Lunedì, 16 Luglio 2018

VOGHERA - DIFFERENZIATA: «INVESTIMENTI INGENTI: PARE SI TRATTI DI CIRCA TRE MILIONI DI EURO»

Il cambio di passo in materia di raccolta differenziata, messo in atto dall’Amministrazione Barbieri nelle ultime settimane, ha colto in contropiede i consiglieri comunali di minoranza. Cosa intende fare, ora, il Centrosinistra? Ne abbiamo parlato con Ilaria Balduzzi, Consigliera del PD.

Come avete accolto questa notizia?

«Noi consiglieri siamo rimasti stupiti. Il luogo per dare questa prima informazione avrebbe dovuto essere il Consiglio Comunale, in occasione del bilancio e dell’approvazione del piano finanziario della Tari, dove si programmano anche gli investimenti. Nulla di tutto questo è stato detto. Improvvisamente abbiamo saputo che verranno sostituiti tutti i cassonetti, con investimenti ingenti: pare si tratti di circa tre milioni di euro. C’è anche un problema tecnico-economico, su cui chiederemo di fare luce anche con un’interpellanza, perché non si capisce se e come siano stati programmati questi investimenti».

A quale problema si riferisce?

«Le spesa afferenti la Tari, suddivise fra costi fissi e costi variabili, devono rientrare nel piano finanziario. La copertura deve essere al 100%. Tutte le spese, sia di gestione sia di investimento devono esservi inserite. Ma il piano finanziario approvato non evidenzia tali spese, né aumenti consistenti. Prima o poi questi costi dovranno essere inseriti nel piano finanziario che pagano i vogheresi».

Relativamente al piano finanziario della Tari, erano emersi, in sede di approvazione, altre perplessità da parte vostra. Quali?

«Secondo noi il piano finanziario 2018 doveva cambiare da subito. In sede di Bilancio abbiamo presentato un emendamento relativo alle pertinenze. Sull’onda delle osservazioni nate in Commissione Parlamentare da parte del Movimento 5 Stelle, abbiamo analizzato la situazione di Voghera e, seppure per un meccanismo diverso rispetto a quello sollevato in Parlamento, anche qui la quota variabile viene applicata anche sulle pertinenze, cioè due volte, come hanno potuto verificare i cittadini quando hanno ricevuto le bollette».

Cosa avete suggerito?

«Abbiamo proposto in Consiglio Comunale un emendamento al regolamento per riportare la situazione a correttezza normativa e applicare, quindi, la quota variabile una sola volta. L’emendamento, ovviamente, è stato bocciato, dicendo che dal prossimo anno sarebbe cambiata la modalità di raccolta e quindi l’applicazione della tariffa. Forse in questo si poteva ravvisare l’unica anticipazione di quelle che erano le manovre in corso».

Nel frattempo è giunto il parere ministeriale. Cosa dice?

«Si dice che il Comune di Voghera sbaglia, e per evitare ricorsi ai cittadini relativi alle bollette già emesse non adeguate sarebbe consigliabile una modifica al regolamento in autotutela da parte del Comune. L’Assessore ha fatto dichiarazioni in cui non lo ritiene opportuno proprio in vista dei cambiamenti. Noi ripresenteremo, in forma di Ordine del Giorno, la modifica al regolamento che avevamo già proposto».

Nel merito, come giudicate il sistema prescelto per incrementare la raccolta differenziata cittadina?

«Va controcorrente rispetto a ciò che propongono le amministrazioni veramente interessate ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata e cioè il metodo porta a porta. Ci aspettiamo che questa scelta venga illustrata in Consiglio Comunale. Che ne vengano spiegate le motivazioni e come si pensa di portarla avanti».

A quali problemi si potrebbe andare incontro?

«Bisognerà vedere quanto questa modalità possa essere incisiva sulla popolazione. E se i cassonetti funzioneranno, come funzioneranno, come verranno distribuiti i badge… sono, banalmente, le cose che la gente chiede e su cui ci vuole più informazione. L’importante è avere, almeno, acquisito una sensibilità che induca ad un miglioramento della raccolta differenziata; anche se ci lascia un po’ perplessa la modalità. Fra l’altro resta irrisolta la modalità di raccolta della frazione umida che è quella che costituisce il vero punto di svolta per una raccolta differenziata efficace».

Ha notizia degli esiti di esperienze analoghe in altre città?

«I primi cassonetti di questo tipo si sono visti, alcuni anni fa, in Trentino, dove poi la scelta è stata rivisitata, ad esempio a Bolzano ma anche ad Alessandria: abbandono incontrollato di sacchi neri presso i cassonetti, difficoltà per gli anziani, badge dimenticati nelle feritoie, forzature dei sistemi di chiusura, peggioramento della qualità della raccolta differenziata, aumento dei costi di valorizzazione delle frazioni recuperabili a causa della maggiore presenza di scarti».

E sui cassonetti?

«Sul cassonetto in sé, al di là dell’imboccatura che permette l’inserimento solo di sacchi piccoli, dobbiamo far notare come sia impedita, di fatto, una prima cernita fra i rifiuti conferiti, che sarebbe invece molto importante. Manca il controllo dell’operatore. La qualità del rifiuto, e la sua attinenza al cassonetto cui è destinato, dipenderà dalla sensibilità delle persone, più che dai controlli. Ci sono poi sistemi più o meno evoluti dai quali prendere spunto, ma noi attualmente non sappiamo quali siano gli intendimenti dell’Amministrazione».

Negli scorsi anni erano stati adottati sistemi diversi, come il ‘‘porta a porta’’…

«Si era partiti con una sperimentazione della raccolta porta a porta, nel centro cittadino anche dell’umido, in epoca commissariale. Erano stati eliminati tutti i cassonetti, e la percentuale di differenziata si era, di conseguenza, velocemente incrementata. Poi, con la nuova era Barbieri, si è voluto tornare sui propri passi tanto da arrivare a dichiarare, da parte dell’Assessore allora competente, che l’obiettivo ‘‘Rifiuti Zero’’ era un modo di dire. I cassonetti sono stati reintrodotti e ci si è stabilizzati su una percentuale di differenziata pari a circa il 33%».

Perché non si è scelto di proseguire su questa strada?

«È stata addotta una ragione di costo. Indubbiamente, in termini di costo lavoro, la raccolta porta a porta presenta costi molto alti, anche perché necessita sia incentivato il lavoro notturno. Ma la scelta di questi nuovi cassonetti avrà costi ancora più elevati dal punto di vista tecnologico, dato che dovranno essere sostituite diverse centinaia di cassonetti».

Quali azioni sono state intraprese dai consiglieri del PD, relativamente alla raccolta differenziata?

«Come Gruppo Consiliare abbiamo chiesto una serie di dati al Comune e all’ASM, per avere una base su cui proseguire il ragionamento già iniziato dai precedenti consiglieri comunali. L’importante, tuttavia, è che si parta e si mettano le basi per un miglioramento dei risultati attuali».

Cosa avete osservato?

«Devo dire che c’è sempre una certa difficoltà ad avere dati da ASM. I dati ci sono stati forniti, in parte, in maniera aggregata, anche se, per l’uso che intendevamo farne, li avevamo richiesti suddivisi per quartiere. Procederemo ad un’altra richiesta di dati più specifica e più dettagliata per poter adottare un ragionamento più serio. Dai dati aggregati comunque emerge, ad esempio, che sono in decrescita la raccolta del vetro e del verde».

Alcune settimane fa il PD aveva avviato un gruppo di lavoro per ragionare di raccolta differenziata. Quel era la vostra proposta?

«Un servizio di raccolta porta a porta esteso a tutta la città, organizzato meglio di quanto fatto in precedenza con un’implementazione delle ore lavoro notturne. Cosa che altri comuni dell’Oltrepò a partire da quest’anno stanno facendo, giungendo ad una grande soddisfazione anche per gli utenti, dopo qualche iniziale scontento e i conseguenti aggiustamenti. Il gruppo di lavoro del PD, partendo dai dati richiesti al Comune e ad ASM, vuole lavorare nella modalità ‘‘quartieri’’ che è un approccio ormai consolidato all’interno del Partito anche per affrontare altre problematiche e giungere a proposte credibili, realizzabili e strutturate».

Stante invece la direzione ormai tracciata, quali sono i punti da cui ripartire?

«Penso si debba organizzare, anche da parte nostra quando ne saremo messi al corrente, un’attività di informazione verso la popolazione, visto che l’Amministrazione, fino a questo momento, sembra non avere preso iniziative adeguate. Il gruppo di lavoro del Partito Democratico cercherà sempre comunque di ragionare in un’ottica “quartieri”. Pensiamo di guardare alla città, relativamente alla raccolta differenziata, non come unicum, ma anche secondo le diverse zone. Magari ci sono quartieri già molto avanti in relazione alla raccolta di un certo tipo di rifiuto, come potrebbero esserci, invece, criticità».

Cosa risponderebbe a quei cittadini che non vedono di buon grado le novità in materia di raccolta dei rifiuti?

«Quello della raccolta differenziata è un futuro ineluttabile, non soltanto perché lo impone la legge, ma anche perché occorre evitare e prevenire fenomeni preoccupanti per l’ambiente. Abbiamo avuto un incombente e grosso problema ambientale con la centrale di Retorbido ora fortunatamente scongiurato. Dobbiamo fare tesoro di quell’insegnamento. Qui in zona non abbiamo attualmente impianti di incenerimento - Parona è il più vicino - e vogliamo scongiurare in tutti i sensi la possibilità che si vengano a creare impianti di questo tipo».

La parola ‘‘discarica’’, invece, non suona nuova alle nostre latitudini…

«Abbiamo sempre avuto una grande diffusione di cave, che rappresentano un elemento caratterizzante del nostro territorio, e terreno fecondo per discariche. Soprattutto siamo consapevoli di essere in una posizione molto a rischio, contigua all’area metropolitana di Milano: siamo nel primo posto utile per riempire di rifiuti capannoni o cave abbandonate in maniera autorizzata o non. ll nostro territorio rischia di essere invaso da persone con non buoni intendimenti, intenzionate trarre a profitto dal commercio, trasformazione e produzione dei rifiuti come ha dimostrato la vicenda Recology che comunque vada costituirà costi per la collettività locale».

di Pier Luigi Feltri

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