Sabato, 17 Novembre 2018

VARZI – “PIETRAGAVINA, COME ALTRI BORGHI DELL’OLTREPÒ MONTANO, CUSTODISCE ANCORA IL SAPORE GENUINO DI UNA VOLTA, CHE DEVE ESSERE CUSTODITO E PROTETTO”

Elena Lucchini, deputata Lega Nord, conosce bene Pietragavina, paese vivo nei suoi ricordi d’infanzia. Sa che la sopravvivenza del luogo è legata a filo doppio all’operosità e alla voglia di fare di chi anima le associazioni che profondono un impegno ricompensato solamente dalla soddisfazione di veder rivivere Pietragavina. Forte dell’esperienza maturata nella sua ascesa politica Lucchini è pronta a dare il suo contributo per la rinascita del piccolo borgo.

Pietragavina è stata per molto tempo meta  di soggiorni estivi, complice la vicinanza alle città di pianura e l’aria “buona”.  Anche lei è particolarmente legata a Pietragavina.

«Pietragavina è un luogo a me molto caro perché ha dato i natali alla mia nonna materna alla quale sono molto legata e dunque rappresenta un posto speciale nel quale affondano le mie radici. Ho trascorso inoltre gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza a Pietragavina ed ho un ricordo meraviglioso di quei momenti. Ancora oggi, quando torno a casa, perché sento questo luogo come tale, il profumo dell’erba tagliata o del fieno appena raccolto mi fa riaffiorare ricordi delle scampagnate estive in compagnia dei miei cugini verso il campo da tennis o verso la pineta e l’immancabile focaccia del Vegè per lo spuntino pomeridiano. Ad ogni angolo di Pietragavina potrei associare un momento, un pensiero della mia vita che rimane indelebile nei miei ricordi».

Festa della Castagna è certamente il cavallo di battaglia di Pietragavina. Merito dei tanti volontari che l’hanno tenuta in vita. Quanto sono importanti le associazioni e le proloco per un territorio come l’Oltrepò Pavese?

«Le associazioni di volontariato e le proloco sono il vero motore del nostro Oltrepò Pavese, la passione che li sprona ogni anno ad organizzare eventi, pur con tutte le difficoltà del caso, è ammirevole. Pietragavina, come altri borghi dell’Oltrepò montano, custodisce ancora il sapore genuino di una volta, che deve essere custodito e protetto.

L’amore per il proprio paese, la voglia di mantenere vive certe tradizioni stimola in modo lodevole il Presidente della proloco Massimo Guidi, insieme a tutta la squadra dei volontari, nell’organizzazione di eventi, tra questi il più importante è la famosa festa della Castagna, e questo mi rincuora molto perché la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre origini sono il bene più prezioso che abbiamo».

Lei è certamente una donna molto impegnata e spesso lontana dalla sua terra, ma trova sempre e comunque il tempo di essere presente a manifestazioni popolari. Che valore ha per lei essere presente sul territorio e tra la gente?

«Dalle risposte precedenti credo che si sia ben percepito quanto sono legata alla mia terra e alla mia famiglia. Amo viaggiare, lavorativamente parlando, perché mi permette di conoscere ed imparare ma, più sono lontana e più viaggio, più mi rendo conto che non c’è nessun posto che possa sostituire casa. Questa è una cosa della quale troppo spesso, nella quotidianità di tutti i giorni, ci dimentichiamo e non apprezziamo. Quando sei lontano da casa, parlo anche per altre esperienze vissute in passato, i momenti trascorsi nei tuoi luoghi e tra la tua gente sono impagabili.

Il ritorno da Roma lo vivo come i cavalli quando tornano alla stalla, non vedo l’ora di arrivare!».

Pietragavina negli anni ‘90 era molto conosciuta per i suoi locali, il Brallo nei medesimi anni era meta di molti turisti e di seconde case. Sono due esempi eclatanti di piccoli paesi dell’alta Valle Staffora che hanno conosciuto un passato glorioso. Secondo lei esiste una qualche possibilità di rilancio e di poter tornare agli antichi fasti?

«Bisogna essere onesti e consapevoli che invertire rotta non è assolutamente facile ma posso anche dire che si percepisce, soprattutto negli ultimi tempi e tra i giovani, una voglia di tornare a ciò che era una volta, in termini di tradizioni culinarie ma anche di vita. Qualcuno sta riscoprendo paesini di montagna lontani dalla vita caotica della città ed è alla ricerca di qualcosa di genuino, che ancora esiste, nonostante la globalizzazione forsennata che ha portato ad una progressiva centralizzazione verso il capoluogo lombardo. Ho intenzione di lavorare nei prossimi anni cercando di valorizzare il settore turistico ed enogastronomico dell’Oltrepò Pavese, fonte inestimabile in questo angolo di terra».

Quale luogo può offrire tutto questo in una natura incontaminata come è la Valle Staffora?

«Abbiamo un potenziale enorme che per troppo tempo è rimasto sopito, per diverse ragioni, ma che ora deve essere riscoperto, valorizzato e per fare ciò serve che tutti remino insieme e nella stessa direzione. Io ci sono, c’è anche un Ministro con deleghe importanti per il nostro Oltrepò, non possiamo sprecare quest’occasione».

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