Martedì, 23 Aprile 2019

STRADELLA - «LA CITTÀ È NEL DEGRADO E L’AMMINISTRAZIONE ASPETTA LE ALIENAZIONI»

 La minoranza stradellina torna a parlare a pochi mesi dal voto. A prendere la parola questa volta è Dino Di Michele, rappresentante del gruppo “Prima Stradella”.

Di Michele, torniamo a parlare della città vista da lei…

«Stradella ha situazioni di degrado diffuse, da molto tempo all’attenzione dell’opposizione ma apparentemente e nei fatti non all’attenzione dell’amministrazione.

La maggioranza lega ogni progetto alle alienazioni, che ovviamente ora sono più che ferme per la situazione economica ed immobiliare contingente, così ogni lavoro viene rinviato e questo coinvolge le aree gioco dei bambini, fortemente degradate e pericolose, come i monumenti sporchi e colpiti da idioti con scritte. Io da anni ho portato all’attenzione di Torre Civica il problema decoro urbano, ma probabilmente la maggioranza non ha questa sensibilità sul bello e sull’ordinato».

Lei si è esposto con molte interpellanze che riguardavano il degrado dei giardini…

«Sì ne ho presentate diverse, l’ultima qualche mese fa. L’Assessore ai lavori pubblici Mazzocchi mi ha risposto che sono a conoscenza della situazione dell’area giochi e dell’area circostante, ma che la loro idea era quella di legare la questione alla vendita dei bar dei giardini (che sappiamo non essere andata a buon fine). La riqualificazione generale dell’area giochi e dell’area verde era legata alle alienazioni: la mia richiesta in sintesi era quando venivano sistemati perché davvero brutti e pericolosi e perché davvero tante famiglie mi hanno scritto chiedendomi di farmi portavoce di questa istanza. La risposta dell’amministrazione è stata che non ci sono i soldi, quando ci saranno si potrà fare».

Uno dei problemi più discussi è la manutenzione dei marciapiedi e strade…

«Da sempre promessi e mai eseguiti se non a pochi mesi dalle elezioni 2014 e così sarà nel 2019. Questo è un fatto quasi offensivo nei confronti dei cittadini che attendono soluzioni a problemi importanti e a volte a problemi banali che necessitano solo di assunzione di responsabilità e determinazione nell’agire, a costo zero per le casse comunali».

Manca poco ormai alle prossime elezioni. Il suo gruppo come si sta muovendo?

«Stradella nel maggio prossimo ci vedrà al voto: posso dire che il mio gruppo consiliare è l’espressione di una compatta lista di centro destra unita ad una positiva componente civica e ad oggi sta camminando positivamente per dare un punto di riferimento certo ai nostri concittadini. Io mi sono fatto promotore di incontri con tutte le forze politiche presenti sul territorio e con associazioni di categoria. Anche altri componenti del nostro gruppo hanno attuato la stessa formula con diversi soggetti rappresentativi del tessuto socio economico e del territorio. Stradella ha chiesto un cambiamento con le ultime elezioni comunali, dove la lista di Torre Civica ha avuto una emorragia di consensi ridistribuitisi nelle altre liste in corsa, e in più ha avuto in questo quinquennio un governo nei fatti e nell’apparenza stanco, annoiato e trascinato dagli eventi. Io vedo per Stradella un cambiamento. In questo cambiamento c’è la lista che stiamo creando».

Cosa prevede il vostro programma?

«Il programma è basato sull’evidenza dei fatti, non si possono in questi tempi fare programmi faraonici o illusivi, ma si deve concretamente rispondere al quotidiano bisogno dei cittadini, siano anziani, adulti o bambini... perché la città deve avere un respiro profondo che coinvolga in semplicità tutte le fasce e non deve lasciare nessuno indietro. Io voglio creare le condizioni al fine che questo obbiettivo venga raggiunto e si possa mantenere l’ordinario con un tono più decoroso, pulito e ordinato. Le regole del vivere civile e della sicurezza dovranno essere nel progetto che ho in mente, più determinati e incisivi di quanto non lo siano stati fino ad oggi. La nostra cittadina è un gioiello che va spolverato e risvegliato da un vecchio torpore, per farlo divenire nuovamente attrattivo al turismo e come punto cruciale dell’Oltrepò orientale, sia per cultura che per servizi e vivacità commerciale».                                  

di Elisa Ajelli

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