Giovedì, 13 Dicembre 2018

ARENA PO «IL NOSTRO OBBIETTIVO È DI SPINGERE I NOSTRI ABITANTI A VALORIZZARE E RESTAURARE LE LORO ABITAZIONI»

Il 2017 ha visto l’amministrazione comunale impegnata su diversi fronti, tra cui la fito depurazione della lanca in collaborazione con l’Università di Pavia. Anche il 2018 si prospetta altrettanto ricco di appuntamenti. Nonostante non sia stato registrato un aumento demografico, Arena Po vanta un nuovo cittadino, Gaetano Grillo, Rettore dell’Accademia di Brera. Ne parliamo con il sindaco Alessandro Belforti.

Sindaco iniziamo parlando di cose belle nel senso letterale del termine: la convenzione con l’Accademia di Brera.

«Nel corso dell’anno passato è stata effettuata una convenzione con l’Accademia di Brera, per l’esposizione delle opere di 104 studenti durante una delle nostre feste più importanti del nostro comune. Per noi questo ha un valore inestimabile. Abbiamo collocato le opere all’interno dell’antico castello che è stato riaperto appositamente e il grande maestro Giuseppe Maraniello ha posizionato un’opera piuttosto importante nella piazza vicino alla nostra nuova lanca, in modo da poter essere ammirata per l’occasione».

In che modo questa collaborazione potrà, al di là del singolo evento, portare benefici ad Arena Po?

«Il rettore dell’ Accademia di Brera, Grillo Gaetano, è diventato recentemente cittadino di Area Po portandoci a una collaborazione per un rinnovo culturale e artistico a favore del nostro paese; l’Accademia ci ha infatti supportati nella periodica restaurazione del nostro centro, in accordo con i crismi a cui è legata la storia del nostro borgo e cercando di preservare la bellezza originaria. Il nostro obiettivo, oltre a voler mettere l’arte e il valore artistico del nostro paese al centro dei nostri progetti futuri, è anche quello di spingere i nostri abitanti a valorizzare e restaurare, in qualche modo, le loro abitazioni».  

L’anno scorso è stato ultimato un lungo lavoro di depurazione della lanca, per quale motivo è stato necessario?

«Per quanto riguarda il rifacimento della lanca è stato un altro avvenimento importante del 2017, che ci è costato molto denaro e molta fatica. La lanca era stata colpita da una grave moria di pesci ed era completamente ricoperta da alghe: abbiamo effettuato un intervento di fitodepurazione in collaborazione con l’Università di Pavia e tramite il docente Sconfietto e con l’associazione AIPO. Insieme abbiamo creato una diga subacquea di terra e canneti che assorbendo le sostanze tossiche, depura l’acqua arrivando pulita in superficie e carica di ossigeno. Quest’anno Pavia Acque ultimerà il condotto fognario nuovo per completare in definitiva il problema delle acque nel nostro paese. In occasione della fitodepurazione della lanca una studentessa ha presentato il progetto in sede di tesi di dottorato e la cosa è stata molto apprezzata da tutti noi».

Come è stato il processo di elaborazione di questi progetti?

«Abbiamo avuto dei costi piuttosto elevati per questi progetti conclusi l’anno passato. Abbiamo ricevuto una grossa mano dall’assessore Beccalossi per tutto ciò che riguarda i finanziamenti riguardanti i lavori alla lanca e all’acquedotto. Eravamo in stato d’emergenza, quindi nel nostro caso, il processo è stato piuttosto veloce e semplice, tramite l’ AIPO  e la Regione, la collaborazione è stata davvero ottima e più di così non avrei più potuto chiedere.

Mi sono sempre trovato di fronte degli interlocutori seri e ben disposti verso di noi, nonostante spesso si tenda a lamentarsi degli stessi: forse il nostro comune stavolta aveva esigenze più urgenti rispetto a quelle di altri e siamo stati ascoltati con maggiore attenzione». 

Avete riscontrato difficoltà nella comunicazione e nella gestione con i vari organi burocratici?

«Ho notato solo una situazione piuttosto grave per quanto riguarda la condizione dei bandi di concorso per i vari finanziamenti offerti dalla regione: spesso non vengono premiati i comuni più meritevoli, ma quelli più veloci a presentare un progetto (seppur peggiore o comunque meno urgente di quello di altri). La mancanza di un reale controllo nella scelta dei vincitori dei bandi credo che sia un reale problema, l’unico che ho personalmente riscontrato fino ad ora».

Un 2017 piuttosto impegnativo per Arena Po sotto il profilo delle opere pubbliche...

«Nel 2017 abbiamo fatto tanto per il nostro paese. Abbiamo ultimato la videosorveglianza, con un totale di 32 telecamere che controllano il nostro territorio, oltre a delle videocamere di controllo delle targhe agli ingressi del paese. Stiamo cercando di monitorare i punti più sensibili del paese dove è più facile che alcuni individui abbandonino i rifiuti ingombranti, spesso abbiamo avuto anche qui il problema dell’abbandono dei rifiuti.  Abbiamo rinnovato completamente la piazza principale del paese: questi lavori di riqualificazione proseguiranno anche nel 2018, assieme ai rifacimenti di gran parte del manto stradale del comune, per un valore totale dei lavori di 25mila euro». 

Sono state sostituite le vecchie luminarie con quelle nuove a led?

«Le luci sono tutt’ora per noi un caso aperto, ormai da diversi anni. Quando abbiamo intrapreso questo il progetto si sono presentati diversi problemi al riguardo: le luci a led che sembravano essere innovative anni fa a noi proprio non piacevano e la ditta che allora aveva presentato il lavoro, purtroppo era fallita. Per fortuna, le tecnologie di luci a led hanno fatto passi da gigante negli anni a seguire e ci possiamo quindi ritenere fortunati a non averle ancora installate, potendo scegliere ora un prodotto migliore. Pensiamo che si arrivi ad attualizzare la riqualificazione delle luminarie entro la fine del 2018». 

Dissuasori e dossi: nei vari Comuni oltrepadani sono un punto di forza per molte amministrazioni. Lei cosa ne pensa?

«La nostra “fortuna” è quella che Arena Po sia costituita in gran parte da strade provinciali, diminuendo i costi quindi riguardanti il rifacimento degli asfalti, mentre per quanto riguarda i dossi, la situazione si complica in quanto non è possibile installarli su strade provinciali, ma solo su quelle comunali che sono in minoranza; sono piuttosto presenti di fronte all’asilo nido e nei punti nevralgici del centro. I dissuasori sono stati installati dalla vecchia amministrazione, ma devo ammettere di non trovarli funzionali: ormai tutti sanno che non sono accesi e che non controllano quindi realmente la velocità. Io poi personalmente non credo che sia corretta l’installazione degli autovelox, che mi sembrano solo un modo per fare cassa; credo sia più utile la presenza del vigile una tantum per monitorare il traffico ed eventualmente immettere delle multe quando necessario. L’anno passato era presente un vigile proveniente da Bosnasco, che sostituisse il nostro vigile che spesso era occupato in altri servizi al cittadino e la popolazione è in generale contenta di vedere un vigile presente sul territorio: le macchine rallentano senza la paura che ti venga fatta una multa, le famiglie si sentono più  sicure. Se il bilancio ce lo permetterà la cosa funzionerà anche quest’anno».

Arriviamo al tasto dolente: le scuole.

«Le scuole in effetti sono un tasto piuttosto dolente per noi: la natalità è sempre in diminuzione e ogni anno dobbiamo ricorrere a recuperare studenti fra i vari Comuni per raggiungere il numero di alunni indispensabile per mantenere le classi. Cerchiamo di fare qualcosa in più offrendo il corso di inglese gratuito, ad esempio, ma nonostante i nostri sforzi molti bambini di Arena Po vanno a scuola a Stradella o a Castel San Giovanni poiché sono il luogo di lavoro dei genitori e quindi per comodità, giustamente. Noi cerchiamo di offrire un servizio mensa fresco, cucinando i cibi proprio nella nostra cucina: il bando dei generi alimentari viene gestito direttamente dal nostro Comune. La scuola materna risiede all’interno del vecchio ospedale che è stato recentemente ristrutturato, gestito dalla stessa presidenza di Stradella; la struttura che ospita la scuola elementare è in programma di ristrutturazione per il 2018 con un lavoro di 40mila euro: in totale abbiamo 86 alunni, provenienti anche dai paesi limitrofi, fino a San Zenone al Po».

Si è verificato una diminuzione della popolazione negli ultimi anni?

«La nostra popolazione è piuttosto stabile, l’eventuale aumento è dovuto a nuovi cittadini esterofili, provenienti dalla Romania o dall’Albania. Non abbiamo il problema dell’immigrazione, fortunatamente, poiché per un paese come il nostro significherebbe un problema piuttosto grave».

Qual è il suo pensiero riguardo alla fusione fra comuni?

«Io non credo che la fusione fra comuni sia una risposta ai problemi dei vari paesi. Certamente già condividiamo alcuni servizi con i nostri comuni vicini, ma non sarebbe pratico burocraticamente e funzionalmente parlando, fondersi del tutto con essi. Sarebbe un discorso fattibile se fossimo un comune più piccolo, magari di 300/400 abitanti, ma solo nel nostro contiamo circa 1600 abitanti sparsi, fra l’altro, nell’arco di un territorio piuttosto vasto con anche diverse frazioni. Non sarebbe quindi giusto obbligare un nostro cittadino (e nel nostro comune la popolazione è composta maggiormente da anziani) a recarsi ad alcuni km di distanza dalla sua abitazione per ricevere un servizio suo di diritto: sono più i disagi che i vantaggi. I “soldi” sono da andare a cercare da altri parti… magari nelle regioni e nelle province, non sicuramente nei comuni più piccoli. Lo stato cerca di incentivare la fusione fra Comuni con dei finanziamenti, ma i cittadini non andrebbero a giovarne in alcun modo». 

di Elisabetta Gallarati

agierre-marzo quarto-serteca TecnoSerramenti-copia studio-medico-tagliani ASM-INTERA panificio-santa-maria-AGOSTO-copia

  1. Primo piano
  2. Popolari