Sabato, 18 Gennaio 2020

BRESSANA BOTTARONE : «L’AUTOVELOX VERRÀ TOLTO A MAGGIO, ORMAI HA OTTENUTO IL SUO RISULTATO»

Nel corso del 2018 sul territorio comunale di Bressana Bottarone verranno investiti diversi milioni di euro, fra lavori già definiti (quelli sull’acquedotto) e altri in corso di programmazione. Con la sindaca Maria Teresa Torretta abbiamo approfondito alcuni dettagli dei vari interventi.

Nei giorni scorsi ci sono stati diversi problemi nella fornitura di acqua potabile; alcuni dovuti, a quanto pare, ad un guasto situato nel comune di Pinarolo. Ma sembra esserci poca chiarezza. Quali informazioni possiamo dare ai cittadini?

«Chiariamo subito che non sono i comuni a gestire il servizio idrico. Gli amministratori hanno certo dei contatti con Pavia Acque, ma non hanno la chiave per andare a “tirare su” l’interruttore della corrente quando si stacca. Perché è questo che è successo. Il problema in provincia di Pavia è serio perché per vent’anni non sono stati fatti investimenti. Fra il 2018 e il 2019 ci sono in ballo, come Pavia Acque, cento milioni di euro. Noi avremo sul territorio circa il 2% di questo importo, 2 milioni e mezzo».

Per quali lavori, in particolare?

«Si tratta delle due stazioni di sollevamento, che verranno completamente sostituite e potenziate, e della messa in fognatura del tratto ultimo di via Dante a Bottarone. Pavia Acque, inoltre, sta mettendo in collegamento i comuni limitrofi al depuratore di Bressana, con il raddoppio della potenzialità (per arrivare a circa 10mila abitanti equivalenti). La fine dei lavori avverrà 2019. Ma la novità più grossa è sicuramente il potenziamento dei pozzi a Pinarolo, dove noi prendiamo l’acqua, con il trasferimento della stazione di trattamento nei pressi dei pozzi e non più a due chilometri di distanza, come succede adesso».

In tutto il nostro territorio si sono registrati corposi aumenti nelle tariffazioni del servizio idrico. Molti utenti lamentano anche difficoltà nel mettersi in contatto con il gestore. Le sono capitate segnalazioni in merito?

«Intanto c’è un numero verde che risponde anche a qualsiasi ora della notte, come è successo qualche notte fa in occasione dell’ultimo guasto. Un mio consigliere ha telefonato per segnalarlo ed ha trovato subito risposta. I nostri cittadini si sono rivolti all’Amministrazione quando sono arrivate le bollette di conguaglio, perché non era molto chiaro il conteggio. Questo è stato fatto notare a Pavia Acque, cercando di fargli cambiare il layout della bolletta, che è quello standard predisposto dall’Authority. Andava spiegata meglio la differenza tra il conguaglio e l’anticipo».

Insomma, il gestore poteva fare meglio…

«Io faccio parte del Comitato di controllo analogo di Pavia Acque. Il problema che noto è che per tantissimi anni le società operative, come ASM, sembravano più vicine al cittadino. Lo sforzo che sta facendo oggi Pavia Acque è quello di diventare un vero soggetto unico, perché è l’unico modo per gestire al meglio tutto il circolo integrato. L’importante è far capire che Pavia Acque è la società del cittadino, quella a cui fare riferimento».

Quanto agli aumenti tariffari?

«Per fare gli investimenti occorrono soldi. La tariffa sta venendo a diventare unica su tutto l’ambito territoriale: in realtà l’Oltrepò pagava già di più rispetto alle altre zone della provincia, quindi noi abbiamo già un aumento minore rispetto alla Bassa. L’aumento è riferito in massima parte alle altre zone della provincia. C’è comunque un margine per poterle abbassare, perché quelle votate dall’Assemblea dei Sindaci sono già le tariffe massime possibili».

Dopo la lunga serie di disastri occorsi nella nostra provincia, è tornato alla ribalta il tema delle aree produttive dismesse. A Bressana risultano due situazioni critiche: la prima è la stalla di viale Resistenza (65mila metri quadrati, di cui 13mila coperti).

«L’area di viale Resistenza, negli ultimi tre anni, ha ripreso a funzionare come stalla, quindi oggi sarebbe necessario che riuscissero a implementare la produzione. Non utilizzano tutta l’area, ma essendo i gestori residenti lì, c’è comunque un controllo, che prima mancava. Interverranno anche sull’amianto, sono in attesa di fondi. Comunque siamo molto attenti a questa situazione».

Poi c’è l’ex fornace in via I Maggio (75mila metri quadrati, di cui 12mila coperti). Quest’area è inutilizzata e quindi più a rischio.

«L’abbiamo segnalata alla Prefettura in occasione del recente censimento delle aree dismesse, come possibile situazione di pericolo. Al momento c’è veramente pochissima attività; quelle poche volte che vediamo il cancello aperto si tratta solo di qualcuno che va a controllare la proprietà. L’area è in mano ad un curatore fallimentare. L’intervento previsto dal PGT è ampissimo: si va dal commerciale all’artigianale, compresa un’area verde. Compito dell’Amministrazione è quella di monitorare che non succeda nulla di strano».

Non si tratta dell’unica area soggetta a problemi ambientali sul territorio di Bressana…

«Ci sono purtroppo dei terreni che i poveri sindaci si trovano a bonificare perché non si riesce a risalire a chi abbia prodotto il danno. Parliamo di un terreno posto all’ingresso di Bressana, dove dovremmo spendere 18mila euro per delle analisi volte a capire se, con gli accorgimenti messi in atto in questi anni, l’area è stata messa in sicurezza, dopo un abbandono abusivo di fusti, avvenuto quasi vent’anni fa. La Regione ha permesso la bonifica attraverso un finanziamento, ma da allora tutte le analisi le sta pagando il Comune, anche se è un’area privata».

Passiamo ai progetti concreti dell’Amministrazione per il 2018. Avete concluso i primi atti per la realizzazione del cosiddetto Parco Natura, presso il torrente Coppa. Di cosa si tratta?

«Nel 2014 abbiamo deciso di non far realizzare più una strada prevista dal piano regolatore precedente. Fra l’altro uno dei primi atti dell’Amministrazione è stata una variante per ridurre il consumo di suolo. In quell’area sono stati eliminati diverse migliaia di metri quadrati di area residenziale, e questa strada, se costruita, sarebbe rimasta in mezzo al vuoto. Dopo una trattativa con la proprietà si è arrivati cambiare la destinazione di quest’area».

Può spiegarci meglio cosa succederà?

«Diventerà un polmone verde, che sopperisce alla scomparsa di pioppeti in seguito all’aumento della superficie coltivata a mais (che rifornisce il biodigestore). Dai 22mila metri quadrati di verde che c’erano nel comune nel 2014 passeremo a 30mila. Per rendere possibile questa realizzazione, abbiamo deciso di inserirci nell’Albo delle compensazioni a livello regionale. Chi ne usufruirà avrà l’obbligo di seguire la progettazione e per tre anni anche la manutenzione. I primi alberelli potrebbero essere piantumati già nel prossimo autunno».

Ma il suo più grande sogno mi risulta essere quello di dare una nuova scuola a Bressana. È così? Pensa di riuscire, magari quest’anno, in questo suo intento?

«Abbiamo già un progetto preliminare. A giorni si aprono gli spazi per la richiesta di inserimento nell’elenco del MIUR per la realizzazione o la messa a norma delle strutture scolastiche, faremo una richiesta».

Perché questa necessità?

«La scuola vecchia è obsoleta dal punto di vista didattico: non c’è un atrio di attesa, la sala mensa è insufficiente, non c’è una palestra… i bambini della primaria devono spostarsi, per fare ginnastica, nella palestra delle scuole medie. È un sogno: bisogna ci sia un intervento dello stato abbastanza cospicuo, circa 6 milioni di euro. I nuovi progetti tendono a mettere in contatto l’ambiente della scuola e i cittadini, che possono usufruire anche di spazi interni. La scuola, secondo le indicazioni del ministero, deve essere non più chiusa ma aperta alla popolazione. Ci deve essere un interscambio».

È quasi tempo di portare in approvazione il bilancio di previsione. Oltre a quanto già detto, può anticipare qualche altro intervento già definito?

«Metteremo in sicurezza l’attraversamento ciclopedonale sulla SS35, fra il capoluogo e la frazione Argine, fino a raggiungere la chiesa, che è uno dei gioiellini di questo territorio. Abbiamo su questa strada due autovelox: quello che misura la velocità in direzione Casteggio verrà tolto a maggio e sostituito da un semaforo. Se ormai arrivano due multe al giorno, è evidente che ormai l’autovelox ha ottenuto il suo risultato, che era quello di rallentare l’incrocio. La nostra preoccupazione è quella di mettere in comunicazione le frazioni con il centro, pensando anche che molti dei nostri cittadini sono anziani e attraversare quella strada non è semplice».

Per chiudere: come sta andando la raccolta differenziata, che è stato un tema su cui la sua Amministrazione si è molto spesa?

«Quest’anno abbiamo un piano finanziario che comporta una riduzione dei costi del 2,6%. Il recupero sulla raccolta differenziata ha un rimborso da parte del Conai: questo permette di abbassare le tariffe. Se tu raccogli bene, quindi, hai un premio a livello economico. Il recupero è arrivato a 27mila euro; eravamo partiti da 6mila nel 2014. Per i primi due anni è normale che ci siano stati alcuni aumenti in bolletta, quest’anno però ricominceremo a scendere. Nelle utenze domestiche ci sarà un -2,38% di media, mentre per le non domestiche del -3,03». 

di Pier Luigi Feltri

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