Mercoledì, 08 Luglio 2020
 

VOGHERA – FORZA ITALIA : «NUOVI VERTICI? CATTANEO VUOLE UNIRE E NON DIVIDERE»

Parte un nuovo corso per Forza Italia, ma l’elezione dei nuovi vertici del direttivo vogherese fa discutere da subito. La scelta, effettuata dal coordinatore provinciale e neo deputato Alessandro Cattaneo, di inserire nel direttivo nomi di persone “di fiducia” dell’ex sindaco Aurelio Torriani non è andata giù all’attuale primo cittadino Carlo Barbieri, che proprio in Torriani, nonostante fosse anche lui esponente del centrodestra, ha trovato uno dei rivali nella corsa alle passate elezioni. Le nomine di Cattaneo secondo alcuni sarebbero una strategia per isolare politicamente Barbieri e la sua cerchia in vista delle elezioni 2020. Dal canto suo Giovanni Alpeggiani, uno dei principali sponsor politici di Barbieri e “deus ex machina” della politica sull’asse della Valle Staffora, proprio a Cattaneo non le aveva certo mandate a dire (con il famoso affondo sugli affidamenti di incarichi importanti ai “trombati”) dopo che non molto tempo fa aveva preso il posto di Barbieri come coordinatore provinciale azzurro. Il nuovo direttivo vogherese, alla cui guida è stato confermato Gianpiero Rocca, è composto dai due “torrianiani” Paolo Casaschi e Maurizio Schiavi, Federica Fariseo, l’assessore Giuseppe Carbone, i consiglieri comunali Massimo Maiola e Federico Taverna. Proprio con quest’ultimo, tra i volti più giovani della compagine, abbiamo affrontato la questione del “mood” interno a Forza Italia.

Taverna, la nomina di uomini vicini a Torriani suona come una presa di posizione o una ripicca di Cattaneo contro Barbieri e i suoi sponsor, che hanno già espresso perplessità per i nuovi vertici... Condivide?

«Non credo che Cattaneo si sia mosso nell’ottica della vendetta politica quanto piuttosto seguendo un principio di inclusione, comunque è giusto non nascondere che all’interno di Forza Italia a Voghera qualche malumore si è manifestato e ci sarà modo di chiarirli faccia a faccia in assoluta trasparenza. Se, come credo, c’è la volontà politica di lavorare bene per il 2020 allora le cose possono sistemarsi, se l’intento invece è quello di mettere in difficoltà allora si fa poca strada. Credo che alla fine prevarrà la prima ipotesi».

Come valuta la spaccatura interna a Forza Italia?

«Non vedo particolari spaccature, nessuno se ne è andato».

Concorderà però che la figura del sindaco Barbieri sia stata a volte oggetto di disaccordo anche internamente alla maggioranza. Si pensi allo strappo con la Lega prima delle elezioni 2015 fino alla stessa sfida “fratricida” con Torriani. Si può  dire che abbia diviso più che unire, nonostante alla fine abbia vinto…

«La mancata alleanza del 2015 con la Lega non è imputabile a Forza Italia o a Barbieri, la Lega aveva appoggiato fino alla fine il primo mandato di Barbieri poi qualcosa si è rotto troppo in fretta spiazzando anche gran parte dell’elettorato vogherese e favorendo il PD».

Alle Regionali è mancata in lista la presenza di un uomo espressione dell’Oltrepò. Nè Barbieri nè Ferrari sono stati scelti. Questo nonostante Voghera sia una delle poche città di una certa dimensione governate da Forza Italia. Come mai ai piani alti non ci considerano?

«Per l’Oltrepò era uscito il nome di Quaroni, Barbieri poteva essere un candidato vincente ma probabilmente ci saremmo trovati, in caso di elezione, con una città ancora in stallo politico dopo un anno di commissariamento. Mi sarei aspettato da parte della Gelmini un po’ più di ascolto dei territori e una battaglia più convinta sulla possibilità di ottenere l’assessore regionale per la Provincia di Pavia di Forza Italia. Abbiamo eletto Cattaneo e Invernizzi, e se non fosse stato per il dato percentuale più alto di un paio di punti sarebbe scattato il seggio anche per Vittorio Pesato al Senato. Abbiamo perso un po’ di terreno e dobbiamo metterci d’impegno per rilanciare una politica di rinnovamento e meritocratica».

Non concorderà, eppure sembra proprio che la manovra di Cattaneo miri ad isolare il gruppo Barbieri-Alpeggiani in vista del 2020. Che scenario prevede per le prossime elezioni? Il centrodestra riuscirà a ricompattarsi?

«Innanzitutto non mi sembra, come le ho detto, che Cattaneo persegua una strategia

finalizzata ad isolare soprattutto in un momento come questo. Per il 2020 è chiaro che ci si aspetta la coalizione di centrodestra unita così come lo siamo stati per le regionali e le politiche di Marzo».

Il suo futuro? Resterà fedele a Forza Italia?

«Resterò in Forza Italia, a patto che non si facciano accordi strani col PD».

Totosindaco. Provi a sbilanciarsi su un nome per il dopo Barbieri…

«Davvero troppo presto per dirlo, prima la coalizione e i programmi, poi la scelta del candidato. Che però è evidente spetti a Forza Italia, che sta amministrando per il centrodestra mentre la Lega siede sui banchi dell’opposizione».

Faccia un po’ di autocritica. In cosa questa amministrazione è mancata?

«Ci vorrebbe più gioco di squadra in giunta, troppo spesso gli assessori si limitano al compitino quando invece si dovrebbero mettere in rete più progetti condivisi per ottenere un buon risultato finale. Dobbiamo sicuramente presentarci al 2020 con un modello e un progetto di gestione chiaro sulla raccolta rifiuti che non possiamo più rimandare».

Quali battaglie porterà avanti come consigliere comunale nei prossimi mesi?

«Come consigliere comunale vorrei riprendere l’idea del corso “fai curriculum” che avevo portato avanti qualche anno fa, articolandola in modo più specifico».      

Di che cosa si tratta?

«Di un corso di formazione per la stesura del proprio curriculum vitae. Uno dei motivi per cui non si viene contattati per un colloquio deriva proprio dal fatto che il CV è scritto male, presenta lacune, è impaginato in modo disordinato oppur risultano poco chiare le informazioni che si vogliono trasmettere. Il corso che ho in mente serve perché una persona possa avere un buon biglietto da visita. Il curriculum è uno strumento essenziale per trovare lavoro».

di Christian Draghi

 
 
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