Domenica, 16 Dicembre 2018

VOGHERA - «CONTINUERÒ A SUONARE I CAMPANELLI NEI QUARTIERI»

Pier Ezio Ghezzi nonostante l’aria che tira a livello nazionale, rimane sul pezzo girando nei quartieri vogheresi e parlando con i vogheresi,  consapevole del fatto che da qui a 2 anni molto potrebbe cambiare anche a livello politico nazionale e soprattutto consapevole del fatto che le elezioni amministrative hanno una loro storia e che forse dopo 20 anni anche a Voghera, poterebbe prevalere la volontà di un cambiamento.

Ghezzi un giugno fresco per la temperatura ma caldo per la politica locale. Iniziamo dalla vostra azione nei quartieri vogheresi. Carlo Barbieri si irrigidisce sulla sua firma nel protocollare la richiesta di incontro con il sindaco di 310 cittadini del Ponte Rosso...

«In verità dovrebbero essere gli abitanti del Ponte Rosso ad irrigidirsi, dopo le promesse elettorali di Barbieri non mantenute».

In che senso?

«Nel senso che Barbieri e la sua giunta hanno redatto un programma di legislatura concentrato sui quartieri: sicurezza, manutenzione strade, illuminazione, viabilità, parchi, raccolta differenziata. Dopo il ballottaggio sono scomparsi rifugiandosi a Palazzo Gounela. Desaparecidos, come al solito, dimenticandosi che lì abitano migliaia di vogheresi».

Quale è il vostro giudizio sul quartiere?

«Il Ponte Rosso è un bel quartiere, decoroso, abitato da persone con senso civico e di appartenenza alla città. Le famiglie “ci tengono” al loro quartiere, come si dice in gergo. Ma questo non significa che debba essere abbandonato dalla amministrazione. Sono anni che non si vede un assessore, neanche in fotografia».

Quale è stata la vostra azione, cosa avete fatto concretamente?

«Abbiamo mantenuto gli impegni, a differenza del centro-destra. Lo avevamo dichiarato: anche se non governeremo la città, saremo al fianco dei cittadini, e così è stato. I promotori abitano da anni nel quartiere, ne cito alcuni: Renato Ciccocioppo, già consigliere di quartiere a suo tempo, Gianni Pesci, la cui famiglia costruì la prima casa un secolo fa in strada Ferretta, Patrizia Longo, il medico ben conosciuto in città, e parecchi altri».

Come è stato gestito il progetto?

«Gli abitanti hanno fatto l’elenco dei problemi da risolvere e hanno deciso di raccogliere le firme per sollecitare il Comune. In due mesi abbiamo suonato molti campanelli, bevuto tanti caffè, e parlato con… mezzo mondo. Sono stati poi nominati due portavoce (i signori Ciccocioppo e Pesci), che hanno incontrato il Sindaco con l’obiettivo di concordare, per il mese di settembre, un’assemblea degli abitanti del quartiere con la Giunta. Un’importante azione corale, voluta dal basso».

Sono stati nominati due portavoce: Ciccocioppo e Pesci, che hanno incontrato il sindaco e si sono accordati per incontrare la gente a settembre. A settembre che succederà?

«Mi auguro quello che in ogni città ben gestita avviene naturalmente: cittadini e assessori si confronteranno sulle problematiche del Ponte Rosso e insieme decideranno come e in che tempi intervenire. Sarà una discussione civile».

Siete ottimisti?

«Il sindaco ha già in mano l’elenco delle richieste, può già mettersi al lavoro. I cittadini non chiedono la luna, ma di garantire i servizi essenziali per vivere bene: sicurezza sociale e stradale per evitare incidenti (in strada Grippina ci fu un morto), a partire dall’illuminazione fino alla segnaletica stradale».

Qualche esempio?

«Ne faccio due. Da qualche mese gli abitanti devono fronteggiare la presenza di cinghiali nelle strade, con pericolo per le madri, i bimbi e gli anziani. Barbieri ha sbandierato ai quattro venti che Comune e Regione (cui spetta la responsabilità) sono come “mamma e figlio”. Bene, si dia da fare prima che sia troppo tardi. Poi il vigile di quartiere: un fiore all’occhiello elettorale, ma subito appassito».

Avete più volte dichiarato che la vostra strategia territoriale passa dai quartieri. E negli altri rioni come state operando?

«È così. Giugno ci ha anche visto attivi a San Vittore, prima con una interpellanza in consiglio comunale, poi in un incontro nel quartiere. Qui la situazione è davvero seria: campo di calcio in disuso, topi nelle strade, tombini divelti, vigile di quartiere inesistente. In consiglio la Giunta ha negato ogni responsabilità ma il giorno dopo vicensindaco e assessori sono corsi ai ripari in tutta fretta a ispezionare “le magagne”. San Vittore è un quartiere popolare, storico e poco curato. Se ne sono accorti anche i giovani che hanno dato vita all’ associazione “Volontà San Vittore” con cui lavoriamo. La città si sta svegliando e noi la aiutiamo in ogni azione».

Passiamo ora alle prospettive politiche. Le elezioni regionali del 4 marzo, ad esempio, hanno portato alla ribalta, per la prima volta, una serie di forze politiche a fianco del PD. Radicali, socialisti, ambientalisti. Possono costituire un alleato anche nel futuro a livello locale?

«La questione è sul tappeto. Le formazioni che lei cita raccolgono in città centinaia di consensi, e sono voti progressisti, attenti ai diritti civili e all’ambiente. Sono fasce di elettorato che abbiamo sempre valutato con rispetto per la qualità dei loro valori. Costruire progetti comuni anche in Voghera, definire il profilo della città negli anni a venire è una sfida stimolante e necessaria».

Veniamo a lei. Tra due anni si vota, il 2015 è già un ricordo lontano e anche il ballottaggio.  Il centro-destra pare essere già in movimento per le elezioni comunali del 2020…

«Le elezioni sono, oggi, l’ultimo pensiero dell’azione del PD e personale. Voghera e i problemi dei vogheresi sono la nostra preoccupazione. Forza Italia e gli alleati, invece di scervellarsi sulle elezioni, dovrebbero smettere di raccontare frottole e aiutare i loro concittadini. Abbiamo sotto gli occhi il disastro di ASM Vendita e Servizi, con migliaia di bollette fuori controllo e l’organico raddoppiato con assunzioni clientelari. Personalmente continuerò a “suonare i campanelli” in ogni via e a farmi tramite delle necessità della gente, e posso affermare che così facendo il nostro consenso aumenta di giorno in giorno». La carne al fuoco è molta, dai quartieri al caos ASM con le pesanti accuse di Ghezzi. Staremo a vedere se l’estate porterà consiglio. 

di Giacomo Lorenzo Botteri

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