Martedì, 12 Novembre 2019

CASTEGGIO - SCUOLE FANTASMA, ESPOSTO IN PROCURA «DOVEVANO ESSERE DEL COMUNE, MA CI FU CORRUZIONE»

 «Accendere un mutuo da quasi un milione e mezzo di euro per comprare qualcosa che già era tuo di diritto è un’assurdità che finiranno per pagare i cittadini di Casteggio». Il consigliere comunale di minoranza Francesco Arnese torna alla carica sulla questione delle cosiddette “scuole fantasma” di Viale Montebello e del complesso edilizio che avrebbe dovuto ospitarle. Una struttura realizzata e mai utilizzata, che oggi rischia di costare al Comune quasi tre milioni di euro per via dei canoni d’affitto mai versati alla ditta costruttrice che ne vanta la proprietà. Arnese ha presentato una mozione per chiedere all’amministrazione Callegari di desistere dall’intenzione di comprare gli edifici accendendo un mutuo a tasso zero da quasi un milione di euro grazie ad un finanziamento erogato dal Coni, cui si aggiungerebbero altri 500mila euro di un ulteriore prestito. La vicenda della realizzazione di questa struttura e della sua proprietà entrano nel mirino di Arnese, che ne ha fatto oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica per «corruzione».

Consigliere, come mai ritiene che questa vicenda sia macchiata da un simile reato?

«La storia è un po’ complessa e bisogna fare delle premesse: la costruzione dei due plessi è stata eseguita sulla base dello scomputo degli “oneri di Urbanizzazione” che la ditta costruttrice avrebbe dovuto al Comune di Casteggio rispettando la Legge della Regionale Lombardia numero 12 dell’11 marzo 2005, che contempla l’acquisizione della proprietà dei manufatti da parte dell’Ente locale, ossia da parte del Comune di Casteggio, qualora detti oneri non venissero versati. A quanto risulta il Comune non ha percepito né le somme a lei dovute per gli oneri di urbanizzazione e neppure la proprietà dei due immobili costruiti».

Come mai questo?

«L’artificio usato per aggirare la Legge si desume dagli atti d’ufficio acquisiti. Risulta, infatti, che i creditori abbiano richiesto agli Amministratori in carica di deliberare in consiglio comunale la volontà di destinare a loro la proprietà dei due immobili compreso il costo del canone d’affitto per entrambi, atto compiuto attraverso la delibera numero 30 del 2008».

A questo punto cosa è accaduto?

«Che i proponenti di quella che ritengo a tutti gli effetti una corruzione potevano legalizzare la loro proprietà presso lo studio di un notaio di Mantova che ha rogitato in favore dei lottizzanti proprio in forza della delibera comunale e si avvaleva anche di un rappresentante del Comune nella persona dell’Architetto Capo dell’Ufficio Tecnico».

Questi fatti però risalgono a 10 anni fa, sotto l’Amministrazione Manfra. La giunta Callegari che gli è succeduta in effetti deve aver avuto qualche dubbio su questa operazione tanto che ha inoltrato una segnalazione alla Corte dei Conti…

«Che però è un organo amministrativo e chiaramente dal punto di vista formale la convenzione è regolare in quanto sottoscritta e accettata da entrambe le parti, con tanto di atto notarile e delibera di consiglio. Questa questione dovrebbe essere di pertinenza della magistratura».

Dove starebbe però la corruzione?

«Nel fatto che il consiglio comunale ha arbitrariamente deliberato per sovvertire il senso di una legge regionale creando un vantaggio per i privati e un chiaro svantaggio per il Comune che oggi non solo ha maturato nei confronti di questa ditta un debito milionario, ma si appresta pure a ricomprare accendendo un mutuo, anche se a tasso zero, un immobile che sarebbe dovuto essere suo per legge».

Se era, come dice, un contratto capestro per il Comune per quale motivo si deliberò in quel modo? Lo avete mai chiesto?

«Nessuno ha mai risposto, un silenzio che non fa che aumentare i sospetti».

Perché secondo lei allora la giunta Callegari non si è rivolta alla magistratura?

«Credo perché diversi membri dell’Amministrazione Manfra sono confluiti in quella nuova e, se la magistratura avesse inviato degli avvisi di garanzia, la giunta Callegari sarebbe caduta».

Se però non le ricompra ora, il Comune rischia di dover pagare tutti gli arretrati alla ditta costruttrice...

«Se le ricompra ora compie un’operazione insensata che genererà un danno economico notevole al Comune. Ho presentato una denuncia alla Procura che risulta ancora all’esame degli inquirenti e che potrebbe anche cambiare le carte in tavola».

Cosa spera che accada?

«Che la funesta delibera del 2008 sia annullata perché frutto di corruzione e che possa essere ripristinato quello che prevedeva la legge, cioè che il Comune rientri in possesso a titolo gratuito di ciò che doveva essere già suo».

Se la magistratura non dovesse però vederla così?

«Abbiamo già chiesto al Comune tramite mozione non solo di desistere dall’acquisto degli immobili, ma anche di votare la decisione di procedere a richiedere il rimborso dei danni a coloro che per la loro negligenza hanno generato gli ingenti danni patrimoniali all’amministrazione comunale di Casteggio. Non devono essere i cittadini a pagare».

di Christian Draghi

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