggi: non ci si è mai occupati abbastanza dei loro problemi e, negli ultimi anni, non si è stati in grado di garantire loro dignità e lavoro. Secondo me il loro disinteresse parte da lì. Sono poi dell’idea che i giovani devono fare anche degli sbagli e devono ragionare con la loro testa, non con la nostra».

di Elisa Ajelli

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