Venerdì, 28 Febbraio 2020

OLTREPÒ PAVESE -«TRE BYPASS, TRE PONTI NUOVI, PER RIDARE OSSIGENO»

Amedeo Pietro Quaroni, imprenditore agricolo e sindaco di Montù Beccaria al suo terzo mandato. Fonda nel 1994 il club di “Forza Italia” ed oggi è per lo stesso partito, candidato al consiglio regionale.

Nel caso venisse eletto il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni, si stanno riducendo le guardie mediche e l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«L’assistenza sanitaria è sicuramente uno dei problemi più sentiti dai cittadini. La salute è vista da tutti come il bene primario e va difesa e salvaguardata.. Credo che i tagli alle guardie mediche siano assolutamente da rivedere. In particolare credo che sia fondamentale potenziare i pronto soccorsi, specialmente nelle zone più lontane dai grandi Ospedali. Un pronto soccorso efficiente è la garanzia è una garanzia per il paziente in difficoltà ed è il luogo in cui nei momenti cruciali si può salvare o no la vita a un cittadino».  

Il pericolo inceneritore Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«L’abbandono in cui versa la provincia di Pavia è sicuramente il motivo principale che porta alla fine a queste situazioni, che coinvolgono il degrado ambientale e la superficialità nel contenere il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Io ritengo che andrà sicuramente potenziata la differenziazione dei rifiuti e quindi la loro riutilizzazione,  ritengo che ogni territorio debba contribuire allo smaltimento dei propri rifiuti, ma ritengo grave che alcuni territori diventino la pattumiera di tutti gli altri solo per motivi di convenienza».  

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici, i sindaci oltrepadani sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità, e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è, ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

Sono sindaco da 13 anni, conosco bene il problema, purtroppo viviamo in uno Stato che da troppo tempo ha spesso lavorato in modo insufficiente sulle emergenze e mai sulla prevenzione. Purtroppo anche i cambiamenti climatici non aiutano, certo, ma bisogna ritornare a fare almeno la manutenzione del territorio: strade, canali, versanti, etc.etc. da troppo tempo non si fanno più neanche le cose più elementari ed è ora di cambiare rotta».  

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’Assessore regionale Fava, di soldi in Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Sono un sindaco, ma sono anche un imprenditore agricolo e un vitivinicoltore dell’Oltrepò. Purtroppo e spesso abbiamo sempre demandato e delegato curatori e “santoni” della politica per risolvere i nostri problemi, io ho accettato di candidarmi proprio perché ritengo che sia ora che qualcuno di noi si faccia carico, sacrificandosi, dei nostri problemi. Qualcuno che come me li conosce dall’interno vivendoli ogni giorno. Un assessore della Regione non dovrebbe mai permettersi di denigrare gratuitamente un intero territorio della sua giurisdizione, dovrebbe invece sforzarsi di capire e aiutare nella risoluzione dei problemi, che non mancano».

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla Regione e da altri entri ne sono arrivati molti e una parte sembrano essere a detta di molti, investiti in modo discutibile, un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Per fare turismo occorrono prima di tutto le infrastrutture,  io ho un azienda agricola ma anche da 17 anni un agriturismo e la prima cosa che chiede un turista è di arrivare da noi velocemente. Le strade e i ponti di collegamento sono a dir poco il primo enorme ostacolo a tutto questo. Poi certo il territorio e l’accoglienza devono essere ricettivi e di qualità... ma su quello credo che tanti giovani negli ultimi anni abbiano migliorato molto la qualità delle loro aziende e dei loro prodotti. Ne la Provincia ne la Regione ci hanno aiutati e io dico anche a causa dei nostri rappresentanti poco incisivi».

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«L’Oltrepò non va più visto come diviso e fatto di parti, l’Oltrepò ha una bellezza e una variegata vitalità che sicuramente va rimessa al centro di un progetto provinciale e regionale. Le varie zone di pianura, di collina e di montagna riusciranno a riprendersi se lo faranno insieme, non ci potrà mai essere un Oltrepò che migliora se l’altra parte soffre o addirittura muore. Incomincerei col pretendere un intervento a cuore aperto... Tre bypass, tre ponti nuovi, per ridare ossigeno al cuore dell’Italia, che guardando la cartina dell’Italia, è proprio l’Oltrepò Pavese!».

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