Giovedì, 22 Novembre 2018

VOGHERA - «NON RIAPPOGGEREI BARBIERI PERCHÉ È CHIARO CHE È DISTANTE DALLA CITTÀ E DAI SUOI VERI PROBLEMI»

Assente dal “campo” della politica vogherese da alcuni anni, l’ex assessore e consigliere provinciale Luigi Bassanese si mantiene in allenamento esercitandosi da battitore libero soprattutto sui social.  Politica nazionale ma anche locale, attraverso la sua pagina facebook non risparmia bordate a destra (ma soprattutto) a sinistra. Il bersaglio preferito sono quelli che lui chiama i “pdioti” (esponenti del Pd), ma non lesina critiche neppure a destra, soprattutto se si parla di politica locale. Polemiche e scontri fioriscono sulla sua bacheca, recentemente ha ricevuto anche qualche insulto per aver criticato la gestione dei fondi per l’iniziativa “Voghera di Sera”. Se il 2020 sarà l’anno delle nuove elezioni lui ci sarà. «Stavo preparando una lista mia già nel 2015, poi l’amico Carlo Belloni mi chiese di farmi da parte per appoggiare Barbieri e decisi di giocare di squadra. Viste come sono andate le cose, un’operazione che non ripeterei».

Partiamo da qui Bassanese. Nel 2015 lei si fece da parte per appoggiare Barbieri e poi? Vinse ma non le trovarono un ruolo?

«Io non ho chiesto seggiole e non ne ho ricevute. Non riappoggerei Barbieri perché è chiaro che è distante dalla città e dai  suoi veri problemi. C’è una crisi del lavoro profonda che investe il tessuto sociale ma che risposte vengono date? Questa Amministrazione è assente, il sindaco o è incapace o forse semplicemente ha altri interessi rispetto ai problemi quotidiani della cittadinanza.

 La maggior parte dei consiglieri comunali regge il gioco perché è stata accontentata con posti nelle varie società. Questa non è politica, è un gioco delle parti, sono affari. La politica dovrebbe essere sacrificio, mediazione, capacità di risolvere i problemi della gente non solo a parole in campagna elettorale».

Tornerà in campo in prima persona dunque?

«Stiamo già lavorando ad una lista civica, insieme ad alcuni amici, perché questa ormai è l’esigenza».

Facciamo una panoramica sulla situazione politica in città. Partiamo da Forza Italia, di cui è stato esponente anche se molti anni or sono. Come vede il suo ex partito?

«Un partito lontano dalla gente che non si è mai rinnovato. D’altra parte se si continuano ad eleggere le stesse persone che sono lì da vent’anni è evidente che il rinnovamento non è un interesse primario. I cittadini lo hanno già condannato alle urne mi pare».

La Lega ha fatto un boom alle scorse elezioni, anche qui a Voghera. Come vede il partito di Salvini?

«La gente è stufa di un certo modo di fare politica, per cui penso che la Lega guadagnerà nuovi consensi. A livello locale però, se vogliono esprimere un loro candidato sarebbe ora che iniziassero a lavorare per trovare un nome forte e credibile».

Elena Lucchini, che è pure deputato, non potrebbe esserlo?

«Lei sicuramente sì. Sta facendo un ottimo lavoro, è una donna e sarebbe forse la candidata ideale per Voghera».

A giudicare dai suoi commenti su facebook, forse questa domanda sarebbe meglio non farla ma… Del Pd che dice?

«Peggio di Forza Italia. Se pensano solo agli immigrati non faranno alcuna strada. D’altra parte sono stati pure abbandonati dal loro elettorato, questo è indice di quante ne abbiano combinate. A Voghera poi ho visto che ogni tanto votano pure insieme alla maggioranza e questo dà da pensare. Capisco che su alcuni punti si possa anche convergere ma francamente mi pare che la loro opposizione non sia per nulla incisiva».

I Cinque Stelle invece?

«Vanno bene a livello nazionale, qui no, per cui vuol dire che hanno qualche problema interno. Adesso che hanno anche un parlamentare vogherese gli auguro di riuscire ad avere una svolta anche a livello locale».

Lei ha fatto parte della prima giunta Torriani, di cui fino al 2003 è stato assessore all’urbanistica. Il centrodestra governava allora e oggi è sempre lì. Grosso modo con gli stessi volti, almeno dietro le quinte. Ci sono differenze tra la politica di allora e quella di oggi?

«Forse all’inizio c’era più dialogo, più mediazioni. Oggi mi sembrano più un gruppo di amici che amministra in una certa maniera, mantenendo i consensi e acquisendone di nuovi accontentando un po’ tutti. Per vivacchiare».

Qualcosa di buono all’Amministrazione dovrà pur riconoscerlo… almeno la restituzione del Teatro Sociale alla città ammetterà che è un obiettivo raggiunto importante.

«Quello sì ma non risolve certo i problemi della città. Anzi, bisognerà anche saper gestire il dopo riapertura, sciogliendo il nodo della gestione».

Lei cosa si augura?

«Beh, che se ne occupi chiunque tranne che il Comune! Una fondazione, magari».

Non si fida dell’assessorato alla cultura?

«Beh, il livello della proposta culturale è piuttosto bassa. Anche qui si accontentano più che altro gli amici, per cui non si fanno grandi cose. Nei paesi vicini, anche quelli molto più piccoli, si fanno manifestazioni migliori».

Recentemente ha battibeccato su facebook a proposito della spesa per l’organizzazione di “Voghera di Sera”. Cosa non le è piaciuto?

«Mi sono limitato a controllare le voci di spesa. La manifestazione è costata 17mila euro di cui quasi la metà sono spese d’ufficio e di cancelleria, spostamento delle transenne, fotocopie. Mi sono limitato a dire che se c’erano già pochi soldi sono stati anche spesi male, ma apriti cielo, sono subito intervenuti i paladini dell’assessore, che neppure erano stati chiamati in causa, e ho ricevuto anche insulti».

Quali sono secondo lei i problemi della città cui bisognerebbe mettere mano subito?

«Il centro è vuoto, si facciano politiche per diminuire le tasse e per incentivare le attività commerciali ad investire. Poi la città è sporca, trasandata. Basta guardare la stazione, un brutto biglietto da visita per la città. Manca proprio l’ordinaria gestione della cosa pubblica. Chiediamoci perché la gente, vogheresi compresi, preferisce andare nei paesini limitrofi anziché stare qui».

 di Christian Draghi

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