Sabato, 14 Dicembre 2019

SALVINI CI RIPENSA : "NESSUN GOLPE GIUDIZIARIO, RISPETTO TUTTI"

"Non c'è nessun golpe giudiziario, ci sono delle inchieste. Spero che facciano bene e facciano in fretta". Matteo Salvini torna sull'indagine aperta dalla Procura di Palermo a suo carico e decide di stemperare i toni. L'occasione arriva dal Forum Ambrosetti dove oggi il ministro dell'Interno si trova e a margine del quale ha assicurato di rispettare "il lavoro di tutti". "Non mi tolgono il sonno - ha aggiunto -, vado avanti a lavorare per fare quello che gli italiani mi chiedono di fare".

"Conto di fare per almeno cinque anni il ministro dell’Interno - ha sottolineato - senza essere considerato un sequestratore, un assassino, un delinquente". "Aspetto con curiosità le sentenze che mi riguardano - ha continuato -, sono disponibile ad andare a Palermo a piedi per spiegare. Che io sia un sequestratore fa sorridere molti ma non sono al di sopra della legge e se lo sono ne trarrò le conseguenze". Il vicepremier si è poi detto "disponibile a spiegare i magistrati che bloccare il traffico essere umani è mio dovere, che commetterei omissione di atti di ufficio se facessi finta di niente e facendo sbarcare altri presunti profughi".

"Io - ha poi aggiunto, parlando della fuga di alcuni migranti della nave Diciotti - avrei sequestrato centinaio di persone in fuga dalla guerra che nei tre quarti dei casi sono già sparite. Erano così sotto sequestro e bisognosi di aiuto che hanno pensato bene di far perdere le loro tracce". "Non occupo il mio tempo seguendo le sentenze, questo vale per Genova e per Palermo", ha sottolineato ancora.

Per Salvini le priorità sembrano infatti essere altre: "Stiamo lavorando per essere il primo gruppo del parlamento europeo. E dimenticare - spiega - la triste parabola socialista. La Lega continuerà il suo servizio di cambiamento del Paese. Penso che l'occasione delle elezioni europee dell'anno prossimo sarà l'ultima occasione di salvare l'Europa. L'Europa - attacca - la stanno affossando i suoi paladini a parole".

Passo indietro, quindi, dopo i toni durissimi utilizzati ieri durante la diretta Facebook nella quale il ministro aveva aperto la lettera della Procura con l'avviso d'indagine per sequestro di persona aggravato nel caso 'Diciotti'. "Io pieno di limiti e difetti, sono stato eletto dai cittadini - aveva detto commentando l'iniziativa dei magistrati -; altri non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno".Parole che avevano fatto infuriare i compagni pentastellati di governo Di Maio e Bonafede, che in serata avevano chiesto a Salvini di non scatenare una "guerra con la magistratura" mentre ne criticavano toni e contenuti da "seconda repubblica".

Il cambio di rotta viene accolto con favore dal Guardasigilli Bonafede: "Mi fa piacere - ha commentato il ministro, intervistato da Maria Latella - che Salvini abbia ulteriormente specificato che c'è il massimo rispetto per la magistratura".

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