Giovedì, 02 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE - «CI SCHIEREREMO A FIANCO DEGLI OLTREPADANI, A DIFESA DELLA QUALITÀ DELL’AMBIENTE»

Carlo Torlasco, residente a Varzi, è stato dal 1992 al 2000 vicesindaco di Rocca Susella. Dal 2006 al 2014 membro del direttivo Provinciale e Regionale dell’ UDC. Responsabile di produzione di un’azienda metalmeccanica, è candidato nella lista “Obiettivo Lombardia per le Autonomie - Gori Presidente”.

Nel caso venisse eletto, il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni, si stanno riducendo  le guardie mediche; l’Oltrepò e i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«Il programma della nostra lista e ovviamente anche quello del candidato presidente Giorgio Gori sono molto chiari in proposito. La sanità lombarda, che pure vanta punte di eccellenza in vari settori, dovrà invece cambiare in modo radicale per quanto riguarda l’esistenza di alcuni piccoli presidi ospedalieri, soprattutto quelli situati in alta collina o in montagna. Il loro servizio è fondamentale: tali presidi - come quello di Varzi, ad esempio - dovranno essere potenziati e valorizzati così da costituire un punto di riferimento essenziale per tutti coloro che abitano nel territorio limitrofo».

Il pericolo inceneritore a Retorbido sembra ormai quasi scongiurato; molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano, per la stragrande maggioranza, non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare e ottimizzare la raccolta differenziata?

«La salvaguardia dell’ambiente è una nostra priorità. Pare che, proprio di recente, la società Tire (la stessa dell’impianto di pirolisi) sia risorta dalle ceneri presentandosi al Tar della Regione Lombardia con l’obiettivo di far dichiarare illegittima la legge regionale che aveva posto fine alla possibilità dell’insediamento di un inceneritore a Retorbido. Se mai dovesse essere necessario, noi ci schiereremo di nuovo a fianco degli oltrepadani, a difesa della qualità dell’ambiente. Quanto alla raccolta differenziata, proprio alcuni comuni del nostro territorio hanno dimostrato che, con un’adeguata progettazione, si ottiene la fattiva collaborazione dei cittadini e quindi è possibile raggiungere in breve tempo risultati ottimali al riguardo. Il capitolo dei rifiuti speciali costituisce un argomento piuttosto delicato. Tuttavia, come sostiene lo stesso Giorgio Gori, occorre attuare precise strategie tali da evitare infiltrazioni criminali nelle attività di raccolta e trattamento dei rifiuti industriali. E c’è un’altra emergenza che riguarda da vicino il nostro territorio: l’amianto. Bisogna predisporre un piano straordinario per la sua rimozione così da adeguarsi all’indicazione europea di rimozione entro il 2023, definendo nuovi incentivi appunto per la rimozione e rafforzando la vigilanza, i controlli e, infine, predisponendo pesanti sanzioni per le eventuali inadempienze».

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici: i sindaci oltrepadani, sempre più a corto di risorse, dopo ogni frana, ogni temporale di forte intensità e avvento del grande freddo, invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è, ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse  solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«Non c’è alcun’altra lista che, come la nostra, abbia come principale obiettivo quello di ridare le autonomie ai piccoli comuni e alle comunità montane. Siamo favorevoli, infatti, a una nuova politica di valorizzazione e sviluppo, nell’ottica di una maggiore attenzione soprattutto verso l’alta collina e la montagna. Bisogna cioè rafforzare la presenza istituzionale sul territorio, e quindi quella dei Comuni e delle Comunità Montane, così da offrire nel miglior modo possibile tutti i servizi di cui ha bisogno la popolazione. Le risorse regionali sono state ridotte e spesso utilizzate a sostegno di iniziative frammentarie: la Regione si è presa gran parte delle deleghe e dei finanziamenti; pertanto anche le opere riguardanti la prevenzione non sono più state eseguite per mancanza di fondi. I comuni dovranno essere in grado di reinvestire risorse proprio per un’adeguata prevenzione che consenta, da un lato, di risparmiare soldi pubblici nel lungo periodo e, dall’altro, di evitare problemi seri alla popolazione».

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’assessore regionale Fava, di soldi in  Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva  litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Non desidero certo entrare nel merito dei concetti espressi dall’assessore regionale Fava che, peraltro, mi risulta non sia neppure stato candidato dal suo partito. In ogni caso, non credo abbia ben compreso le dinamiche proprie dell’Oltrepò vitivinicolo e dei vari consorzi di tutela. Credo che ogni problema potrà essere risolto con un progetti concreti tramite l’utilizzo delle risorse necessarie».

Turismo: Salice Terme era, e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla regione e da altri entri ne sono arrivati molti e una parte sembra, a detta di molti, essere stata investita in modo discutibile come, ad esempio, su tutti i sentieri della Comunità Montana: un enorme numero di sentieri realizzati, come si suol dire, alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Gli altri politici non accennano nemmeno al disastro delle Terme di Salice: sembra quasi che non sia un problema grave. Ciò nonostante, dicono che comunque a loro sta a cuore la rinascita dell’Oltrepò. Noi ci interesseremo senz’altro al rilancio dello stabilimento termale; un rilancio che potrebbe anche passare attraverso un interessamento diretto da parte della Regione. Una delle opportunità per il nostro territorio potrebbe essere rappresentata da interventi di politica economica orientati alla combinazione e all’integrazione strategica dei settori agricoltura, turismo e ristorazione, con una particolare attenzione verso la promozione dei prodotti di qualità».

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso, quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni di lavoro e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano: molte sono in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’Alto Oltrepò  e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«Anche in questo caso, possiamo fare riferimento al programma proposto da Giorgio Gori e agli sforzi che Regione Lombardia promuoverà a favore dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, in special modo quella dei comuni collinari e montani. Innanzitutto, l’utilizzo delle risorse su obiettivi ben individuati, a partire da una visione territoriale dello sviluppo regionale, articolata in specifici macro-ambiti. Saranno date, cioè, risposte differenti a bisogni differenti. Valorizzazione del territorio, progetti, risorse e sviluppo turistico come leva di sviluppo economico: da qui si ripartirà. Anche in Oltrepò».

 
 
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