Martedì, 16 Luglio 2019

STRADELLA - «È LA MIA CITTÀ, COSA POSSO DIRE? A ME PIACE COSÌ COM’È»

Franca Poggi è una veterana dell’amministrazione comunale di Stradella, fin dagli anni ‘90 è infatti impegnata nella vita politica stradellina. Dal 2014 assessore con deleghe al commercio, mercati, fiere, turismo, affari generali, servizi anagrafici ed elettorali, semplificazione, Urp, attuazione del programma.

Assessore Poggi, un assessorato complesso il suo.

«In effetti ho una delega abbastanza importante che raggruppa tante cose, in particolare il commercio e il turismo che sono quelli più evidenti, che hanno più lustro e che la gente conosce di più».

Per quanto riguarda gli affari generali invece?

«è un assessorato di nicchia, nel senso che tante cose le svolgo all’interno del Comune e non sono visibili dall’esterno».

Parlando di commercio e turismo, cosa ci racconta?

«Si deve considerare che le manifestazioni che facciamo durante l’anno sono sempre patrocinate dal Comune e “utilizziamo” l’Ascom, associazione commercianti, e la Proloco. Sono due soggetti con cui collaboriamo davvero sempre: attraverso di loro e con associazioni e persone di buona volontà, riusciamo sempre a creare cose abbastanza interessanti. Eventi che finora sono sempre piaciuti e per cui abbiamo il riscontro di tanta gente».

Il vostro evento di maggior rilievo è solitamente il Vinuva…

«Stiamo mettendo a punto l’ultimo Vinuva di questa legislatura e sarà un po’ sulla falsa riga della precedente edizione. Abbiamo mantenuto la stessa linea così da non stravolgere la manifestazione. Avremo sempre Ascom e Proloco che ci daranno una mano. Quest’anno si comincerà giovedì 30 agosto e durerà fino al 2 settembre, che è la domenica».

Come mai avete scelto questa data?

«Siamo sempre d’accordo con le altre amministrazioni di Broni, Casteggio e Voghera: facciamo un weekend al mese ciascuno. Cerchiamo sempre di non accavallarci con le manifestazioni. Quest’anno noi faremo questo periodo».

Stradella è una città che vive?

«Stradella è una città molto viva. Leggo commenti sui social e posso assolutamente affermare che, rispetto ad altre zone, Stradella è ancora una città che vive. E laddove una città vive ci sono i pro e i contro. Capisco che possa dar fastidio il casino che certi ragazzi fanno nelle serate del venerdì e  del sabato, che ci sia del movimento, che ci sia qualche azione non propriamente lecita, tutte cose che però competono ad altri e non all’amministrazione comunale. Però dico anche che è un bel vedere che i giovani si fermino da noi e non facciano centinaia di chilometri per andare in altri posti: credo che questo sia un bene. Ce la dobbiamo mettere tutti un po’ di più: tollerare maggiormente da una parte e dall’altra parte fare reazioni di “repressione” per far capire che certe cose non si fanno. Credo che la nostra sia una città in cui faccia ancora piacere uscire, fare un giro tra i negozi, che sono tanti e sempre belli. Non voglio confrontarmi con altri luoghi, però dico che in tante altre zone quello che c’è a Stradella non c’è. Poi, c’è chi dice che Stradella non vive e io posso solo dire che si tratta dell’opinione di una certa fetta di popolazione che comunque è critica nei confronti di questa amministrazione, il che ci può stare».

Lei ha alle spalle tanti anni di assessorato e di esperienza nell’amministrazione comunale.

«Sì, sono stata eletta nel 1990 e sono diventata assessore per la prima volta nel 1993. Poi ho fatto per quasi tutte le legislature l’assessore, tranne che la precedente legislatura in cui ero consigliere comunale. E nell’ultima sono di nuovo assessore».

In tutti questi anni come ha visto cambiare il mondo amministrativo?

«Bisogna dire che le nuove leggi sulla finanza locale non hanno migliorato l’andamento delle amministrazioni, soprattutto dei piccoli comuni e non hanno aiutato il rapporto che c’è tra l’amministrazione comunale, i cittadini, le imprese e chi deve lavorare. Faccio un esempio per il nostro Comune, così come può essere in tanti altri: quando andiamo ad applicare il codice degli appalti è un disastro, con tempi lunghissimi, normative difficili… A questo punto è ovvio che la gente si stufa, il Comune non può fare determinate cose che gli vengono chieste e i cittadini non capiscono. Non credo che sia un problema di colore dell’amministrazione, perché tutte sono in difficoltà per queste ragioni».

E Stradella com’è cambiata?

«è la mia città, cosa posso dire? A me piace così com’è. Ma si è diventati tutti quanti intolleranti a tante cose e, di conseguenza, non c’è più quella bella armonia di un tempo. Una volta il cittadino veniva in comune e chiedeva quello che aveva bisogno: se si era in grado lo si accontentava, altrimenti no. Adesso come adesso, il cittadino che arriva agli sportelli “aggredisce” e questo porta poi a situazioni spiacevoli. Rispetto agli anni passati, gestire la cosa pubblica è decisamente più difficile».

di Elisa Ajelli

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