Giovedì, 21 Novembre 2019

VERRUA PO - «NON È DA ESCLUDERE DI ARRIVARE PRIMA ALLE ELEZIONI»

In molti apprezzano il piatto e continuo andamento dei paesaggi di pianura che sembrano perdersi all’orizzonte, i piccoli comuni che si affacciano sul Grande Fiume si somigliano tra loro eppure ogni luogo ha la sua tipicità. La fotografia di Verrua è sicuramente ornata da una cornice floreale. Un quadretto all’apparenza idilliaco, ma come le belle donne anche Verrua Po cerca di mascherare le zampe di gallina. A parlarci delle criticità che scuotono il piccolo comune oltrepadano è Rufo Salvi, rappresentante della minoranza, in disaccordo con il Sindaco Lazzari.

Dopo quasi due anni di amministrazione Lazzari come valuta l’operato della Giunta?

«L’operato dell’amministrazione è incompleto e poco professionale. Incompleto perché nel loro programma iniziale si sono focalizzati su punti di grande impatto ma inutili in realtà: un esempio su tutti l’installazione delle telecamere di videosorveglianza, uno specchietto per allodole in un Comune come il nostro, poiché il loro utilizzo è quello più che altro di “spaventare” più che di funzionare realmente. Sono stati spesi davvero molti soldi, 50mila euro circa e sono state installate subito nel primo anno».

Oltre alla video sorveglianza quali sono i punti di maggior disaccordo con l’amministrazione?

«Avevano promesso che avrebbero fatto tanto per i giovani, invece la maggior parte delle attività per i giovani sono ad opera delle varie associazioni private: va riconosciuto il merito di queste cose ai cittadini e  non certamente al Comune».

Scuole: ci spieghi cosa è successo esattamente...

«Hanno creato un vero e proprio caso per quanto riguarda le scuole, infatti a Verrua Po ci sono sia la scuola elementare che la scuola media e fino all’anno scorso si trovavano in due edifici diversi. L’edificio della scuola media era piuttosto grande, mentre quello della scuola elementare aveva appena ricevuto un rinnovo dell’impianto di riscaldamento. Il problema è nato quando le cinque classi delle elementari sono state spostate nell’edificio delle scuole medie, senza poter però ospitare tutti gli alunni e alla fine ci si è ritrovati a dover unire le classi elementari/medie creando un enorme disordine in quanto le maestre non riuscivano a spiegare in maniera appropriata le lezioni. Il risultato è stato il trasferimento della maggior parte degli alunni in scuole di altri paesi vicini con la conseguenza che per l’anno prossimo non sarà più scontato il poter organizzare le classi delle elementari, per mancanza di iscrizioni. Questo spiega quello che intendevo per un’amministrazione “incompleta”. Questi interveti alla struttura sono costati più di 300mila euro, risultando una spesa completamente ingiustificata».

Lei ha definito “poco professionale” l’operato del sindaco Lazzari. Perchè?

«Le faccio un esempio concreto: è presente a Verrua un capannone di proprietà comunale affittato ad un imprenditore della nostra zona che lo utilizzava per l’ammasso del raccolto da smerciare poi nel tempo, pagando un canone di locazione al Comune pari a circa 20 mila euro annui. Questo significava avere comunque un’entrata in più nelle nostre casse comunali. L’attuale sindaco ha fatto valutare da un perito il valore del capannone e come succede in questi casi, la cifra che è risultata è stata molto alta e ha deciso di conseguenza di annullare il vecchio contratto con l’imprenditore e alzare il prezzo dell’affitto. Terre Padane, nota azienda in trattativa per l’affitto del capannone ha rifiutato il contratto visto l’aumento di prezzo rispetto a quello precedente. Tutt’ora il capannone è sfitto e non rende niente al Comune».

Punti invece con i quali avete dialogato e costruito con la maggioranza?

«Noi in consiglio comunale abbiamo sempre cercato di consigliare l’attuale amministrazione, non abbiamo mai ricercato la contrapposizione a tutti i costi. Nonostante questo non siamo quasi mai riusciti a trovare un accordo con loro, il sindaco è sempre andato avanti per la sua strada. Gli unici punti su cui ci siamo trovati d’accordo riguardano le decisioni più banali, che sono poi alla fine il 90% delle discussioni che si affrontano e che sono quelle di ordinaria amministrazione; per quanto riguarda le decisioni che invece sottintendono lampi di individualismo, non ci siamo mai trovati d’accordo. Purtroppo i debiti del loro mandato dovranno essere pagati da quelli che verranno poi».

Lei è stato Assessore della giunta Ferrari, sconfitta alle elezioni del 2016. Cosa potevate fare di più e di meglio?

«A noi era stato contestato l’immobilismo nel prendere decisioni come quelle prese dall’attuale sindaco. Noi non abbiamo fatto poco: non abbiamo aumentato le tasse, le aliquote erano al minimo di legge; eravamo riusciti ad asfaltare le strade; non avevamo acceso altri mutui. Noi ora aspettiamo il bilancio per vedere a che punto verranno aumentate le tasse. Il bilancio comunale è una coperta corta, non si può promettere un sacco di cose che non si possono mantenere. Noi abbiamo la sensazione che il bilancio, che verrà rivelato fra qualche mese, sarà testimone dei nostri dubbi.

Cosa si può fare di concreto in un paese come Verrua?

«Quello che si può fare in un paese come il nostro, soprattutto nel sociale, comunque è molto poco. Se le persone vogliono fare, fanno, ma se non hanno voglia purtroppo non faranno. Noi abbiamo la fortuna di avere presenti nel territorio associazioni che hanno voglia di fare e che infatti ottengono ottimi risultati. Ci sono persone inoltre, che hanno bisogno di aiuto, persone povere o persone che hanno disabilità e che quindi necessitano di quei fondi che da sempre vengono tenuti da parte per gli interventi sociali. In questa amministrazione invece sono stati aumentati gli affitti in mano al comune per far fronte alla mancanza di fondi necessari per il sociale. Prima c’erano, ora sono stati spesi per altro. Una delle cose che più mi rattrista è vedere i ragazzini di Verrua Po che non hanno un parco giochi o un giardino, in cui giocare. Si ritrovano nella piazza davanti al Comune e diverso hanno solo le telecamere sopra la testa».

Le prossime elezioni sono ancora lontane, si voterà infatti nel 2021, ma spesso nei piccoli comuni “ci si porta avanti con i lavori” . Si sta già delineando un nuovo possibile scenario?

«Le prossime elezioni sono lontane è vero ma non è da escludere, nel caso si delinei  il peggiore degli scenari, di arrivare prima alle elezioni. Sono successe cose piuttosto gravi come ho già detto e che ho spiegato e non è detto che anche all’interno della maggioranza stessa, ci siano persone che hanno ormai anche loro forti dubbi sul sindaco e che vogliano ribaltare la situazione».

Suo nonno il Dottor Giuseppe Rezzani è stato Presidente della Provincia di Pavia e molto attivo politicamente nel partito socialista. Si può dire che lei la politica ce l’ha nel sangue?

«Giuseppe Rezzani, ex presidente della Provincia di Pavia, è morto quando avevo 10 anni. Era un uomo molto ben voluto, aveva rapporti con persone di qualsiasi estrazione sociale. Sicuramente sono stato ispirato dalle sue idee e dalla sua attività politica, non vuol dire che io voglia ripercorrere la sua strada, ma sicuramente sono rimasto influenzato dalla sua figura. Un grande uomo, dalla grande influenza e dalle grandi capacità, che ha fatto cose che a distanza di anni sembrano ancora notevoli… ma erano altri tempi, è difficile pensare di poter seguire le sue orme».

Verrua era molto conosciuta per la produzione di crisantemi,  con molte aziende sul territorio vocate a questo tipo di coltura. Oggi di aziende che coltivano crisantemi ne sono rimaste ben poche, forse una o due. Secondo lei è una situazione irreversibile oppure  ci sono ancora delle strade  che la politica può percorrere  per portare agli antichi splendori una coltivazione di nicchia soprattutto ora che l’agricoltura è in crisi?

«Per quanto riguarda la produzione di crisantemi, la nostra generazione ha ormai completamente abbandonato l’attività. Rimane comunque un territorio di imprenditori agricoli, anche piccoli e anche se forse ormai, vista la stretta dei contributi europei, fanno fatica ad arrivare a una parità di bilancio. Ci sono anche investitori più grandi anche nella produzione agricola e ci sono invece aziende di altro respiro, come piccole industrie. Le tipicità si sono perdute, ma l’economia è ancora attiva».

Verrua Po si trova in una posizione strategica per la vicinanza con Pavia, Broni e Casteggio. Esistono però anche delle problematiche legate alla viabilità, vedi il Ponte della Becca. Tutto sommato la popolazione è rimasta piuttosto stabile negli ultimi decenni senza picchi di spopolamento. Ci possono essere delle strategie per attirare ed invogliare le persone a restare e o a trasferirsi a Verrua Po?

«Alcune famiglie si trasferiscono ancora qui per la comodità di collegamento con Pavia e Milano, visto soprattutto che comunque Verrua rimane al di fuori delle arterie principali più trafficate e che quindi risulta rimanere un paese tutto sommato tranquillo. Nel nostro programma passato avevamo dato il via al piano TGT del governo che permetteva l’ampliamento di alcune abitazioni già esistenti e in molti hanno colto la possibilità; non è sicuramente una scelta appariscente rispetto ad altre che ha preso l’attuale sindaco, ma adesso molte persone stanno costruendo dove gli avevamo dato il permesso anni fa. È importante cercare anche di mantenere il nostro un paese di campagna, non vogliamo certo che diventi il dormitorio di quelli che lavorano in città: bisogna poter vivere bene in un paese tranquillo, pagando poche tasse».

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