Domenica, 16 Dicembre 2018

VOGHERA - «È VERAMENTE DIFFICILE FARE IL SINDACO, ANCOR PIÙ DI UNA CITTÀ COME VOGHERA»

Da pochi giorni è entrata come Assessore nella giunta Barbieri, in quota Udc, in sostituzione della collega Alida Battistella. Le sue deleghe sono: ambiente, ecologia, pari-opportunità, politiche giovanili, turismo, marketing e prodotti tipici, musei. Agente immobiliare di lunga esperienza, sposata, un figlio al quale tenta d’infondere il sapere politico come si faceva una volta. Sempre elegante, solare e simpatica, ma dal carattere forte, abbiamo incontrato l’assessore Simona Panigazzi.

Quando nasce in lei la passione politica?

«Il mio amore per la politica credo risalga a quando avevo 8-9 anni. Vede, a casa mia si è respirato politica da sempre, con mio zio Gigino, storico socialista... una famiglia di partigiani. Lui aveva iniziato la carriera politica come sindaco di Val di Nizza. Era Medico condotto ed è stato per me un maestro di vita, al di là della condivisione del credo socialista, per carità... ognuno poi ha le proprie idee... è stato per me bello esserci e poterlo raccontare, io testimone di un’epoca meravigliosa, che in qualche modo cerco di trasmettere a mio figlio. Un’epoca di divenire, di scalata, di volere e potere. è stato un momento bellissimo della mia vita, dalla fanciullezza all’adolescenza, e poi alla maturità: le tante campagne elettorali, i successi in Provincia, in Regione, e poi la vittoria al Senato nel collegio dell’Otrepò! Mio zio era uno che prendeva tantissimi voti. Purtroppo eravamo collegati a Lodi e Milano, quindi diventava molto difficile riuscire sempre ad eguagliare certi numeri... Ricordo il boato di gioia, quando abbiamo avuto i risultati definitivi, quando mio zio è arrivato al Senato dopo una vita dedicata alla politica. Lui era sì medico condotto, però la politica era la nostra malattia».

Per quanto riguarda la sua esperienza personale, diretta?

«Arriviamo agli anni 2000: dopo tangentopoli ci siamo un po’ tutti riciclati, e quindi io sono confluita nel gruppo dei Laburisti di Valdospini, diventando consigliere comunale con i DS con il sindaco Carlo Scotti, dal ‘96 al 2000. È stata una bella esperienza, che però non ho goduto appieno perchè avevo un figlio piccolo, un lavoro, l’agenzia immobiliare, pesante...Oltretutto c’è da dire che il consiglio comunale veniva chiamato spesso a lavorare, le commissioni si riunivano ed erano attivissime, insomma... eravamo un gruppo coeso e laborioso, ma non era semplice far quadrare la vita e la politica! Esperienza bellissima ma molto, per quei tempi, impegnativa per me. Penso che sarebbe bello che i giovani partecipassero alla politica come in passato, perchè nella vita di ‘sezione’ eravamo tutti come una famiglia aperta al confronto... Comunque, dopo quell’esperienza, ho lasciato perdere la politica attiva, perchè mi sono resa conto che una persona è fatta di tante priorità e una politica attiva occupa un ampio spazio quotidiano, anche a livello mentale. L’ho abbandonata fino al 2013, anno in cui ho ripreso attivamente ad impegnarmi».

Il suo rientro in politica attiva, quindi, quando avviene?

«Nel 2015, in campagna elettorale. Ho rincontrato politicamente Paolo Affronti, guardando il panorama politico generale ho scelto di schierarmi al suo fianco nella lista dei centristi dell’Udc, ed ho deciso di ripresentarmi, dopo tanti anni... ed ho preso pochi voti! (ride di gusto). Però questo non mi ha demotivato, anzi ha ancor più accelerato il desiderio di crescita, e con un mentore come Paolo (Affronti n.d.r.) i risultati non si sono fatti attendere molto. Infatti sono arrivata poi alla candidatura regionale dove, seppur non riuscendo ad entrare in Consiglio, ho avuto la soddisfazione di essere la prima in città, in ordine di preferenze, tra tutte le liste in lizza. Ero candidata nella lista “Noi con l’italia - Udc”. Ho avuto quindi uno di quei risutati che ti porta ad investire sulla crescita futura».

Da questa campagna regionale è scaturito il desiderio, o è capitata l’occasione, di impegnarsi a livello di assessorato? Desiderava questo ruolo?

«Sinceramente no, ma quando fai parte di un Partito, quando cresci all’interno dello stesso, sei obbligatoriamente “a disposizione”: l’impegno è davvero importante, ma appassionante devo dire! Un gruppo che investe molto sull’impegno e sulla presenza!  Ho  deleghe ad ambiente, ecologia e pari opportunità, politiche giovanili, turismo, marketing, prodotti tipici e musei, tante belle cose, ma molto impegnative. Alida (Battistella n.d.r.) è stato un ottimo Assessore, di grande capacità e volontà, che ha operato molto bene in tutte le direzioni, in tutte le deleghe, ma ora io la sostituisco in corso d’opera, e non è facile “farsi una cultura” all’istante, riprendendo, ovviamente studiandole, iniziative precedenti da portare a termine...».

Tra i suoi impegni imminenti?

«Ad esempio in estate, cioè adesso, abbiamo il problema delle zanzare, così mi sono confrontata con alcuni comuni dell’Emilia Romagna. è vero che l’ASM si occupa  della disinfestazione, ma opera, per legge, con prodotti biologici, che sono meno efficaci di quelli chimici: quindi diventa centrale il ruolo del cittadino nelle proprie abitudini quotidiane... è stata fatta  un’ordinanza di prevenzione che va da Aprile a Ottobre. Se ci sono case incustodite, va fatto un richiamo all’ufficio ambiente, ad esempio per tagliare l’erba, cosicchè le zanzare non prolifichino... Dev’essere fatta una prevenzione anche a livello pubblicitario, con i cartelloni nelle scuole, coinvolgendo il singolo cittadino. Abbiamo predisposto due incontri con i cittadini nei giorni di mercato, martedì e venerdì, per sensibilizzare le persone, soprattutto chi ha giardini, sul da farsi per contenere il fenomeno».

Per le sue deleghe di assessorato, il Comune di Voghera ha a disposizione fondi? Qual è l’attuale situazione economica?

«In questo momento siamo molto sofferenti. Allora, per le cose importanti i soldi ci sono sempre; in altri casi la somma prelevata va giustificata a livello di forma e sostanza, perchè sono soldi pubblici. A livello di promozione territoriale si può fare qualcosa, ma il progetto va inserito all’interno del bilancio».

Se lei come assessore dovesse progettare qualcosa, diciamo fra un anno, il suo unico strumento è il bilancio comunale? Non ha un “canale diretto” per richiedere, ad esempio, un finanziamento pubblico?

«La spesa va sempre inserita a bilancio. è sempre un lavoro di Giunta con il sindaco. Molto importanti sono i bandi regionali ed europei, ai quali puoi partecipare come Assessorato».

Quanto parla con Paolo Affronti a riguardo delle varie situazioni del suo Assessorato?

«Paolo vuole che si lavori, molto, bene e con serietà, come anche lui ha sempre fatto! Ad oggi non mi sono mai sentita “tirare per la giacca”, nè prima nè ora tantomeno. Io gli esprimo talvolta il mio pensiero, cercando nel confronto di meglio capire, e lui mi consiglia, in totale libertà, senza nessuna imposizione “di Partito”, diciamo così, senza volermi dirigere sulla sua soluzione, e senza “obbligarmi” in alcuna decisione. Siamo comunque una squadra, non solo a livello di partito ma soprattutto a livello di gruppo consigliare e assessorile a palazzo Gounela. Non posso non ricordare l’impegno e la visibilità del presidente del consiglio Nicola Affronti e dei consiglieri Daniela Galloni ed Elisa Piombini, impegnate sia nel dibattito consigliare sia a livello di commissioni permanenti che attivamente lavorano sui vari problemi da sottoporre all’aula. Non posso poi dimenticare di avere in giunta un fratello maggiore: Gianfranco Geremondia. Ed insieme a lui cerchiamo di rappresentare degnamente il nostro gruppo di centro nell’esecutivo. La linea politica, però devo ricordarlo, me la dà il sindaco, nel rispetto delle indicazioni della coalizione politica che governa la città. Qualora ci dovesse essere in futuro una situazione a me eccessivamente ostica da dipanare, certamente mi affiderò all’esperienza del mio capo-partito e del gruppo consigliare!».

Progetti per il 2020?

«Guardi, per la prima volta nella mia vita mi è già impegnativo pensare al mese successivo! Chiaramente ci saranno dei cambiamenti perchè il sindaco Barbieri non sarà più candidabile, essendo arrivato al secondo mandato. Tutto assumerà una luce diversa, bisognerà riconsiderare il tutto...». 

Se dovessero chiederle di fare in futuro il candidato sindaco?

«Ad oggi è veramente difficile fare il sindaco, ancor più di una città come Voghera, complessa, estesa ed importante... è un’operazione molto impegnativa, ti è necessario tanto tempo... è una risposta che ad oggi non saprei dare».

di Lele Baiardi

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