Sabato, 25 Maggio 2019

VAL DI NIZZA - RISARCIMENTO DANNI PER IL GELICIDIO «ALL’OLTREPÒ SOLO LE BRICIOLE»

Arrivano dalla Regione i risarcimenti per il gelicidio dell’anno scorso e l’Oltrepò si rivela subito una cenerentola. “Solo” 180mila gli euro stanziati in favore dei Comuni martoriati dal maltempo, una cifra che, se paragonata ai 10milioni ottenuti da Piacenza, mette in evidenza ancora una volta come il peso specifico di questo territorio sui tavoli della politica sia inconsistente. Il sindaco di Val di Nizza Franco Campetti è uno di quelli che dovranno accontentarsi delle briciole.

«A Val di Nizza arriveranno 5.000 euro, che corrispondono al rimborso delle spese di prima emergenza che il Comune ha sostenuto per garantire la viabilità sulle strade che collegano le frazioni. Di questo ringrazio Regione Lombardia e l’Assessore Fioroni che hanno recepito le nostre richieste e ci ha rimborsato di quanto come comuni abbiamo anticipato. Purtroppo però – siega Campetti - i danni sia diretti che indiretti sono stati molto consistenti e occorrerebbero per il territorio della Comunità Montana almeno dieci milioni di euro».

Sindaco, come mai non si è potuto ottenere risarcimenti più congrui secondo lei?

«Siamo rimasti per un giorno praticamente isolati, senza luce, telefono e acqua potabile, una situazione veramente surreale che credo non è stata recepita nella sua globalità, tanto è vero che il Governo di allora non ci ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, cosa che peraltro è stata riconosciuta nella vicina Piacenza».

Con questi pochi soldi cosa si può fare?

«Poco. Ovviamente occorrerebbero altri fondi, sia per il Comune che per gli agricoltori per intervenire nei boschi dove si sono registrati i danni maggiori. La viabilità principale nei boschi è garantita perché squadre di volontari (in particolare agricoltori, cacciatori e motociclisti) si sono resi disponibili a lavorare soprattutto nei fine settimana, coordinati dal Comune. In questo modo oltre a rendere fruibile i boschi, abbiamo garantito, in caso di incendi, la possibilità di accesso e di intervento da parte delle squadre antincendio e dei vigili del Fuoco».

Com’è la situazione a Val di Nizza in vista dei rigori invernali? Avete preso contromisure?

«Come ogni anno come giunta comunale predisponiamo il piano neve, abbiamo un trattore di proprietà comunale munito di lama spartineve e di spargisale, al quale affianchiamo un analogo mezzo messo a disposizione da un privato. Con i due mezzi riusciamo a garantire il servizio sia di spargisale a prevenzione del ghiaccio che il servizio spazzaneve a tutte le frazioni, che sono  23  per un totale di 25 KM di strade, spesso strette e ripide».

L’impressione è che troppo spesso in Oltrepò si preferisca piangere il latte versato... In estate sono stati effettuati lavori di pulizia dei boschi a lato delle strade in modo da prevenire anche in caso di nuovo gelicidio danni ingenti?

«Premettendo che il gelicidio è stato un evento eccezionale veramente non prevedibile, che spero non si ripeta, dico che sulle strade comunali siamo intervenuti, sia direttamente che sollecitando i privati, che hanno provveduto a rimuovere le piante in fregio alle strade, mettendo in sicurezza la viabilità. Ma pulire i lati delle strade eliminando tutto ciò che si trova a 10 metri dalla carreggiata come imporrebbero certe norme non sempre è possibile: va considerato che in alcune situazioni, mi riferisco ad esempio nella frazione di Poggio Ferrato, dove la strada che collega a Oramala passa nel bosco, fare un taglio di piante deciso porterebbe conseguenze ben peggiori per il dissesto idrogeologico».

Parliamo di Aree Interne. Un progetto di cui da tempo ormai si parla...ma quando arriveranno i fatti? Quali progetti avete messo in campo come Comune?

«Effettivamente di Aree Interne si parla da tempo, ma l’iter burocratico di approvazione delle risorse non è ancora stato completato, anche se oramai siamo in dirittura di arrivo. A Val di Nizza abbiamo previsto la ristrutturazione della ex-scuola di Sant’Albano, nell’ambito del progetto Comunità ospitale, che prevede la ristrutturazione di due appartamenti che saranno destinati ad ospitare potenziali turisti. Abbiamo previsto inoltre un punto per il noleggio di biciclette (mountain bike), anche a pedalata assistita, per le quali stiamo studiando la segnaletica di percorsi adatti in prospettiva di promuovere questo tipo di sport e conseguentemente di turismo. Infine abbiamo previsto il rifacimento dell’illuminazione pubblica con il posizionamento di lampade a led, con due obbiettivi: ridurre i costi di manutenzione e funzionamento e potenziare il servizio».

Si vociferava di una possibile chiusura a giorni alterni da parte di Poste Italiane degli uffici nei comuni più piccoli. Ha notizie al riguardo?

«Sì, ho partecipato recentemente, insieme ad altri colleghi Sindaci della Valle Staffora, ad un convegno organizzato da Poste Italiane a Roma. Erano presenti il Presidente e l’Amministratore delegato di Poste, il Premier Conte, i Ministri Buongiorno e Salvini ed oltre 3000 Sindaci dei piccoli comuni o meglio come ci ha definito il Presidente Mattarella, comuni meno densamente popolati. Da quanto emerso le politiche di Poste Italiane sono ora differenti con un’ inversione di tendenza rispetto al passato. Infatti l’AD ha dichiarato, tra l’altro, che non intende chiudere nessun Ufficio Postale. Una notizia che ho appreso con piacere, anche perché in passato Poste ha tentato di chiudere a giorni alterni l’ufficio di Val di Nizza, in contrasto con la normativa vigente, tanto che come Comune abbiamo dovuto ricorrere al TAR per vedere riconosciuto i nostri diritti. Siamo un Comune senza banche, per cui la presenza di un ufficio postale diventa essenziale. Sono lieto di poter rassicurare i miei concittadini».

di Christian Draghi

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