Giovedì, 21 Giugno 2018

CERVESINA «CONVIVENZA TRANQUILLA CON I GIOVANI STRANIERI CHE SI SONO DIMOSTRATI RISPETTOSI ED EDUCATI»

Daniela Sartori, cervesinese doc, impegnata politicamente da quattro anni come vicesindaco e assessore con delega al personale, alla cultura ed alla scuola. Il suo sguardo è rivolto al futuro ed ai giovani, senza tralasciare le tradizioni «La vera forza aggregante della nostra comunità».

Sartori com’è nato il suo impegno politico?

«Sono già passati quasi quattro anni da quando l’attuale sindaco, Daniele Taramaschi, mi ha chiesto di candidarmi alle elezioni comunali. Non ci avevo mai pensato… Mi ero sempre “occupata” del mio paese come volontaria, facendo parte di gruppi desiderosi di organizzare, gestire, fare beneficienza per tener vivo il paese. Senza nessuna carica istituzionale. Ora compio le stesse azioni con la responsabilità di chi vive quotidianamente la propria funzione al servizio della comunità. Sì, perché la nostra era una lista civica, composta da persone di varia formazione culturale, professionale e politica, accomunate dall’unico desiderio di impegnarsi sul territorio in maniera totalmente volontaristica».

Lei è  una  cervesinese doc?

«Vivo a Cervesina da cinquant’anni: in questo paese, il mio paese, sono nata, cresciuta, sposata, e ho allevato due figli. Oggi sono anche nonna di una piccola peste che mi riempie il cuore di gioia. Lavoro a Pavia come personale amministrativo di supporto alla ricerca presso il Policlinico San Matteo e questo, ovviamente, mi impegna tutta la settimana. Ritagliare, tra gli impegni professionali e famigliari, il tempo necessario all’attività amministrativa è sicuramente l’ostacolo maggiore che la frenetica vita quotidiana ci costringe a superare».

Lei è in comune da ormai quasi 4 anni, come è stato l’inizio della sua esperienza, se non ricordo male avete ereditato qualche problemino...

«Siamo stati eletti nel maggio 2014. I primi anni ci hanno visti coinvolti nella riorganizzazione contabile e finanziaria delle casse comunali: azione non semplice e non priva di difficoltà che ha visto coinvolto non solo la Giunta e i Consiglieri, ma anche il personale degli uffici che hanno lavorato con determinazione per sistemare una situazione critica.

Inoltre, le sempre maggiori difficoltà economiche dovute alle diminuite entrate erariali, l’adattamento a metodi e dinamiche della finanza locale, sottoposta alla rivoluzione delle recenti norme, hanno messo a dura prova il nostro senso di responsabilità. Abbiamo lavorato tutti, dipendenti comunali compresi, facendo ognuno la propria parte, con consapevolezza e coraggio per il bene del paese. Senza un bilancio chiaro e preciso, non è possibile discutere, progettare, pianificare… Adesso abbiamo una situazione che ci fa ben sperare per il futuro: mantenere gli equilibri di bilancio per garantire efficienza ed efficacia».

Cosa pensa dei comuni come il suo di dimensioni modeste, si arriverà a fusioni, avete già sinergie con altri?

«Il nostro lavoro, si è concentrato sulla struttura comunale, riducendo gli sprechi, incentivando, insieme al Comune di Pancarana che fa parte dell’Unione, le gestioni associate dei servizi e iniziando a ragionare su un percorso condiviso che guardi senza pregiudizi all’ipotesi di fusione fra i Comuni stessi, stipulando convenzioni con i paesi limitrofi per quanto riguarda il servizio di polizia municipale sulla base di una razionalizzazione della spesa pubblica e un miglioramento del servizio stesso»

L’andamento demografico del Comune com’è, risente di flussi migratori?

«Da diversi anni, a Cervesina si è assistito ad un graduale aumento demografico (attualmente 1.242 abitanti) dovuto ad una migrazione di cittadini extracomunitari e, dall’anno scorso, ad una decina di cittadini stranieri richiedenti asilo politico, per lo più provenienti dalla Nigeria e dal Ghana. I profughi alloggiano in una casa in centro paese messa a disposizione da un privato e gestiti, come previsto dalla legge, da una cooperativa autorizzata dalla Prefettura»

L’arrivo di questi profughi ha creato problemi in paese?

«Il loro arrivo non è stato indolore: siamo stati avvisati solo pochi giorni prima e devo dire che subito l’idea ha scatenato ansie e paure di fronte ad una realtà enorme per un paese piccolo come il nostro. Fortunatamente, al momento, la convivenza è molto tranquilla e i giovani stranieri si sono dimostrati rispettosi ed educati. Certo che quello dei profughi, costretti ad abbandonare le loro terre a causa di guerre o di persecuzione, è un’emergenza umanitaria di dimensioni enormi e non saranno certo le Amministrazioni locali a risolvere la situazione. In attesa che il mondo politico prenda le sue decisioni, a noi non rimane che gestire al meglio la situazione».

Veniamo ai progetti cosa bolle in pentola?

«è impegno dell’Amministrazione tutta, e mio in modo particolare, promuovere e valorizzare la scuola d’infanzia ed elementare del nostro paese e costruire un rapporto proficuo con le insegnanti per realizzare iniziative di notevole utilità per i nostri bambini e studenti. Sono state aumentate le risorse che il Comune ha messo a disposizione e sono stati proposti nuovi servizi educativi. Grazie anche alla Biblioteca Comunale, gli studenti della Scuola Elementare hanno potuto partecipare ad eventi di notevole interesse, organizzati in collaborazione con il personale del dopo-scuola. Intendiamo continuare su questa strada migliorando ancor più i rapporti con le insegnanti e potenziando i servizi e le strutture che consentano di ampliare le opportunità educative per gli studenti e le famiglie».

Quindi molta attenzione al mondo della scuola ed ai più giovani...

«Quando si parla della scuola si parla delle speranze e delle aspirazioni di migliaia di famiglie, di ragazzi e ragazze che contribuiranno, attraverso il loro personale cammino, all’Italia di domani. Pensando ai giovani, e devo dire che a Cervesina siamo molto fortunati ad avere un gruppo di ragazzi molto attivi e partecipi alle varie iniziative comunali, da un paio d’anni l’Amministrazione Comunale consegna ad ogni neo maggiorenne una copia della Costituzione Italiana; un gesto semplice, un modo per cercare di avvicinarli alla vita sociale, politica e civile del nostro paese, quasi la necessità di tramandare di generazione in generazione ciò che di fondamentale sono riusciti a fare i nostri padri costituenti ed esortarli ad essere cittadini coscienti e consapevoli dei diritti e dei doveri della convivenza civile».

Cervesina, oltre a queste lodevoli iniziative istituzionali è anche teatro di diverse manifestazioni...

«Sì certamente. Non posso non citare, in questo resoconto, anche l’impegno offerto all’organizzazione di eventi e manifestazioni locali più in qualità di residente che non di amministratore, ma con la medesima convinzione che è sempre più necessario mantenere vive le nostre tradizioni, quelle che in tempi lontani erano la vera forza aggregante della nostra comunità. Ed è con grande soddisfazione che ricordo le tradizionali feste di San Giuseppe, di San Martino, i concerti e le serate conviviali estive nella magnifica piazza principale del paese.

Il rivivere, seppur così schematicamente e velocemente, gli anni appena trascorsi di questo mio cammino “pubblico” mi solleva dalle molte fatiche e da qualche delusione».

è soddisfatta del suo lavoro, vedo che la appassiona molto, pensa di ricandidarsi, magari come primo cittadino?

«Non sono certo io che devo giudicare il mio lavoro: lo faranno probabilmente i miei compaesani alla prossima tornata elettorale qualora decidessi di ricandidarmi. Mi rimane, e mi rimarrà, comunque la consapevolezza di averci messo tutto il mio impegno ed entusiasmo. E se il giudizio “pubblico” non dovesse soddisfare e soddisfarmi, non mi rimarrà che abbracciare la mia piccola peste. Guardando lei sorge sempre un sorriso e splende sempre il sole».

di Giacomo Lorenzo Botteri

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