Sabato, 17 Novembre 2018

OLTREPÒ PAVESE «DIFENDO L’ASSISTENZA MEDICA GRATUITA. AMMALARSI OGGI È DIVENTATO UN LUSSO»

Paola Chiesa nata a Pavia nel 1979 e residente a Canevino è docente di Lettere e studiosa di storia militare, ha al suo attivo oltre venti pubblicazioni sulla memorialistica dei soldati lombardi nella Seconda Guerra Mondiale. Aderisce fin dalla sua fondazione al partito “Fratelli d’Italia” e dal novembre 2017 è Commissario di partito a Pavia e membro del Direttivo Provinciale. È ora candidata come capolista per la Camera dei Deputati nel Collegio Pavia Lodi e per la Regione Lombardia a sostegno di Attilio Fontana. 

Nel caso venisse eletta il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni si stanno riducendo  le guardie mediche, l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella,  Varzi e  Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«Difendo l’assistenza medica gratuita. Ammalarsi oggi è diventato un lusso. I piccoli ospedali, che da sempre mettono la persona al primo posto, andrebbero riqualificati ed incrementati. I continui tagli al personale non porteranno mai a delle prestazioni efficienti: il servizio non potrà essere sempre garantito e lavorando in condizioni di maggiore stress si potrebbe solo aumentare il rischio di errore».

Il pericolo inceneritore Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«La Regione Lombardia dovrebbe vigilare costantemente per garantire la legalità di ogni smaltimento. Occorre inoltre una mappatura precisa per evitare quello è successo a Corteolona. L’ambiente va salvaguardato senza se e senza ma. La differenziata è indubbiamente necessaria e il cittadino deve sentirsi sempre più protagonista. Il servizio non può prescindere dall’efficienza e dalla rapidità». 

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici, i sindaci oltrepadani sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità, e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è, ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse  solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«Aspettare che sia il pubblico ad affrontare ogni emergenza non credo sia possibile. Occorre rimettere in sicurezza il territorio attraverso l’uomo che, da buon imprenditore, curi la propria proprietà nella quale agisce economicamente. Questa è la prevenzione. Bisogna far sì che le imprese vitivinicole abbiano la giusta redditività perché è nella redditività che ci possono essere le risorse per mantenere il territorio. La Regione dovrebbe fare interventi mirati proprio in questa direzione. Per affrontare l’emergenza mi auguro che la trattativa con il governo post referendum porti a Milano, da Roma, ulteriori risorse e competenze».

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’ Assessore regionale Fava, di soldi in  Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva  litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso  alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Tutti questi soldi io non li ho visti. Probabilmente l’Assessore Fava ha fatto arrivare risorse non chiedendo agli agricoltori del territorio obiettivi precisi perché a fronte di obiettivi precisi non ci può essere litigiosità. L’impegno passa prima di tutto attraverso l’analisi del problema. Dall’analisi del problema occorre individuare un’opportuna terapia che non assecondi solo gli interessi di pochi. Prima di promuoverlo, l’Oltrepò va conosciuto e valorizzato». 

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla regione e da altri entri ne sono arrivati molti  e  una parte sembrano essere a detta di molti,  investiti in modo discutibile,  un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Se sarò eletta chiederò al mio Presidente di destinare fondi per la conoscenza. Abbiamo tante eccellenze che andrebbero promosse anche attraverso operatori sul territorio. Impensabile però, a mio avviso, parlare di promozione del territorio e di turismo se prima non sistemiamo strade e ponti». 

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni di lavoro e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò  e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«La mia preoccupazione è che dopo l’abbandono della montagna ci sia l’abbandono della collina perché il prezzo basso delle uve svilisce chi ancora crede nella viticoltura oltrepadana. Farò del mio meglio per difendere la nostra terra, le nostre famiglie e il nostro lavoro: sostegno alla natalità, stop all’accanimento fiscale, più poteri alle imprese e meno burocrazia».

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