Giovedì, 21 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - «LA PREVENZIONE È L’UNICO MODO PER RIDURRE I RISCHI LEGATI AL DISSESTO IDROGEOLOGICO»

Simone Verni, classe 1975, vogherese trapiantato a Casteggio è il candidato del M5S per Dario Violi Presidente. Laurea in Scienze Politiche Comparate e Cultura Europea lavora nell’ambito assicurativo. Ha ricoperto il ruolo di segretario della Consulta dei Servizi Sociali e del Volontariato del Comune di Voghera.

Nel caso venisse eletto il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni si stanno riducendo le guardie mediche, l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni. Sono in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«La salute deve essere alla base delle politiche di governo. Al centro deve esserci il cittadino e non le dinamiche del servizio: non deve essere il cittadino a doversi adeguare alle logiche di erogazione delle prestazioni, ma il contrario. Crediamo inoltre che le decisioni di tutti gli assessorati regionali dovranno preventivamente valutare gli effetti dei loro provvedimenti sulla salute dei cittadini e prevedere quindi politiche comuni. La prima voce di bilancio di regione Lombardia è proprio destinata alla Sanità, ma la classe politica che ha governato negli ultimi decenni non solo non ha saputo risolvere i problemi basilari (come i lunghi tempi di attesa), ha costantemente colpito la sanità pubblica a favore di una sanità privata e troppe volte è stata protagonista di scandali legati al malaffare. Noi intendiamo potenziare il settore pubblico della sanità, aumentando la sua proporzione rispetto al privato accreditato. È  quindi necessario rivedere le regole di accreditamento delle strutture private, evitando sovrapposizioni e scomparsa di servizi già esistenti nel pubblico. È inoltre indispensabile incrementare controlli costanti per evitare qualsiasi tipo di infiltrazione e corruzione. Organizzazione della rete ospedaliera e integrazione dei servizi sul territorio, garantendo la possibilità di trovare risposte adeguate sia per patologie complesse, sia per patologie meno complesse che richiedono una risposta di prossimità. È quindi opportuno dare dignità sia ai grandi ospedali che alla capillare rete sanitaria territoriale, fornendo ad entrambi le risorse umane, gli strumentali e le risorse economiche necessarie a provvedere ad un servizio adeguato».

Il pericolo inceneritore Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«Relativamente al caso di Retorbido, che è stato bloccato grazie ai cittadini che hanno saputo ribellarsi e all’incalzante attività di Iolanda Nanni del M5S in Consiglio regionale, per evitare in futuro casi analoghi occorre innanzitutto una maggiore attenzione delle Amministrazioni locali che potrebbero intervenire con opportune variazioni ai propri piani territoriali e poi l’introduzione obbligatoria del “debact public”, presente nel nostro programma elettorale, che impone la decisione condivisa con la cittadinanza. In Lombardia ci sono 13 impianti di cui 2 in provincia di Pavia che superano l’autosufficienza e ricevono rifiuti da altre Regioni. Come se non bastasse la Giunta Maroni ha autorizzato, per quanto di sua competenza, l’ampliamento dell’impianto di Corteolona, il cui iter autorizzativo è attualmente aperto in Provincia e la creazione di una nuova discarica di amianto a Ferrera. Senza contare che la maggioranza dei comuni Pavesi non è ancora stata in grado di rispettare la quota di differenziata. È evidente che manca la volontà politica, anzi è sempre più evidente che la reale volontà politica sia quella di creare ulteriori inceneritori e nuove discariche ed è proprio grazie a questa classe politica che la provincia di Pavia è diventata la pattumiera d’Italia. Il M5S ha sempre avuto tra i valori fondanti il rispetto dell’ambiente. Nell’ambito della gestione dei rifiuti l’obiettivo “Rifiuti Zero” sarà perseguito attraverso l’applicazione delle migliori pratiche disponibili e ciò consentirà di attuare il progressivo abbandono della pratica dell’incenerimento. È dimostrato che i cittadini dei Comuni che hanno saputo raggiungere e superare l’obiettivo del 65% di quota differenziata, debitamente informati e formati, non solo non si lamentano più, ma riconoscono gli enormi benefici che ne hanno avuto, sia dal punto di vista economico, che della qualità della vita».

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici, i sindaci dell’Oltrepò pavese sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è, ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«Vogliamo proteggere la Lombardia dai rischi del dissesto idrogeologico. Poiché la prevenzione è l’unico modo per ridurre i rischi legati al dissesto idrogeologico, è necessario effettuare importanti investimenti per la messa in sicurezza del territorio. È necessario un cambiamento normativo anche a livello regionale, che segni una svolta radicale rispetto alle politiche che hanno fatto dell’acqua una merce. Per questi motivi intendiamo: affermare il riconoscimento del diritto all’acqua come diritto umano universale; salvaguardare le risorse idriche come bene comune pubblico indispensabile per tutte le specie viventi e per l’ecosistema; introdurre criteri per il finanziamento del diritto all’acqua e per un uso responsabile delle risorse; ridefinire gli ambiti territoriali ottimali non più per confini amministrativi ma per bacini e sub bacini idrografici».

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’ Assessore regionale Fava, di soldi in Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli d’Oltrepò in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Vorrei ricordare, a proposito di scelte politiche sbagliate e di occasioni sprecate, ciò che la Giunta Maroni ha fatto a Riccagioia: il naufragio di un progetto che avrebbe potuto rilanciare e riqualificare il settore vitivinicolo dell’Oltrepò pavese e un enorme spreco di risorse pubbliche con l’abbandono nel 2013 di macchinari e strumentazione acquistati nel 2010 per una spesa di circa 10 milioni di euro. Molti sono gli ambiti che possono essere presi in considerazione, come ad esempio le tecniche gestionali, i mercati di acquisto, l’accesso alle innovazioni tecnologiche, la formazione e la riqualificazione professionale, la capacità di creare una rete e soprattutto la formazione di un marchio unico, condiviso da tutti i produttori, capace di caratterizzare in modo univoco il territorio e il comparto vitivinicolo, come è stato fatto col prodotto “prosecco”, ad esempio, o in zone come Langhe e Franciacorta. La politica deve saper farsi carico delle istanze del territorio e di un settore economico così rilevante mettendo in atto azioni puntuali orientate a implementare progetti aggregativi e di reale sostegno».

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla regione e da altri entri ne sono arrivati molti e una parte sembrano essere a detta di molti, investiti in modo discutibile, un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Occorre stimolare la collaborazione, anche attraverso reti tra imprese e tra enti territoriali e tramite partenariati pubblico-privato. Occorrerà puntare di più su innovazione e digitalizzazione non solo delle imprese turistiche, ma anche dei servizi dalle stesse erogati all’utenza, sostenendo la formazione e la qualificazione professionale per ottenere un’integrazione tra impresa attrattiva e culturale. Per frenare lo spopolamento di aree della nostra regione meno conosciute ma con grandi potenzialità di sviluppo, favoriremo lo stanziamento di maggiori risorse a sostegno delle realtà più piccole, per metterle in condizioni di elevare la qualità della propria offerta per migliorare la qualità e l’accessibilità dei propri servizi e la creazione di circuiti turistici locali che includano la visita di località meno note insieme a luoghi più conosciuti della stessa area. Pertanto, sarà necessario adeguare la segnaletica in modo da rendere le località turistiche e i punti di interesse più facilmente raggiungibili, sia con i mezzi privati che pubblici, favorendo l’intermodalità turistica».

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni di lavoro e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«In Lombardia le zone montuose ricoprono il 41% dell’intera superficie e negli ultimi anni i territori montani sono stati privati del 90% delle risorse destinate allo sviluppo. Per il M5S gli obiettivi prioritari sono l’istituzione di un Assessorato per la Montagna dotato di portafoglio e quindi di capacità d’investimento. Formazione specifica degli operatori del turismo per incentivare la capacità di attrazione turistica e la promozione del territorio, investimenti in agricoltura e allevamento caratteristici, lo sviluppo del telelavoro e infrastrutture intangibili come il digitale. Occorre un forte impegno e adeguati investimenti nei monitoraggi e nei controlli sul sistema di erogazione dei fondi per la formazione. Occorre introdurre regole chiare e precise per disciplinare le procedure e le condizioni per l’erogazione dei contributi e dei finanziamenti pubblici alle imprese presenti sul territorio regionale valevoli anche per quelle estere che, con stabilimenti insediati sul territorio regionale, beneficiano di contributi regionali e dovranno stipulare dei contratti di insediamento con cui si impegnano al mantenimento dell’unità produttiva e dei livelli occupazionali per un determinato periodo di tempo. Sostenere le nostre micro, piccole e medie imprese che innovano e che creano posti di lavoro, mettendole in rete e in condizioni di reggere la competizione sul mercato internazionale. È necessario intervenire per la definitiva abolizione dell’IRAP e semplificare il Rapporto con la Pubblica Amministrazioni».

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