Giovedì, 12 Dicembre 2019

PONTE NIZZA – “POLEMIZZARE SUL BANDO AREE INTERNE È INUTILE E FUORI LUOGO”»

Quando si parla di Aree Interne, il bando nazionale per finanziare luoghi svantaggiati,  il sindaco di Ponte Nizza Tino Pernigotti non canta nel coro dei “delusi”. Anzi, rimbrotta i colleghi che si sono lamentati nel vedere alcuni progetti bocciati e si gode il “sì” al piano di recupero dell’ex stazione della Voghera-Varzi nel cuore del paese e il maxi finanziamento regionale che gli permetterà di rimettere a nuovo le scuole. Sul gelicidio invita al “mea culpa”, sulle fusioni è categorico: «Sono il futuro».

Sindaco, partiamo dalle buone notizie. Grazie ai fondi Aree Interne finanzierete un progetto importante…

«Abbiamo proposto e ottenuto di recuperare l’intera area dell’ex stazione della ferrovia Voghera-Varzi che a breve sarà interessata anche dal transito della green-way per cui lo riteniamo un buon intervento,  altrimenti non avremmo saputo come reperire le risorse per realizzarlo».

Eppure Alcuni suoi colleghi hanno espresso pareri critici su questo bando, facendo notare come i numerosi vincoli burocratici impediscano di ottenere finanziamenti per progetti che possano essere davvero incisivi per lo sviluppo dell’economia in Valle Staffora. Lei che ne pensa?

«Che ci siano delle priorità più importanti per il nostro territorio (vedi la condizione della rete viabilistica) è fuori discussione. Ma sapevamo prima di partecipare al bando di Aree interne quali fossero i settori a cui erano indirizzati i fondi per cui polemizzare a posteriori sulla destinazione delle risorse quando le priorità sono altre, mi sembra inopportuno e fuori tempo».

Partiamo dal gelicidio e i danni provocati. Com’è la situazione viabilistica nel Comune?

«Attualmente le strade sono tutte libere e circolabili. Insiste ancora del materiale legnoso nelle cunette e nelle scarpate di alcune strade, ma presto verrà rimosso».

Può quantificare il costo dei danni?

«Bisogna distinguere la tipologia di danno. Il danno che hanno subito i nostri boschi è incalcolabile. Ci vorranno decenni per ripristinare un assetto naturale normale considerate le ferite che hanno riportato le piante. Per quanto riguarda il costo economico dovuto per il ripristino della viabilità, delle forniture di energia elettrica e collegamenti telefonici  si stimano in parecchie decine di migliaia di euro».

Lei è tra quelli che pensano che il gelicidio abbia causato danni ingenti perché evento eccezionale e che nulla si poteva fare, oppure è tra quelli che sostengono che è mancata prevenzione come pulizia di boschi, strade, fossi?

«Sicuramente l’evento è stato  di una eccezionalità tale che nessuna persona  ne ricorda uno simile, per cui lascio immaginare la gravità. Non declino certamente ad altri la responsabilità di non aver fatto niente per prevenire e di conseguenza alleggerire l’entità dei danni provocati. Certi provvedimenti, seppur impopolari e politicamente autolesionisti per le amministrazioni in carica, vanni presi senza guardare in faccia a nessuno e un po’ di “mea culpa” dovremmo recitarlo anche noi».

Un altro tema caldo sono le fusioni. Lei come la pensa in merito?

«Le fusioni sono solo il modo di anticipare il futuro. Le fornisco due dati: solo nel 2017 Ponte Nizza ha perso il 3% della popolazione residente. Rispetto a 30 anni fa ne conta il 20% in meno. E il 15% della popolazione oggi ha più di 80 anni. Non siamo stati considerati area interna per intervento di qualcuno, ma perché i dati lo confermano. Mantenere un apparato amministrativo attuale sarà impossibile con i trasferimenti che lo Stato continua a diminuire, pertanto se non sarà una volontà degli amministratori sarà volontà imposta dall’alto».

Ponte Nizza è in unione con? Quali servizi condividete e con quali benefici per la comunità?

«Ponte Nizza dalla fine del 2016 fa parte dell’ “Unione Terre dei Malaspina” con il Comune di Cecima. E’ un’Unione completa perché tutti i servizi sono associati e i cittadini pur non percependo più di tanto la differenza, possono usufruire dei servizi esattamente come prima. Ponte Nizza può utilizzare un operaio che da solo non aveva, e Cecima un vigile che da solo non aveva. Entrambi i Comuni possono utilizzare nuove risorse che premiano questo sforzo».

Parliamo di opere pubbliche. Avete finalmente ottenuto i fondi che aspettavate per la scuola. Può illustrarci brevemente il progetto?

«Il finanziamento di 220mila euro, concesso dalla Regione Lombardia, riguarda l’efficientamento energetico e più precisamente i lavori di rimozione dell’attuale rivestimento esterno, posa di cappotto termico sulle mura perimetrali, coibentazione del tetto creando idonee pendenze con relative protezioni, posizionamento delle scossaline e pluviali, sostituzione degli infissi e installazione di scambiatori d’aria con recupero di calore».

Quali benefici ci saranno per la collettività? Quali altri Comuni interesseranno?

«Il risultato sarà sicuramente ottimo: gli alunni potranno seguire le lezioni in ambienti più sani e salubri. Vi sarà una diminuzione delle immissioni con un notevole risparmio economico dovuto al minor consumo di combustibile per riscaldamento. Questi benefici riguardano gli alunni  e i Comuni di Bagnaria, Cecima, Ponte Nizza e Val di Nizza che si ripartono i costi di gestione del plesso scolastico».

di Christian Draghi

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