Martedì, 25 Settembre 2018

VOGHERA - «A SAN VITTORE CI SONO OLTRE100 ABITAZIONI TRA COMUNE E ALER ED IL 55% È SFITTO»

Sul loro sito, i militanti di CasaPound si descrivono così: “è un movimento politico che opera per un’altra politica. I suoi militanti sono in larga parte giovani, le sue attività sotto la luce del sole. Cpi è uno slancio sociale, una speranza di riscossa, un’avanguardia del pensiero. è lo scudo e la spada di un popolo tradito, umiliato, venduto e che da solo continua a tradire se stesso. è arte, cultura, impegno sociale – in una parola: vita – in un mondo agonizzante e plastificato”. Lorenzo Cafarchio, laureato in Scienze della Comunicazione, vogherese di Strada Valle è il referente di CasaPound per Voghera e per l’Oltrepò.

CasaPound a Voghera e in Oltrepò, quanti militanti conta?

«La nostra sede è su Pavia, in provincia contiamo una trentina di militanti,  in Oltrepò siamo una dozzina di militanti attivi. Tra i nostri 200 tesserati più della metà è di Voghera e dell’Oltrepò».

Da quando la vostra azione politica  ha iniziato ad avere visibilità a Voghera e in Oltrepò?

«Diciamo che il nostro primo presidio in Piazza San Bovo nel 2014 e le prime conferenze stampa sul tema sono state “le mosse” che ci hanno reso visibili ai vogheresi. Nell’ultima stagione politica abbiamo avuto molti più contatti anche da parte di persone lontane politicamente da CasaPound e questo perché credo che la gente si sia resa conto che noi siamo “gli avvocati difensori” di Voghera e dei vogheresi».

I vostri simpatizzanti vogheresi e oltrepadani da quale estrazione sociale e professionale arrivano?

«La raggera è piuttosto ampia, va dal 16enne al 70enne, c’è chi è alla sua primissima esperienza in campo politico, c’è chi arriva da altre situazioni nelle quali non si identifica più, da alcuni disillusi dalla politica… L’ultima tessera che abbiamo fatto proprio a Voghera è stata ad un signore che proveniva dal Partito Comunista, il quale ha visto e riconosciuto in CasaPound la volontà di superare e rottamare la dicotomia tra destra e sinistra. Siamo un partito degli italiani che guarda al passato per mantenere una certa dignità e senso di appartenenza, ma non siamo talebani».

Uno dei problemi più dibattuti a Voghera e in Oltrepò è quello dei migranti. Vero problema o falso problema?

«Credo sia un vero problema. Tanti fondi a pioggia che arrivano dalle istituzioni per la gestione ed il mantenimento degli immigrati, dal nostro punto di vista andrebbero destinati prima agli italiani».

In Oltrepò concretamente i migranti che tipo di problema hanno portato?

«Le faccio un esempio concreto, CasaPound oggi a Voghera ed in Oltrepò aiuta attraverso la raccolta alimentare circa 20 famiglie, famiglie che a nostro giudizio dovrebbero avere la priorità sugli immigrati e a loro andrebbero destinati i fondi. Le istituzioni si dimenticano a livello locale e nazionale degli autoctoni e degli italiani».

A Voghera sta facendo discutere la notizia dei 100 migranti assegnati. Dal punto di vista percentuale è difficile credere che 100 persone possano incidere sulla vita sociale e lavorativa di una città di 44mila abitanti...

«Incidono invece, 100 vogheresi in difficoltà, 100 stradellini in difficoltà, 100 bronesi in difficoltà… devono avere la priorità. Prima i vogheresi, gli stradellini, i bronesi…».

A Voghera c’è razzismo?

«No non c’è… il problema del razzismo è uno specchietto per le allodole, è un concetto per inquinare le informazioni e le vere vittime del razzismo e dell’antirazzismo risultano essere le fasce più deboli della popolazione».

Sicurezza: un tema caro a CasaPound,  da voi affrontato e denunciato in maniera tangibile in alcune aree di Voghera. La punta dell’iceberg dove avete agito in modo più palese è piazza San Bovo. Com’è oggi la situazione?

«è sicuramente migliorata, dopo il nostro ultimo presidio di qualche mese fa sono stati dati diversi daspo urbani e nell’ultimo consiglio comunale si è parlato di un aumento della video sorveglianza e dell’illuminazione. Pertanto la situazione seppur non ancora normalizzata è però migliorata, episodi allucinanti come quelli accaduti tempo orsono non ne sono fortunatamente  più successi, fermo restando che nel caso si dovessero verificare altre episodi estremi siamo disposti a tornare anche in pianta stabile,  la politica deve stare tra la gente e dove ci sono i problemi».

Un altro grande problema a Voghera e in Oltrepò è un economia che fa fatica,  con i piccoli negozi che a più riprese chiudono. Di contro i centri commerciali prolificano. Quali sono stati gli errori commessi dalle passate ed anche attuali amministrazioni vogheresi secondo il vostro punto di vista?

«Tante tavole rotonde per discutere del problema ma la realtà dei fatti è che manca amore nei confronti della propria città e anche quello spirito critico che solamente girando tra le vie e tra i negozianti si riesce ad avere. Una vetrina chiusa  deve essere un colpo al cuore non solo per il commerciante ma per tutta la città».

La vostra ricetta per affrontare il problema?

«Ascoltare le associazioni di categoria e ascoltare le loro problematiche, esistono un’infinità di iniziative e progetti e senza inventarci nulla a volte basterebbe girare l’Italia e copiare altre dinamiche, un esempio? Creare una rete di lotterie, vale a dire che chi acquista in un negozio, ha diritto ad un omaggio in un altro negozio. Iniziativa che già in parte esiste ma che va potenziata».

A volte non è sempre e solo colpa della politica… Uno dei compiti di un’entità politica, qualunque essa sia,  è quello di far prendere coscienza ai cittadini dei propri errori e delle proprie potenzialità. Il commercio ha delle colpe per la situazione creatasi?

«Provengo da una famiglia di ambulanti, sono cresciuto tra i commercianti e credo che come in un matrimonio le responsabilità vadano divise, sicuramente scelte sbagliate delle associazioni di categoria possono aver contribuito,  ma la politica a livello locale deve fare da collante, non è un obbligo fare il politico».

A Voghera coesistono molte associazioni di volontariato,  CasaPound con il banco alimentare sta svolgendo un’azione sociale verso le fasce più deboli. Qual è a Voghera a livello di assistenzialismo la pecca più grande?

«Anche se non c’è un’emergenza abitativa vera e propria, esiste sicuramente a Voghera un problema legato agli alloggi popolari. Ci sono a Voghera 300 famiglie che aspettano un alloggio popolare, a San Vittore ci sono più di 100 abitazioni tra Comune e Aler e di queste più del 55% è sfitto. Dall’ultimo giro fatto in quartiere erano 4 gli alloggi che stavano sistemando…».

Una citta vive anche di eventi, manifestazioni e cultura. Voghera  è carente a suo giudizio da questo punto di vista? Quali sono le responsabilità della politica locale? 

«Essenzialmente manca una visione del mondo da un punto di vista politico.  Il Teatro Sociale è certamente un aspetto positivo, di contro Voghera è “madre” di tanti personaggi importanti su cui potrebbe puntare e che invece sono finiti nel dimenticatoio, da Marinetti ai fratelli Maserati, da Calvi, allo stilista Valentino. Voghera dal punto di vista culturale è solo “la Casalinga di Voghera”… Un altro simbolo di una politica che non funziona è la velostazione costata 170mila euro di fondi pubblici e che ad oggi non è ancora operativa e doveva esserlo nel 2014. La velostazione potrebbe essere certamente un punto di partenza per un turismo enogastronomico che partendo da Voghera attraverso le piste ciclabili e la Green Way potrebbe convogliare turismo in Oltrepò».

Lei è tifoso di calcio e della vogherese. Quale delle due?

«Ovviamente l’Asd Voghera, che rappresenta maggiormente lo spirito calcistico locale. Come dice Arrigo Sacchi “il calcio è la cosa più seria delle cose meno serie”. Anche nello sport Voghera ha la memoria corta, tanti campioni come Nespoli o Pavesi vengono poco o malamente ricordati».

Lei è contrario all’unione dell’Asd Voghera con l’OltrepòVoghera?

«Contrario perché bisogna rispettare le tradizioni locali. A Stradella esiste ed è molto seguita l’Apos, a Voghera è sempre esistita l’Asd ed io auspico al ritorno di una sola realtà vogherese che giochi ovviamente al Parisi».

Prossime elezioni comunali. Vi presenterete?

«Certamente, il nostro obbiettivo è sedere nel 2020 nel consiglio comunale di Voghera, lì potremmo fare un’opposizione forte al nulla politico che ha costellato Voghera in questi ultimi anni».

Lei dà già per scontato che chiunque vinca voi fareste opposizione?

«Noi non abbiamo nessuna tipologia di pregiudizio politico, se arrivano proposte concrete da chiunque e dico chiunque per il bene della comunità noi le sosteniamo».

Nel caso la Lega presentasse a Voghera un suo candidato sindaco voi sareste disponibili ad un apparentamento con la loro?

«Noi andiamo avanti per la nostra strada, c’è stato nel 2015 un avvicinamento, a livello nazionale, alla Lega con il progetto Sovranità, poi ognuno ha fatto il proprio percorso. Ai vertici esiste un dialogo tra le due forze politiche ma a livello locale noi ci presenteremo da soli».

La politica è fatta da uomini al di là dei partiti. Con ragionevole certezza CasaPound non ha i numeri per vedere eletto il proprio candidato sindaco. Se potesse esprimere un desiderio chi è il candidato sindaco ideale di Voghera e per Voghera?

«Deve avere un amore incondizionato per la città, senza vedere tutto rosa e fiori e soprattutto deve essere un sindaco del popolo. La politica deve venire dalla gente per la gente, un sindaco o un politico che non vive la realtà di Pombio, di Medassino o di San Vittore non è un buon sindaco e non sa fare il proprio mestiere, bisogna fare politica a palazzo Gounela come nei rioni e nelle periferie».

Fusione dei comuni,  favorevoli o contrari?

«Contrari, già Voghera tende a dimenticare “le regione periferiche dell’impero”, con le fusioni questo aspetto verrebbe accentuato e con una totale perdita della propria identità locale. Favorevoli invece alle unioni dei Comuni per una condivisione di risorse e servizi».

 di Silvia Colombini

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