Venerdì, 24 Maggio 2019

BRONI - «MAGGIORANZA ALLERGICA ALLE CRITICHE. LA REPLICA DEL SINDACO? VALUTERANNO I MIEI LEGALI»

Dopo le dichiarazioni del sindaco di Broni Antonio Riviezzi e della sua giunta, apparse sullo scorso numero del nostro giornale, i tre membri del gruppo di minoranza Broni in Testa, Cesare Ercole, Luigi Castena e Giusy Vinzoni, hanno voluto replicare.

Iniziamo con il capogruppo di minoranza. Cesare Ercole, chi è il destinatario delle sue considerazioni?

«Sinceramente avrei indirizzato questa missiva non ad un sindaco ma ai “sindaci” che attualmente governano Broni. Riviezzi sa a chi mi riferisco, al consigliere Paroni che proprio lui ha nominato recentemente come suo sostituto nel controllo ed esecuzione del suo programma elettorale».

Dal suo punto di vista quali possono  essere le conseguenze, ammesso che ce ne siano, di questa scelta?

«Questa azione, se pur legittima, lascia sicuramente un segno indelebile sul  mandato di Riviezzi: un sindaco che incarica un altro ex sindaco affinchè tutto proceda secondo i piani prestabiliti».

Cosa penseranno gli elettori secondo lei?

«Non oso pensare! Anche se le gratificazioni che sta dispensando a destra e a manca sicuramente  porteranno al sindaco Riviezzi gratitudine e consenso. Ma non è così che funziona! La ruota gira se si applica un concetto di equità verso tutti i cittadini, se si considerano tutti uguali e non, come parrebbe, cittadini di serie A e di serie B. Forse nelle segrete stanze del palazzo comunale questo concetto tarda ad entrare anche se la minoranza definita faziosa e “rompi balle” glielo ripete continuamente».

Come giudica il  lavoro della minoranza  di Broni in Testa di cui è il capogruppo?

«Mi rivolgo direttamente “ai sindaci”: avete passato, signori sindaci, dieci anni in assoluto benessere politico e mi riferisco ad una minoranza che tranne un esponente, il consigliere Bosini, vi ha lasciato fare senza una minima opposizione. Ora “Broni in Testa” sta solo facendo il proprio dovere che è quello della minoranza e cioè il controllo del vostro operato. Vi sembra poco? Avreste forse desiderio che la minoranza facesse proposte? Non ci sarebbero problemi se voi convocaste le commissioni e lasciaste discutere i provvedimenti, ma al contrario voi li proponete già confezionati e guarda caso tre/quattro giorni prima del consiglio comunale!».

Come si sente di concludere?

«Vedete, signori sindaci, la visione politica nostra e vostra non coincide nè nei programmi nè nelle finalità. E non lo dice il sottoscritto ma gli elettori che hanno votato recentemente. Piano piano i giochetti che avete fatto in campagna elettorale verranno a galla, e chi meglio del popolo è in grado di giudicare? Ora vi saluto cordialmente e vi ricordo ancora, senza entrare nel merito dei provvedimenti che avete adottato, per questo ci pensano i miei due consiglieri Vinzoni e Catena, parafrasando un vecchia rivista dialettale di Lasarat e Mezzadra e Colombi “ieri,oggi,domani” che la ruota gira gira senza fine!».

Passiamo all’altro membro del gruppo, Luigi Catena. Cosa ne pensa delle critiche del Sindaco Riviezzi alla consigliera Vinzoni?

«Qual è il ruolo che svolge un consigliere di minoranza? Una delle critiche che usualmente vengono mosse ad un consigliere di opposizione è quella di essere esageratamente disfattista e poco propositivo. Dal punto di vista istituzionale il consigliere di opposizione deve vigilare sull’operato della maggioranza mettendone in luce limiti e difetti. Ed ovviamente dovrebbe farsi anche portatore di nuove e diverse proposte, quando glielo consentono. Tutto ciò in via teorica. Nella realtà le cose sono diverse,le dinamiche amministrative impongono a chi comanda di bocciare e snobbare tutto quanto proviene dalla minoranza, perché l’opposizione è sempre il nemico al quale non può essere concesso spazio né iniziativa. Caro Sindaco Riviezzi, che a lei piaccia o no il nostro ruolo è questo, purtroppo vedo che ogni nostra osservazione/critica, è presa come se fosse un fatto personale. Noi dopo circa due anni non abbiamo la presunzione di  dire di aver assimilato una esperienza tale da sapere bene il funzionamento della macchina amministrativa comunale, ma certamente non siamo dei “diffamatori/livorosi” come vorrebbe far credere il sindaco ai cittadini bronesi, come non credo proprio che siamo sprovveduti, nel percepire delle velate minacce quando afferma  “Ricordo che il procurato allarme è un reato penale e, soprattutto che dichiarazioni pubbliche di questo tipo possono creare anche danni economici, alle attività produttive della città e ai suoi abitanti”:  credo che sia il sindaco a dover fare serie riflessioni quando fa questo tipo di affermazioni. è evidente ai più che non ha ancora quella esperienza amministrativa tale da gestire un comune come Broni, lo dimostra la delega data a un consigliere nonché ex sindaco (boicottato dai cittadini alle elezioni) per portare avanti il “suo” programma elettorale, azione legittima, per carità… ma a nostro avviso poca opportuna».

Sentite di aver denigrato la città?

«Noi non denigriamo la città, noi  “critichiamo” chi non sa amministrarla sono concetti ben diversi. Vorrei poi dire al sindaco di non far passare messaggi che di vero hanno ben poco».

A cosa si riferisce?

«Mi riferisco ad una sua affermazione riguardo “La convenzione con il comune di Cigognola per la gestione associata del servizio di Polizia Comunale che garantirà maggiore presenza sul territorio degli agenti: da questa convenzione si presume che il numero degli agenti di cui Broni potrà disporre, per assicurare una maggiore presenza sul territorio, aumenti. Come Riviezzi ben sa, un solo agente presta servizio nel comune convenzionato. Trasparenza caro sindaco… Trasparenza…  Noi vogliamo bene alla nostra città, prova ne è, che in tempi non sospetti suggerii  all’assessore Estini interventi per cercare di rilanciare il tessuto commerciale, che non possono essere  solo gli eventi».

Cosa serve secondo lei?

«Ben vengano gli eventi, ma c’è la necessità che l’amministrazione  coinvolga i proprietari degli immobili sfitti, con proposte e agevolazioni, atte a incentivare nuove aperture. è su questo aspetto dovrebbero attivarsi molto di più, magari  tralasciando l’organizzazione degli eventi, o delegando ad altri. Notiamo invece che la predisposizione dell’assessore è quella di organizzare, soprattutto da quando il sindaco le ha conferito la delega all’organizzazione dei “grandi eventi”… Ci piacerebbe sapere quali sono i piccoli eventi».

Chiedo anche a lei come vuole concludere.

«Concludo rivolgendomi al Consigliere Bongiorni, dall’alto della sua quarantennale (credo) esperienza amministrativa sia di maggioranza che di opposizione. Mi sarei aspettato dichiarazioni di un certo spessore. Le voglio ricordare che dalla nostra bocca non è mai uscita una sola parola sull’installazione dei cestini dei rifiuti. Stento a credere che certe affermazioni le abbia pronunciate lei consigliere Bongiorni, mi sembrano quelle di un neofita della politica locale… ma lei si ricorda quando era all’opposizione come si comportava? Evidentemente no».

Infine, la  consigliera Giusy Vinzoni. Come risponde alle affermazioni del Sindaco Riviezzi, dell’assessore Estini e del consigliere Bongiorni?

 «Prima di rispondere alle accuse sollevate da loro sono andata a rileggermi l’articolo uscito a marzo, che ha dato il via a queste dichiarazioni. Mi sono chiesta: “Ma hanno letto l’articolo? Lo hanno attentamente letto?” Mi sono risposta: “No!”. Faccio una premessa, riallacciandomi ad una delle prime battute di Riviezzi: “Mai un complimento alla nostra città e ai suoi abitanti”; la correggo sindaco…”mai un complimento all’amministrazione”. Sono due cose, fortunatamente, ben diverse. Mi preme poi tranquillizzare il sindaco sul fatto che io, a Broni, ci sono nata e ci vivo dal 1969, amo il mio paese e quello che sto facendo lo faccio proprio per i miei concittadini, quelli che mi hanno votata e quelli che non l’hanno fatto. Ho la grande fortuna di poter considerare questo impegno non un lavoro, ma un piacere e ciò mi dà la grande possibilità di dire ciò che penso e non ciò che la gente vorrebbe sentirsi dire».

Le sue dichiarazioni vengono definite livorose e al limite della diffamazione…

«Innanzitutto, non ritengo di aver mai fatto dichiarazioni - riporto quanto scritto dal sindaco -  con “toni livorosi, al limite della diffamazione”, ma dichiarazioni fastidiose, alle quali probabilmente l’attuale amministrazione non è abituata. Però, non è certo colpa mia, si dovranno anzi abituare - come dissi nel mio primo consiglio comunale - ad avere una “spina nel fianco”, che dovrebbe fungere da stimolo per lavorare sempre meglio…ma così non è! L’attuale amministrazione vorrebbe una minoranza silenziosa ed accondiscendente, che, però, non avrà mai, almeno per tutta la durata del mio mandato. Un bel ripasso di cultura democratica farebbe bene a molti!».

Le è stato anche detto che dipinge una realtà che non esiste.

«Si, il sindaco mi accusa  di “dipingere una realtà distorta che non esiste” e, addirittura, di contribuire ad arrecare un “irreparabile danno di immagine alla città”, quindi chiedo a Riviezzi se ne è così sicuro. Sono affermazioni molto pesanti, delle quali dovrà dar conto e che mi riservo di valutare nelle loro implicazioni.. I fenomeni di degrado, di vandalismo, di microcriminalità, da me citati sul numero di marzo de “Il Periodico” sono episodi riportati dal quotidiano “La provincia pavese” (nelle seguenti date: 01/02/2018 – 11/02/2018 – 17/02/2018 – 18/02/2018 – 20/02/2018 – 21/02/2018 – 25/02/2018), Trovo strano che al Sindaco siano sfuggite queste notizie e, se invece non sono sfuggite, perché accusare me di danno di immagine o di procurato allarme e non il giornalista che ha firmato questi articoli? Certo,  è più semplice accusare la Vinzoni, Consigliere scomodo, che ama la trasparenza e che infastidisce molto con le sue dichiarazioni, sempre supportate da documentazione!».

Cosa ne pensa della convenzione stipulata tra i comuni di Broni e Cigognola per la sicurezza?

«Tra i tanti interventi che l’amministrazione ha posto in essere per la sicurezza dei cittadini leggo della convenzione stipulata tra il Comune di Broni e quello di Cigognola  per la gestione del servizio di Polizia Comunale… a tale riguardo, sono ancora in attesa di conoscere quali siano i vantaggi per il Comune di Broni, mentre mi sono evidenti quelli per il Comune di Cigognola. Per quanto riguarda il sistema di videosorveglianza,  probabilmente, se funzionasse correttamente, i vandali, che si divertono a distruggere la rotonda delle nuove scuole elementari, sarebbero già stati identificati…o quella zona è priva di telecamere?»

E del fatto che lei abbia fatto dichiarazioni che potevano “procurare allarme” cosa ci dice?

«Parliamo adesso del “reato di procurato allarme”. Per questo devo rivolgere le mie parole direttamente al sindaco. Lei sindaco, parla di “reato penale” e mi permetto di farle un appunto, prima di entrare nel merito della sua accusa: non ha senso parlare di reato penale, posto che non esiste un reato non penale, già quindi nella definizione, che leggo nella sua risposta, iniziano le inesattezze. Ciò premesso, invito lei sindaco e i suoi consulenti legali a rileggere, con molta attenzione, la definizione che l’art 658 c.p. dà del reato di procurato allarme. L’articolo recita quanto segue: “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a 6 mesi o con l’ammenda da 10 a 516 euro”. Ciò vuol dire, in parole povere, che, nel momento in cui si diffonde una falsa notizia o un falso allarme, che facciano scattare le procedure dell’autorità per un pericolo in realtà inesistente, si ricade nel reato di procurato allarme. Anche un cittadino non esperto in diritto penale capirebbe immediatamente che le mie affermazioni rientrano in un ambito ben diverso, che è quello del ruolo del Consigliere comunale di minoranza e della fisiologica dialettica politica. Rileggendo le sue dichiarazioni, sorge invece a me il dubbio, che approfondirò con i miei legali, che siano proprio le sue accuse ad avere rilevanza penale, essendo io stata accusata di aver creato panico e, addirittura, di essere complice del calo delle vendite nel settore immobiliare…mi permetta…l’ultima sua affermazione ha creato non poca ilarità non solo nella sottoscritta! Per quanto riguarda invece le dichiarazioni dell’assessore ai grandi eventi Estini, mi permetto di suggerire anche a lei, prima di rispondere, di leggere attentamente le dichiarazioni da me fatte. Non ho mai parlato di “inconsistenza degli eventi organizzati”, ma ho dichiarato quanto segue: “non siamo contrari alle manifestazioni, anzi ben vengano, ma non accetto che si voglia far credere alla popolazione che con gli eventi si risolve un problema, quando la questione è molto più profonda”…».

A proposito dell’Assessore Estini, cosa ne dice delle sue dichiarazioni?

«Anche in questo caso preferisco rivolgermi direttamente all’ assessore. Nella sua replica (a cosa?), perché non ha parlato dei numerosi negozi chiusi, molti dei quali sulla via principale che attraversa Broni? Perché non risponde semplicemente alla mia domanda: la gente che viene a Broni per un evento e poi fa un giro per il paese che cosa può pensare? Questa era la mia domanda, ma, logicamente, meglio prendere la palla al balzo per elencare le numerose manifestazioni in programma (molte gratis…accerteremo!) e la grande sorpresona di Natale. E poi sono io ad essere accusata di fare propaganda? Mi verrebbe da dire: ah ah ah. Lei poi ha parlato di Enoteca, nuove scuole, Villa Nuova Italia….perché non ha parlato dell’Università dei sapori, di cui invece avevo fatto cenno? L’Università dei sapori, fiore all’occhiello per voi, costosa ed inutile cattedrale nel deserto per noi. Approfitto dell’occasione per ricordare a Riviezzi che, circa un anno fa (lettere a me indirizzata a firma dell’Assessore Comaschi), disse che avrebbe convocato una riunione dei capogruppo per organizzare una visita all’Università dei sapori; è passato quasi un anno e noi siamo ancora qui in trepidante attesa di poter fare un giro laddove abbiamo diritto di andare, diritto ad oggi non rispettato».

Il consigliere Bongiorni sostiene non solo che i vostri elettori si aspettassero di più da voi, ma anche che il criticare comporta meno impegno intellettuale.

«Sa di che cosa sono invece convinta io? Che fossero loro ad aspettarsi (o sperare) meno da noi! Siamo una presenza troppo fastidiosa, e loro non gradiscono essere giudicati e controllati. Bongiorni chiede collaborazione? Bene, ricordo che, grazie ad una nostra mozione (e numerosissimi solleciti!), sono stati, ad esempio, installati i defibrillatori e che loro non hanno fatto nemmeno lo sforzo di invitarci per l’inaugurazione, dicendo che si trattava di un evento privato! Ricordo che non ci hanno mai interpellati su nessuna delle loro decisioni e ricordo che, in più occasioni, abbiamo detto di non essere favorevoli ad interventi come quello di Via Cavour, ma..? Non è cambiato nulla. Eppure, caro Consigliere Bongiorni, a volte i nostri interventi sono stati davvero utili. Le ricordo ad esempio, che il concorso di pittura non è stato annullato grazie a me, che avevo letto il regolamento e le feci notare che, in un’intervista, Lei aveva indicato i nomi dei componenti della giuria, che invece andavano tenuti segreti sino al giorno della premiazione. I pochi Consigli comunali che il sindaco convoca, le poche commissioni sono la dimostrazione che il parere della minoranza, che rappresenta la maggioranza dei cittadini bronesi, non vi interessa! Criticare, secondo lei, comporta meno impegno intellettuale ?  Criticare, senza nemmeno aver letto con la necessaria attenzione le dichiarazioni degli altri, secondo Lei, che cosa può voler dire?

In conclusione, ha qualche proposta da fare?

«Chiudo con una richiesta, una cosa molto semplice, che darebbe la possibilità di spiegare le nostre posizioni davanti a tutti i cittadini. Propongo un incontro pubblico, davanti ai cittadini che il sindaco, dice di amare. Nel nostro bel Teatro, davanti a tutti. È dalla campagna elettorale che vi chiediamo un incontro pubblico…. perché non accettate? Ah… non con domande programmate, ma con tanti interventi della popolazione. Pensateci!». 

di Elisa Ajelli

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