Venerdì, 06 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - «SONO FAVOREVOLE ALLA CREAZIONE DELL’ASSESSORATO ALLA MONTAGNA»

Simona Panigazzi,  51 anni, agente immobiliare. Già consigliere comunale della città di Voghera e componente della direzione cittadina dell’UDC, il partito che l’ha candidata alla regione nella lista “Noi con l’Italia UDC” a sostegno del candidato Attilio Fontana. Ha ereditato dallo zio, il Senatore Luigi (Gigino) Panigazzi l’impegno politico.

Nel caso venisse eletta il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni si stanno riducendo le guardie mediche, l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«Il tema “salute” con le lunghe liste di attesa per un esame clinico e con i tagli sulla sanità, giustamente preoccupa il cittadino. Ritengo che si debbano concentrare le forze per mettere a punto un sistema che velocizzi e dimezzi le attese ospedaliere ,rispondendo alla priorità di una   società che invecchia; l’assistenza sanitaria infatti è un bene primario che va tutelato e difeso. Nelle competenze e negli intenti regionali questo problema sarà al centro dei miei sforzi unitamente ai presidi ospedalieri che sembrano sempre minacciati da un’incombente chiusura. I presidi non vanno chiusi, vanno bensì ottimizzati ovvero, faccio un esempio, l’ospedale di Varzi potrebbe accogliere anche un reparto per i malati terminali o per gli stati vegetativi, di cui la provincia potrebbe usufruire. Nel contempo si ricollocherebbero personale e struttura. Le riconversioni vanno sostenute in relazione alle esigenze della popolazione ma con la coerente programmazione anche del personale necessario, per non trovarsi, come avviene troppo di frequente, che reparti riconvertiti rimangano chiusi perchè non si può assumere la dotazione necessaria di infermieri. L’ospedale di Varzi unico presidio cui afferisce una valle con popolazione sparsa ed anziana beneficerebbe di una presenza di specialisti delle varie discipline che potrebbero meglio risolvere le problematiche di quel tipo di utenza. Per l’ospedale di Voghera occorre invece proseguire nell’opera di potenziamento della tecnologia e nel completamento del personale dirigenziale sanitario ed assistenziale per renderlo punto di riferimento dell’area Oltrepò e più competitivo rispetto ad altre strutture che oggi dimostrano in alcuni casi maggiore attrattiva. Con questi intendimenti se eletta in consiglio regionale, mi batterò».

Il pericolo inceneritore Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«La brutta “faccenda” del mostro pirolisi sta per concludersi, con, nella migliore delle ipotesi, con un possibile strascico giudiziario promosso dalla società proponente l’impianto. Il nostro territorio accoglie discariche e siti di rifiuti speciali che vanno monitorati, messi in sicurezza e sicuramente sgombrati. Il mio impegno è un maggior controllo ed una ferma opposizione nel creare nuovi mostri, in questo territorio ci vivo con la mia famiglia e come tutti noi pretendo rispetto e valorizzazione. Propongo che i controlli siano minuziosi ed attenti ed affidati ad una “task force” regionale, viste le competenze dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente. La differenziata è un tema “caldo”, che fa discutere, occorre sensibilizzare e responsabilizzare il cittadino alla differenziata, si deve fare di più e meglio affichè diventi un’abitudine e non più un dovere però non deve essere un pretesto per complicare la vita ai cittadini, sprecando risorse, che poi si traducono nell’aumento delle tariffe che i cittadini stessi si trovano a pagare».

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici, i sindaci oltrepadani sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità, e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è, ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«Certamente il clima periodicamente muta sensibilmente e su questo non possiamo fare molto se non prevenire il disastro, pulendo fossi’ argini, boschi, insomma tutto ciò che l’uomo può fare per evitare e prevenire le calamità. A riguardo delle amministrazioni sicuramente lo stanziamento di fondi per la prevenzione mi sembra la strada più idonea. La Regione ha competenze sulla protezione civile che va potenziata soprattutto per quanto riguarda la sua attività di formazione e prevenzione dei rischi, quale ad esempio quello idrogeologico. Avere dei piani di Protezione Civile che prevedano una formazione adeguata permette molte volte di evitare le emergenze. Naturalmente bisogna fare salvi i casi straordinari per i quali, giustamente, le Amministrazioni chiedono di essere aiutate per fronteggiarli quali, ad esempio, il gelicidio recentemente avvenuto in Valle Staffora».

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’Assessore regionale Fava, di soldi in Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«La litigiosità ha radici nella diversità del suolo oltrepadano e quindi dei suoi prodotti, poi qualche amministratore contribuisce a complicare la situazione. A tal riguardo la regione prevede, o meglio il candidato presidente di centrodestra, Avv. Fontana, lo ha previsto nel suo programma, la creazione di un assessorato alla “montagna”. Credo possa essere la via giusta a metter ordine alle diversità anche di opinione. A riguardo dello sviluppo del mio territorio rispondo anche al punto 5 in una sola volta. Ritengo opportuno fare un programma dettagliato sulle risorse agricole, commerciali, artigianali e turistiche del mio territorio, su come e dove investire per rilanciare l’immagine. Ma come prima cosa vanno potenziate e nello specifico, risanate, le infrastrutture, veicolo primo di ogni sviluppo. Un piano di ri-lancio dell’Oltrepò deve passare necessariamente per la viabilità, la visibilità delle eccellenze a livello non solo nazionale ma anche internazionale con un serio piano di marketing. Nei miei progetti anche l’uscita mensile su testate territoriali e nazionali di articoli che favoriscano la visibilità dei nostri prodotti e dei luoghi incantevoli che abbiamo, che favorirebbero inoltre un rialzo del valore immobiliare, ormai crollato ai minimi storici. Infine aggiungo l’impegno di incontrare mensilmente gli amministratori e i cittadini, ad esempio in Varzi per la Valle Staffora e a Voghera per il territorio per un confronto continuativo. Non accetto e non ritengo corretto promettere e poi scomparire dai territori dove si è stati votati. Per questo chiedo che il territorio dia un voto ad una persona del territorio e non ai soliti importati che poi spariscono». 

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati ecc. Soldi dalla regione e da altri entri ne sono arrivati molti e una parte sembrano essere a detta di molti, investiti in modo discutibile, un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Ritengo che manchi un coordinamento complessivo. La crisi che riguarda Salice Terme, per la verità, investe parecchie località termali. Salice in particolare, con la privatizzazione dello stabilimento principale, sconta scelte ed errori che ne hanno pregiudicato la funzionalità. Bisogna pensare quindi a risolvere l’attuale situazione e pensare ad investimenti adeguati ai tempi». 

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni di lavoro e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«Quest’ultima domanda trova risposta anch’essa nelle due precedenti, la mancanza di un piano di sviluppo e protezione all’avanguardia del territorio ha creato povertà e conseguente abbandono dei paesi. Riconversione di rotta difficile e lenta, ma non impossibile. Incentivare e promuovere le aziende sfruttando al massimo la formazione professionale, adeguata alla nuova richiesta del mercato ed accedere ai contributi regionali ed europei. Un’intelligente uso di queste risorse sicuramente produrranno effetti positivi. L’azione attenta del consigliere regionale del territorio, in collaborazione con gli organismi e le istituzioni esistenti, potrà essere di stimolo per nuovi progetti di sviluppo».

  1. Primo piano
  2. Popolari