Venerdì, 16 Novembre 2018

ARENA PO - «MEZZI PESANTI NEL CENTRO ABITATO, SERVE UNA DEVIAZIONE»

Arena Po è uno dei Comuni più grandi dell’Oltrepò e recentemente ha affrontato delle ingenti spese in opere importanti, quali la bonifica della Lanca e l’installazione di una pavimentazione a pavè in alcune zone del centro. Il consigliere di minoranza Paolo Marconi, imprenditore, spiega come il paese abbia l’urgenza di essere rimodernato non solo nel centro, ma nella sua totalità e denuncia alcuni problemi urgenti, come quello legato al traffico di mezzi pesanti nel centro abitato.

Marconi, cosa accade?

«Chiudendo il ponte di Castel San Giovanni il traffico si è spostato totalmente sulle strade di Parpanese, Ripaldina e Arena Po. Diciamo che passando nel centro abitato si creano disagi non solo per gli abitanti (che comunque soffrono sia di inquinamento acustico sia di quello propriamente tossico), ma anche per la viabilità e per gli automobilisti, perché i veicoli passano a velocità elevate, spesso oltre i limiti di velocità e si formano situazioni pericolose; inoltre il manto stradale si usura sempre più velocemente. Io spero che il prima possibile vengano installati dei cartelli di divieto che obblighino i camion a deviare il tragitto. Oltretutto spesso dei camionisti, non conoscendo la nostra zona, si infilano magari in vie strette del centro, senza riuscire poi a passare e bloccando la circolazione dovendo fare infinite manovre per tornare indietro».

Ad Arena Po manca anche il vigile fisso. Di certo questo non aiuta nel controllo delle strade…

«Arena Po è uno dei comuni più grandi dell’Oltrepò (quasi 25 km di raggio), quindi penso sia doveroso per un centro come il nostro, la presenza di una figura che vigili sulle strade e per la sicurezza dei cittadini. Noi per ora abbiamo solo il vigile del comune di Bosnasco che viene prestato ogni tanto, ma non si può parlare di una presenza assidua, poiché giustamente possiede altre zone in cui operare».

Una delle battaglie che ha annunciato è poi per la creazione di un’area per lo stoccaggio degli elettrodomestici dismessi all’interno della discarica di Arena Po. Che ci dice di questo progetto?

«Nella discaica di Arena non non si possono abbandonare gli elettrodomestici, ma è necessario trasportarli fino a Stradella: per chi ha più di 75 anni esiste un servizio di ritiro a domicilio gratuito dei rifiuti elettrici, ma per gli altri abitanti avviene tutto a proprie spese. Io so che ci sarebbe la possibilità di adibire una struttura apposita agli elettrodomestici anche all’interno della discarica di Arena Po, ma che l’idea non rientra ancora fra le decisioni dell’amministrazione. Il mio impegno vorrei che fosse anche quello di spingere per l’istallazione di un cassone ecologico di stoccaggio per tutti gli elettrodomestici; il mio obiettivo da sempre è quello di seguire il cittadino in quelle che possono essere le sue difficoltà e i disagi di tutti i giorni».

Qual è il vostro parere riguardo all’attuale amministrazione del sindaco Belforti?

«Personalmente, ma parlo anche a nome della minoranza, non posso parlare male dell’attuale sindaco. Io, assieme ad altri giovani rappresentati della popolazione, abbiamo organizzato alcuni eventi, all’interno dei quali ci siamo sempre sentiti presi in considerazione riguardo le nostre idee e le nostre iniziative. L’unico aspetto “negativo”, come dicevo prima, può essere quello delle sue scelte politiche e intendo la sua preferenza nel mettere come priorità alcune cose rispetto ad altre, ma si tratta comunque di idee e di visuali, non si può dire che non abbia fatto cose importanti».

Pensate che le maggiori opere attuate dall’amministrazione (ad esempio la bonifica della Lanca che bagna il centro del paese, le numerose opere di ristrutturazione del manto stradale del centro, la dichiarazione di Borgo d’Arte con la partecipazione dell’Accademia di Brera) fossero fra le più urgenti e importanti da compiere per il vostro paese, o pensate che ci fossero altre priorità?

«Riguardo al bonifica della Lanca, io posso dire che il canneto ormai è morto da tempo. Penso che non fosse prevedibile che il canneto morisse, prima della sua realizzazione, ovviamente; dietro a questo lavoro esiste un discorso più ampio, tecnico, di cui forse non sono bene a conoscenza, ma nel complesso quello che vedo è che: sì, la lanca è stata inizialmente bonificata e la melma stagnante che c’era prima ora non c’è più, ma il canneto ha terminato la sua funzione essendo morto, ora serve dell’altro. Dovrebbero partire a breve dei lavori di deviazione di una fognatura che scarica all’interno della Lanca, ovvero deve essere realizzato una parte della fognatura che prima mancava, spero che questi lavori vengano realizzati in breve tempo vista la loro necessità. Riguardo all’installazione del pavè nella parte centrale del paese, non si può dire che sia stata una decisione totalmente sbagliata, assolutamente, ma io avrei cercato di spalmare tutti quei soldi in maniera omogenea su tutto il territorio del paese. Arena Po, come dicevo prima, è molto ampia e alcune frazioni e alcune zone sono quasi del tutto lasciate a se stesse, soprattutto se si parla di strade e manto stradale. Ricollegandomi da qui, al fatto che siamo stati nominati Borgo d’Arte, condivido e sposo in pieno il discorso dell’affiliazione a Brera, assieme al professore e maestro Gaetano Grillo, ma avrei cercato di allargare questo discorso a tutto il paese. Arena Po non è solo la piazza e il centro del paese, ma del paese fanno parte anche tutte le sue varie frazioni, le altre vie anche più periferiche; ora come ora se ci si sposta dalla piazza sembra di essere in un altro paese».

Il parere del sindaco tempo fa era quello che l’unione con l’Accademia di Belle Arti di Brera dovesse apportare al paese benefici di vario tipo, da un maggiore popolamento all’aumento della ristrutturazione degli edifici su iniziativa dei cittadini. Lei cosa ne pensa?

«Io lo spero come lo spera il sindaco. Sicuramente il fatto di essere supportati da una grande Accademia come quella di Brera, con alcune bellissime opere che ci hanno prestato in concessione per abbellire la passeggiata sulla lanca, non è una cosa da poco, anzi. Penso sia un grande vanto per noi, un modo anche per diversificarsi da tutti gli altri paesi dell’Oltrepò, che quasi nella totalità sembrano vivere solo di turismo vitivinicolo e agricolo: noi abbiamo anche altro».

Cosa ci dice della Ciclovia del Po? Il percorso è interrotto in numerosi punti, alcuni tratti sono del tutto lasciati andare e non mantenuti puliti e percorribili. Per quale motivo? Qual è il vostro parere?

«La Ciclovia del Po ha proprio questo problema di non essere stata progettata in maniera continuativa. Una cosa molto importante da fare nei prossimi anni sarebbe proprio quella di aggiustare il suo tragitto comprendendo anche altre zone che fanno parte del nostro Comune.

Inoltre assieme ad altri giovani abbiamo creato un gruppo che ha la passione della navigazione sul Po’, che con i nostri barconi percorriamo per passatempo e sarebbe una grande idea quella di creare un porticciolo per le barche, sarebbe anche un modo per aumentare il turismo. L’idea è stata ben accolta da tutti, sindaco compreso, anche se purtroppo per ora rimane solo un discorso e non si è parlato concretamente della sua realizzazione».

Tempo fa si parlava molto di una ragazza giovane che di sua iniziativa ha deciso di investire in un’attività particolare sul Po, “La motonave Beatrice”: in che modo è stata accolta dal paese e che cosa è stato fatto da parte del comune per aiutarla nella sua attività?

«Inizialmente è stata accolta con un po’ di curiosità, poi è stato naturale vederla invece come una bellissima presenza nel nostro comune. Purtroppo quando l’acqua del Po è più bassa, nei mesi estivi, il suo lavoro è limitato, con il rischio che il battello si incagli, ma credo che possa funzionare molto bene da questo periodo in poi. Da parte del Comune si è sempre cercato di comprenderla in tutte le nostre feste e le nostre manifestazioni, come a giugno durante la fiaccolata sul Po: il suo battello è un ottimo mezzo per accompagnare i nostri turisti alla conoscenza del nostro amato Fiume e dei bellissimi borghi che lo costeggiano».

Quali sarebbero i punti di forza di un vostro possibile programma elettorale futuro?

«Per ora non esiste un vero e proprio programma elettorale, siamo giovani e stiamo entrando ora in questo mondo, quindi fino ad ora non abbiamo ancora pensato di competere per l’amministrazione, ma al centro della nostra possibile campagna, in primo piano sarebbero la visione più totale del paese, il manto stradale delle strade principali ma anche quelle più periferiche e in generale quello di porre migliorie al paese cercando di renderlo più omogeneo e sgravando il divario che si nota fra il centro e le zone secondarie».

di Elisabetta Gallarati

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