Martedì, 11 Dicembre 2018

BRESSANA BOTTARONE - DROSCHI: «DI FATTO SIAMO ALLA PARALISI. MI PONGO COME FEDERATORE»

Le acque della politica bressanese sono ormai da tempo agitate, e la situazione non accenna a placarsi. Stiamo entrando nell’ultimo inverno prima delle elezioni comunali: ciò che accadrà nei prossimi mesi deciderà i risultati elettorali del prossimo anno. Un ruolo determinante nella costruzione del clima d’opinione sarà svolto dalle realtà associative; siano esse storiche, o costituite in tempi recenti, esse coinvolgono un numero di cittadini non trascurabile da chi si candida a guidare la macchina amministrativa. Bressana, sotto questo profilo, è un paese in fermento. Sarà rilevante, inoltre, l’appoggio che i gruppi politici del livello provinciale verranno a proporre agli schieramenti; a tale proposito si è registrata, di recente, la presenza di un gazebo della Lega in paese, al quale diversi cittadini si sono avvicinati non solo per una semplice conversazione, ma per iscriversi formalmente al partito. Molti guardano con attenzione alla posizione di Filippo Droschi, capogruppo di minoranza e, secondo i rumors, candidato in pectore di un’ampia coalizione. Abbiamo discusso insieme a lui di alcuni temi di attualità, con un occhio particolare alla programmazione.

Sul numero di ottobre, ‘‘Il Periodico’’ ha parlato dello stato di incertezza che riguarda Viale Resistenza a Bressana Bottarone, con i suoi pioppi secolari. In seguito a sfavorevoli eventi atmosferici, la pista ciclabile che costeggia il viale è stata e rimane tuttora chiusa per il pericolo di caduta di questi alberi, mentre le automobili transitano senza limitazioni a pochi metri di distanza. Monica Sacco, cittadina di Bressana ed esponente della Lega, ha chiesto delucidazioni alla Polizia Locale a proposito di questa incongruenza. La risposta ha lasciato perplessi molti: la Polizia Locale dice di non adottare provvedimenti se non su richiesta dall’Ufficio Tecnico. Che, in linea generale, si muove su input dell’Amministrazione.

«Di fatto siamo alla paralisi, in quanto l’incapacità della maggioranza di prendere decisioni tempestive al riguardo, crea caos anche negli altri uffici comunali, che si trovano in una evidente condizione di anarchia. Chi deve fare cosa e in quali termini, attualmente è un rebus. Sulle tematiche importanti questa amministrazione non riesce a dare risposte concrete ai cittadini. Nel caso di viale Resistenza, la cui pista ciclabile è chiusa dallo scorso mese di luglio, è evidente che si è incapaci di correre ai ripari con le tempistiche giuste. Peraltro siamo in una stagione particolarmente inclemente con raffiche di vento improvvise e violente; cosa aspettano ad intervenire? Perché nessuno si prende a cuore il problema che a questo punto diventa contingente? Il problema di viale Resistenza coinvolge non solo i residenti di Cascina Bella, ma tutti coloro che quotidianamente percorrono quel viale. Il sindaco non ci sente, ma il problema rischia veramente di ingigantirsi, non si sa con quali risvolti».

Cosa dovrebbe succedere per chiudere questa vicenda che va avanti, ormai, dal mese di luglio?

«Al momento si è in attesa che il tecnico incaricato dal comune prepari la perizia. La maggioranza avrebbe dovuto condividere la scelta del tecnico quantomeno con i comitati che in questo frangente si sono compattati intorno al problema di viale Resistenza, invece ha deciso tutto in autonomia. Per quanto riguarda i pioppi empiricamente abbiamo accertato che c’è il rischio di caduta, per cui a mio avviso dovremmo pianificare un piano di sostituzione graduale con esemplari clonati della stessa essenza arborea. Cosi nell’arco di alcuni anni avremmo l’intero viale con alberi giovani. Questa operazione, auspicabilmente, si dovrebbe finanziare utilizzando contributi europei».

Continuiamo a parlare di attualità. Il Consiglio Comunale ha appena adottato un nuovo Regolamento Rifiuti. Cambierà qualcosa, nel concreto? Cosa, invece, dovrebbe - e potrebbe - cambiare, secondo il suo punto di vista, in quanto alla gestione dei rifiuti?

«Il regolamento rifiuti appena approvato non ha nulla di particolare, l’unica curiosità sta nel fatto che è stato approvato a dieci mesi dalla fine della legislatura. In pratica siamo stati quattro anno e mezzo senza un regolamento. Ancora una volta ravvedo un’evidente mancanza di un disegno politico, si naviga a vista verso l’ultimo semestre di mandato. Mi spiace evidenziare solo che per i cittadini nulla è cambiato dal punto di vista dei costi in quanto la TARI, che nei comuni dove si fa la differenziata diminuisce, a Bressana continua a salire».

L’opposizione, su tutti i temi della politica bressanese, ha dimostrato di essere compatta; tant’è che sono cresciuti i consensi e anche gli endorsement. Quali sono le prospettive, in vista della scadenza elettorale del prossimo anno?

«La minoranza da quattro anni lavora con obiettivi condivisi e lungimiranti per il bene della comunità, cercando anche di dare risposte a scelte della maggioranza che per noi erano incomprensibili: la gestione dei rifiuti, la pista ciclabile, gli attraversamenti pedonali e non da ultimo il problema delle piante di via Resistenza, per citarne alcuni. Così con Felice Ciardiello e Daniela Guardamagna abbiamo creato un gruppo unico di opposizione che negli anni ha saputo confrontarsi con tutti: associazioni e singoli cittadini.

In vista del prossimo appuntamento elettorale del 2019 mi pongo come federatore di una lista civica di cui faranno parte tutti quei bressanesi che, a prescindere dall’appartenenza politica, vogliono costituire un gruppo capace di migliorare Bressana e renderlo un comune più efficiente, che sappia dare risposte concrete alle richieste dei suoi cittadini».

Come reagirà il mondo del civismo a questo nuovo soggetto politico? Penso in particolare alle associazioni…

«Negli ultimi anni i comuni si sono visti ridurre le risorse in modo drastico. Questo ci deve far capire che la collaborazione con le associazioni è fondamentale. Noi pensiamo di andare oltre la semplice collaborazione creando una vera e propria sinergia con le associazioni. Bressana, ad esempio, ha un Auser che è il fiore all’occhiello a livello provinciale. Con questa associazione va creato un coordinamento costante di idee e risorse, cosi che il comune possa essere aiutato in tutte quelle attività che possano essere svolte da volontari. Vogliamo poi estendere questo modello ai cittadini. Bressana ha tanti pensionati, penso all’idea di trovarne uno per ogni via che tenga i rapporti con il comune, cosi da segnalare in tempo reale problemi o proporre idee».

Gianfranco Ursino, la scorsa estate, si è dimesso dal suo assessorato e ha intrapreso una linea di opposizione, autonoma ma intransigente. Dopo aver allacciato rapporti quasi “fraterni” con l’altro sfidante alle scorse elezioni, Felice Ciardiello, e dopo aver promosso la nascita di un gruppo di lavoro quanto mai inclusivo e affiatato, pensa incontrerete anche con Ursino temi su cui collaborare, e soprattutto una linea comune?

«Con Felice i rapporti sono di grande amicizia in quanto entrambi siamo mossi solo ed esclusivamente dal desiderio di fare il meglio per il paese in cui viviamo. Anche in Gianfranco è evidente l’operare per il solo bene del paese».

di Pier Luigi Feltri

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