Domenica, 12 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE - « SOLDI IN OLTREPÒ NE SONO ARRIVATI TANTI MA SONO PURTROPPO STATI DISTRIBUITI MALE»

Cesarino Vercesi classe 1956 è nato e vissuto a San Damiano al Colle, Comune di cui è sindaco dal maggio 2013. Di professione artigiano, nel 2011 è stato candidato alle elezioni provinciali nel collegio di Stradella. Appoggia con la lista “Fratelli d’Italia” Attilio Fontana Presidente.

Nel caso venisse eletto il problema salute ed il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli o che si chiamino ottimizzazioni si stanno riducendo le guardie mediche e l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«Sono contrario al taglio delle guardie mediche che rappresentano per il nostro territorio così vasto, una risorsa importantissima. Per quanto riguarda i presidi ospedalieri gli stessi andrebbero potenziati».

Il pericolo inceneritore di Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione, concretamente, per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«Maggior controllo sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine e delle Polizie Locali ma soprattutto un’attiva vigilanza da parte di tutti quei cittadini che hanno a cuore questo problema, con segnalazioni tempestive. Monitoraggio continuo delle strutture abbandonate nelle quali possano potenzialmente venire stoccati grandi quantità di rifiuti pericolosi, al fine di evitare anche i disastri come quello avvenuto a Corteolona ultimamente».

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici. I sindaci oltrepadani sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità, e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse  solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«Il dissesto geologico dell’Oltrepò pavese, caratterizzato principalmente dal franamento delle massicciate stradali, è purtroppo un problema endemico che necessita primariamente di grande sostegno economico da parte degli Enti sovraordinati, in primis l’Amministrazione provinciale. è quindi un problema che va affrontato con un programma articolato e a lungo termine di recupero delle aree dissestate. Dagli ultimi interventi a difesa del suolo sono passati circa 30 anni e furono voluti dall’allora Assessore regionale Campagnoli. La mancata manutenzione e prevenzione è il problema principale: le sponde dei reticoli idrici ad esempio, non adeguatamente ripuliti dalla vegetazione che si deposita negli alvei, è causa di periodici pericolosi straripamenti».

L’agriocoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’Assessore regionale Fava, di soldi in  Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva  litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso  alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Il concetto espresso dall’Assessore regionale Fava è che di soldi in Oltrepò ne sono arrivati tanti ma sono purtroppo stati distribuiti male, inoltre ritengo che l’Assessore non abbia correttamente raffigurato i problemi della nostra zona nelle sedi adeguate. Aggiungo che risulta attivo un sur plus di associazioni agricole con conseguenti rivalità tra le stesse da cui deriva una grande dispersione delle risorse; necessita maggior coesione tra gli operatori del settore».

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla regione e da altri entri ne sono arrivati molti  e  una parte sembrano essere a detta di molti,  investiti in modo discutibile,  un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Su questo punto non posso che concordare pienamente e nulla da aggiungere a quanto da lei formulato in merito al declino di un gioiello dell’Oltrepò. Necessita sicuramente una diversa strategia politica e territoriale per rilanciare una realtà per noi indispensabile. In quanto ai fondi della Comunità Montana, è evidente che ciò che manca è una nuova e competente cabina di regia. Non meno importante il fatto che i ponti che ci collegano al nord sono praticamente intransitabili (ponte della Becca) dai mezzi pesanti e questo non concorre certo a favore del territorio: poco lavoro significa poco interesse cioè poco turismo. E soprassiedo sullo stato delle carreggiate delle arterie provinciali, valide per ospitare campionati di moto enduro, tale è il dissesto del fondo stradale».

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«L’Oltrepò si sta spopolando anche a causa dell’assenza di sgravi fiscali da offrire a coloro che intendano ristrutturare le vecchie abitazioni, che qui abbondano, spesso circondate da terreni incolti e abbandonati che potrebbero tornare a nuova vita. Produrre opportunità di impiego per i giovani, perchè sono certo che molti lascerebbero le città per la quiete delle colline, ma il nostro mercato del lavoro offre davvero poco e necessita di una strategia a lungo termine, un rilancio programmatico ed investimenti mirati, a partire dal comparto vitivinicolo ma non solo».

 
 
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