Giovedì, 19 Luglio 2018

ROMAGNESE - LA FRANA DI CASALE: «NESSUN PERICOLO PER GLI ABITANTI»

«Nessun pericolo per le persone e le case ma, se così fosse, le famiglie verrebbero immediatamente evacuate in maniera cautelativa in luoghi sicuri”. Il vicesindaco di Romagnese Ada Risi interviene per tranquillizzare la popolazione dopo che la frana nella frazione Casale dovuto alle piogge abbondanti delle scorse settimane aveva generato allarme.

Risi si può dire che la situazione è sotto controllo?

«I tecnici della Protezione Civile, gli stessi tecnici dell’ UTR, intervenuti nell’immediatezza di questo nuovo evento atmosferico, sono concordi nel ritenere che non sussistano motivi di allarme, tale da mettere in pericolo, le persone e le case della frazione. La situazione è monitorata costantemente e interverremmo subito qualora si manifestasse un qualunque rischio».

Il dissesto idrogeologico però in quella zona rappresenta un problema annoso. Avete eseguito controlli o indagini per capirne la natura?

«Si tratta di un fenomeno franoso classificato  come “scivolamento, colata e fenomeno complesso”, riattivato a seguito del congiunto scioglimento rapido della neve in concomitanza a precipitazioni abbondanti, già segnalato e già oggetto di lavori di messa in sicurezza negli scorsi anni. Nel 2016, a seguito di un periodo di forti piogge, si era notato un certo movimento, ed era quindi stata fatta una richiesta di intervento agli organi competenti. Da allora, abbiamo continuato a segnalare e ad eseguire tutte le verifiche necessarie».

Sono previsti interventi?

«Naturalmente siamo al lavoro, per andare ad eseguire tutti gli ulteriori accertamenti e azioni che si renderanno necessarie per rallentare l’evoluzione della frana e mettere in sicurezza il versante».

Recentemente siete entrati in Unione con Brallo, Menconico e Santa Margherita Staffora. è stato fatta solamente per poter disporre dei fondi del bando Aree Interne o risponde ad altre logiche?

«La scelta di unirci con gli altri comuni montani deriva principalmente da considerazioni di merito e di metodo, dalla ubicazione geografico-naturalistica, dalla similitudine del modello di accoglienza turistica (proprio nel territorio alto, abbiamo il maggior numero di attività ricettive) e nella possibilità di crescita. Scelta maturata nel tempo e non da ora. Anche i comuni che non sono andati in Unione usufruiranno dei fondi destinati da Aree Interne. Quello che però avevamo sottoscritto in fase di candidatura al progetto andava nella direzione di creare le unioni, proprio per rispondere al meglio a quei criteri progettuali. Per questo si è assistito a quella che è sembrata una accelerazione, mi permetto però di sottolineare che è stata una scelta precisa e un voler mantenere fede a impegni presi ai tavoli istituzionali».

Riguardo al Bando Aree Interne c’è chi ha un po’ polemizzato, come il sindaco di Menconico Bertorelli, sostenendo che il bando non finanzia i progetti che possono portare un vero sviluppo. Lei concorda?

«A tutti noi sarebbe piaciuto veder finanziato il proprio singolo progetto, ma Aree Interne ha chiesto una cosa diversa, di pensare in “grande”, per il bene di tutta la comunità, prescindendo dal singolo comune. Le considerazioni del sindaco Bertorelli sono corrette solo se riferite a quello che era il suo desiderio iniziale. La sfida invece è proprio quella di cambiare passo e in questo tutte le amministrazioni locali stanno dando prova di volere davvero un cambiamento radicale».

Voi per quali progetti avete ottenuto finanziamento?

«I progetti che si andranno a realizzare non sono solo nostri, sono progetti d’area e la vera novità riguarda la ricaduta sul territorio vasto. Comunque, nel perimetro di Romagnese, verrà riqualificato il Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva, il museo etnografico, ci saranno investimenti importanti sulle vie storiche, sull’illuminazione pubblica e la sicurezza».

E la Casa Albergo? Esistono concrete prospettive di recupero? Com’è la situazione oggi?

«La situazione, inutile negarlo, è estremamente complessa. Stiamo lavorando congiuntamente con tutti gli enti coinvolti. La risoluzione di tutte le problematiche, prevede un iter complesso, dato però l’interesse dimostrato anche da alcune realtà private, siamo fiduciosi di poter dare una destinazione d’uso alla struttura».

La frazione Casa Matti è salita all’onore delle cronache perché la comunità di migranti che ospita è più numerosa dei cittadini residenti. Quanti sono oggi i profughi e come procede la loro integrazione?

«Effettivamente, quando sono arrivati i migranti, si è creato un certo sconcerto, anche in considerazione del loro numero, in rapporto al numero di abitanti della frazione. Il loro numero è determinato dalla Prefettura, sulla base della capienza della struttura ospitante. Comunque sono diminuiti nei numeri, anche grazie al minor numero di sbarchi. L’integrazione richiesta per legge è invece garantita dalla cooperativa Finis Terrae, frequentano corsi d’italiano, sono seguiti per le pratiche burocratiche e aiutati nell’iter psicologico».

Il Comune ha trovato loro un impiego di qualche tipo?

«Da parte nostra, si è avviato un progetto che vede alcuni di loro impegnati come volontari, nel museo civico, partecipano attivamente alle visite e si occupano dell’accoglienza delle scolaresche e dei visitatori. La ASD Romagnese calcio ne ha integrati alcuni, che giocano con i nostri ragazzi, con ottimi risultati».

Com’è la situazione delle casse comunali? Si era parlato di un disavanzo, circa 80mila euro da recuperare....

«Siamo soddisfatti di quanto abbiamo operato sino ad’ora per risanare le nostre casse, e riteniamo di arrivare al pareggio di bilancio entro la fine del nostro mandato, come peraltro previsto dalle normative in materia di bilancio, vigenti».

di Christian Draghi

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