Sabato, 25 Maggio 2019

VOGHERA «MALUMORI CON GHEZZI? UN PO’ DI ZUCCHERO NEL CAFFÈ E PASSA TUTTO»

Alessandra Bazardi è stata confermata alla guida della segreteria vogherese del Partito Democratico. Eletta con il 90% dei consensi, seppur in una “corsa” dove era l’unica concorrente, avrà il compito di guidare il partito alla difficile sfida delle elezioni comunali del 2020. Recuperare consensi e terreno sui rivali del centrodestra in città non sarà facile. Una sfida che, considerati i numeri di una città da quasi vent’anni “azzurra” come Voghera, risulta ardua quanto quella del piccolo Golia contro il gigante Davide.

Bazardi, partiamo dalla sua conferma alla guida del partito. è stato difficile convergere su una candidatura unica?

«Non so se, come fu nel 2015 per la mia prima elezione, in questo caso si possa parlare di candidatura unitaria, io ho presentato il mio programma e progetto per la città che è stato condiviso da tanti e che ha aggregato la quasi totalità del partito. Non so dire se ci fosse la volontà di candidare anche qualcun altro, penso di sì, è naturale quando occupi un ruolo avere avversari, forse non sarebbe stato male confrontarsi all’interno, ma di fatto nessuno lo ha fatto».

Perché secondo lei?

«Forse perché ha capito che non avrebbe avuto i numeri per vincere oppure perché ho lavorato bene in questi anni e si è deciso di portare avanti il progetto iniziato per completarlo. Sono stata eletta con 106 voti, oltre il 90% dei consensi. Ed è una grossa responsabilità, lo ammetto. Poche schede bianche o nulle, una decina, hanno stimato chi non era d’accordo col progetto. A me il compito di convincere anche loro».

A proposito di persone da convincere. Si dice che il suo rapporto con Pier Ezio Ghezzi non sia idilliaco. Può spiegare che rapporti di forza ci sono all’interno del PD vogherese e come stanno le cose tra lei e l’attuale leader dell’opposizione in consiglio comunale?

«In un partito ci possono essere discussioni, confronti, punti di vista diversi e forti personalità che si scontrano, ma non deve mai mancare il rispetto per le persone, i ruoli e gli organismi. Io questo rispetto l’ho sempre avuto o almeno ci ho provato con tutti e spero che la cosa sia reciproca. Poi certo Voghera è maestra nel creare gossip, nei bar si sente di tutto. Servono lavoro e consensi, non rapporti di forza. Per il resto un bel cucchiaino di zucchero nel caffè e passa tutto». 

Lei condivide la linea di Ghezzi?

«Esiste una linea del partito, condivisa e portata avanti da tutti, non una linea dei singoli. Tutto il gruppo dirigente vogherese sta lavorando per un nuovo progetto che ha come obiettivo vincere le prossime amministrative. Pier Ezio Ghezzi è stato il nostro candidato sindaco e ha dimostrato di essere competitivo assieme al Pd e alla lista civica arrivando a 200 voti dalla meta. Ora è impegnato nel progetto quartieri e in consiglio comunale e resta una preziosa risorsa per il partito».

Parliamo della vostra recente azione relativa al caos bollette in Asm. Facendo prima un passo indietro: può spiegare che cosa è accaduto e a chi crede vadano imputate le responsabilità?

«Asm Vendite e Servizi è sempre stata una società fiore all’occhiello e ben gestita, poi qualcosa si è rotto, alcuni dipendenti hanno lasciato l’azienda, sono stati improvvisamente cambiati i vertici del Cda e inserite persone tramite agenzie interinali che però non sono riuscite a gestire gli imprevisti causando disservizi per gli utenti, fatturazioni strane, bollette a emissione non regolare. Una situazione di emergenza che va avanti da mesi e che ultimamente ha portato addirittura a una riorganizzazione interna come dichiarato dalla presidente Monica Sissinio (alla quale va dato atto di essersi impegnata) e l’annuncio di un nuovo responsabile».

Avete iniziato una raccolta firme su questa situazione. A quale scopo?

«Lo scopo è raccogliere il malumore dei cittadini per renderlo palese agli occhi dell’Amministrazione, alla cui attenzione la raccolta firme sarà poi sottoposta. Nessuno è contento della situazione di ASM, tutti dobbiamo contribuire alla risoluzione del problema, ma è indubbio che il caso bollette assieme a quello della nuova raccolta differenziata sia il tema che tiene banco. Nell’ultimo consiglio comunale sono state presentate alcune interpellanze a cui i vertici di Asm hanno risposto in modo parziale e non del tutto soddisfacente, specie sulla parte relativa ai rinnovi dei contratti. E pertanto continueremo a “interpellare” per avere risposte, a fare accesso agli atti, a batterci per arrivare a una soluzione.

Sui giornali se ne è parlato tanto, ma alla gente non basta sapere che il problema esiste e leggere promesse. Vuole vedere i fatti».

Non crede che la raccolta firme possa essere considerato un mero atto propagandistico?

«No, perché ha lo scopo di dare forma alla voce e al disagio della gente quantificandolo e sensibilizzare l’amministrazione comunale e i vertici di Asm. Vedere la gente chiedere dove si firma e avvicinarsi al nostro banchetto conferma che il problema esiste in città e non va sottovalutato. Il ruolo dell’opposizione è fare politica sollevando i problemi laddove ci sono, con fine ultimo il bene della città».

Quante firme avete raccolto?

«Abbiamo appena iniziato. In due mercati di circa due ore hanno firmato oltre 130 persone, ma stiamo proseguendo la raccolta in sede, organizzeremo altri momenti per tutto il mese di dicembre. Credo che ne raccoglieremo parecchie».

Passiamo al destino del centrosinistra vogherese in vista del 2020. Facessimo dei sondaggi oggi, ammesso che la Lega non decida di “tradire” la coalizione di centrodestra, non avreste molte chance...

«Le elezioni a Voghera saranno nella primavera del 2020. Un tempo medio lungo. E in politica le cose cambiano molto rapidamente. Ora il vento della destra soffia in tutta Europa, in Italia e quindi anche su Voghera. Non dimentichiamoci però quello che accadde nel 2015 e che oggi registriamo: il centro destra andò alle elezioni spaccato, con due candidati. Ora in città abbiamo una situazione strana e per certi aspetti singolare: Lega e 5 Stelle sono insieme all’opposizione di una giunta di Centrodestra, insieme come al governo».

Lei crede in un possibile asse Lega-5 Stelle anche in città?

«No, secondo me si punterà a una coalizione a destra. La Lega è forte e non penso rinuncerà al candidato sindaco. Occorre vedere se il resto del centrodestra è disposto ad avere un ruolo da comprimario o se vuole continuare ad essere protagonista in città. Un partito come Forza Italia che a Voghera ha una percentuale maggiore al nazionale e che al momento guida la città lascerà lo scettro alla Lega? I segnali arriveranno anche dal nazionale e dalle prossime amministrative, in primis a Pavia, anche se Voghera fa sempre un po’ a parte».

Da anni in città la sinistra non ha un “uomo” forte da contrapporre al candidato della destra... Nel 2020 sarà la volta di una donna? Magari proprio lei?

«Siamo reduci da un congresso in cui abbiamo eletto una donna Segretario Provinciale, ma prima dei nomi ci vogliono i programmi. O meglio i progetti. Abbiamo bisogno di gettare le basi per un grande progetto di centro sinistra per la nostra città che sia il più possibile inclusivo e aperto. Un progetto così ambizioso non deve avere solo come tappa le primarie. Deve nascere dalla base, dai contenuti e dal radicamento in città prima che dai nomi».

Avete una strategia?

«è da tre anni che lavoriamo nei quartieri con iniziative che hanno come finalità quella di trovare consensi e persone, in una modalità civica ma che sia di apertura e non di sostituzione. Dobbiamo avere l’umiltà di ascoltare gli elettori e di porci in modalità ascolto anche con le altre forze politiche e civiche della città laddove ci siano punti di unione. Anche se il partito deve tornare ad essere il punto di partenza, il punto da cui ampliare i consensi».

Da ormai 20 anni Voghera è una roccaforte del centrodestra. Dove è mancata la sinistra in questo lungo periodo?

«è mancato il radicamento sul territorio, con il mondo della società civile, c’è stato un allontanamento del nostro elettorato storico popolare e il mondo del sindacato. Il profilo dell’elettorato è cambiato e abbiamo perso quello che per anni ci dava fiducia. E poi se si analizzano i dati delle precedenti elezioni nel Centrodestra ci sono alcuni “portatori di voti” eccellenti che la sinistra non ha avuto.  Quindi occorre trovare punti di riferimento territoriali e politici».

di Christian Draghi

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