Mercoledì, 26 Settembre 2018

"PARIGI SI SCUSI", TRIA ANNULLA IL VIAGGIO IN FRANCIA. DA PARIGI PRIMI SEGNALI DI PENTIMENTO

Non solo la convocazione dell’ambasciatore. Il governo ha mandato anche un altro segnale, molto forte, alla Francia: il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha cancellato il viaggio a Parigi, dove avrebbe dovuto incontrare il suo omologo Bruno Le Maire. La decisione del titolare di via XX settembre, secondo quanto trapelato, sarebbe giunta mentre il ministro stava per raggiungere l’aeroporto dove nel primo pomeriggio avrebbe dovuto prendere proprio il volo per Parigi.

«La visita del ministro dell’Economia, Giovanni Tria,  è stata cancellata su richiesta degli italiani e ce ne rammarichiamo. C’erano molti temi importanti da discutere con il ministro Tria in particolare in vista del Consiglio europeo di fine giugno», ha commentato un portavoce del ministero dell’Economia francese, aggiungendo che «speriamo che questo incontro possa avvenire al più presto possibile». Tra i due ministri, comunque, sarebbe intercorsa una telefonata nella quale avrebbero «concordato di vedersi nei prossimi giorni».

La notizia della cancellazione del viaggio di Tria è giunta dopo il termine dell’incontro tra il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e il rappresentante diplomatico francese convocato alla Farnesina, l’Incaricata d’Affari, Claire Anne Raulin, che ha sostituito l’ambasciatore, Christian Masset, oggi non presente a Roma. «Il ministro ha dichiarato che il governo italiano auspica che le autorità francesi, fatte le opportune valutazioni, assumano rapidamente le iniziative idonee a sanare la situazione che si è venuta a creare», ha fatto sapere la Farnesina al termine del colloquio, durante il quale l’esponente del governo italiano ha manifestato tutto lo sconcerto e l’irritazione di Roma per le uscite inopportune del presidente Macron e del portavoce del suo partito, En Marche, Gabriel Attal, sulle scelte italiane in merito al caso Aquarius.

 A stretto giro dopo l’annullamento del viaggio di Tria, la Francia ha fatto sapere, tramite un portavoce del ministero degli Esteri, di tenere alla cooperazione con Roma sul tema dell’immigrazione. «Teniamo al dialogo e alla cooperazione che abbiamo con Roma su questi temi», ha detto il portavoce, assicurando che il Quai d’Oray è «perfettamente cosciente del carico che la pressione migratoria fa pesare sull’Italia e degli sforzi che quel Paese assicura». «Beninteso nessuna delle dichiarazioni fatte dalle autorità francesi lo ha mai rimesso in causa, così come la necessità di coordinarci strettamente tra europei», ha proseguito il portavoce del ministero degli Esteri francese, sottolineando la necessità di arrivare rapidamente ad un accordo sulla riforma del regime di asilo europeo. «È il senso del lavoro che vogliamo portare avanti con i nostri partner italiani nei prossimi giorni e che sarà naturalmente al centro del colloqui previsti venerdì tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio italiano», ha detto ancora il portavoce del governo francese. Proprio il viaggio di Conte in Francia, in queste ore, è stato al centro di una riflessione da parte di Palazzo Chigi, che sia per voce del vicepremier Matteo Salvini sia, più indirettamente, attraverso il lavoro di Moavero ha fatto sapere di aspettarsi scuse ufficiali da parte di Parigi.

"Spero che arriveranno le scuse della Francia". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini parlando al Senato in riferimento alla vicenda Aquarius e alle accuse di Parigi all'Italia. "Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà. La nostra storia di generosità e di volontariato - ha sottolineato - non merita di essere apostrofata in questi termini da esponenti del governo francese che spero diano scuse". "Chiedo a Macron - ha aggiunto - di passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9mila migranti che si era impegnato ad accogliere per dare un segno concreto".

Poi, lasciando a piedi palazzo Madama dopo l'intervento sul caso Aquarius, Salvini ha dichiarato: "Conte è legittimato a non andare al vertice di Parigi, noi lo sosterremo. Ci sono ragioni molto fondate per prendere questa decisione". "Conte senza scuse ufficiali - ha spiegato - fa bene a non andare". Il vertice tra il presidente del Consiglio e il presidente francese Emmanuel Macron è previsto per venerdì prossimo. Intanto, alla luce degli ultimi sviluppi, è già saltato il viaggio di oggi a Parigi del ministro dell'Economia Giovanni Tria.

Parlando in Aula del ruolo del nostro Paese in Europa, Salvini ha osservato: "In queste ore ho sentito tanti colleghi europei. Leggevo di una Italia isolata. Non siamo mai stati così centrali e così ascoltati come in queste ore". "Io per primo sono stufo che i bambini muoiano, sono stufo di questi morti di Stato'', ha detto il ministro dell'Interno. "Non accetto, avendo due figli - ha sottolineato -, che si dica che al governo c'è chi vuole male ai bambini. Non voglio che i bambini siano messi su un gommone in condizioni di morire nel Mediterraneo, sono stufo che i bambini muoiano perché qualcuno li illude che in Italia c'è casa e lavoro per tutti".

"Non è possibile - ha poi osservato - che siano associazioni private, finanziate chissà chi, a imporre tempi e modi dell'immigrazione". "L'oggetto della prossima informativa sarà da dove vengono queste sovvenzioni, perché io amo il volontariato ma quando leggo che dietro c'è Soros qualche dubbio inizia a venirmi su quanto sia spontanea questa generosità", ha aggiunto il vice premier.

"Ama il prossimo tuo come te stesso, sì - ha detto Salvini -. Il mio prossimo sono le donne e i bambini che fuggono dalla guerra, questi devono avere casa loro a casa nostra". "Ma questi non possono essere mischiati con l'immigrazione clandestina che porta solo allo scontro sociale. E ama il prossimo tuo significa anche amare i milioni di italiani che hanno perso casa, lavoro, speranza", ha aggiunto il ministro dell'Interno.

"Se l'Europa c'è - ha continuato Salvini -, batta un colpo adesso o taccia per sempre...''. Sul Trattato di Dublino ci vuole una posizione "concordata e costruttiva. Con il collega tedesco e quello austriaco - ha annunciato - proporremo una nostra iniziativa sul fronte interno e esterno". "Sto lavorando per essere in Libia entro giugno - ha poi aggiunto - per avere la garanzia che ci sia parità di diritti e doveri su entrambe le sponde del Mediterraneo".

Poi, tornando a parlare dell'attacco di Parigi, Salvini ha rimarcato: "Non è un derby Italia-Francia. Non è neppure il mondiale a cui per altro non parteciperemo... Il problema è che la nostra storia di generosità e volontariato non merita di essere apostrofata in quel modo da un rappresentante del governo e spero che la Francia - ha ribadito - dia le scuse ufficiali nel più breve tempo possibile".

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